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CORONAVIRUS: I CONTROLLI

Cremona, primo «furbetto» del Green pass indagato dai pm

Si era presentato al bar con la carta di un amico. L’accusa: «Sostituzione di persona», rischia la condanna a un anno

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

11 Febbraio 2022 - 08:50

Cremona, primo «furbetto» del Green pass indagato dai pm

CREMONA - Il caffè sorseggiato alle dieci del mattino seduto al tavolino del bar. Poi, sono entrati i poliziotti. «Buongiorno, favorisca Green pass ed un documento di identità». E il «furbetto» è stato subito stanato. Perché il passaporto verde se l’era fatto prestare da un amico. Caffè ‘salatissimo’: prima la sanzione e la denuncia. Adesso, l’avviso di conclusione delle indagini. Glielo ha notificato la Procura, che gli contesta il reato di sostituzione di persona, per il quale rischia la condanna a un anno.


Il furbetto ha 25 anni, un lavoro ed è incensurato (è assistito dall’avvocato Alessandro Zontini). Multa e denuncia se le è beccate il 9 dicembre scorso, giovedì. Da tre giorni era entrato in vigore il decreto ‘Super Green pass’, la ‘stretta di Natale voluta dal Governo per contenere la quarta ondata della pandemia». Qualche giorno prima, il 26 novembre, il prefetto, Vito Danilo Gagliardi, aveva avvertito: «Saranno potenziati i controlli delle forze dell’ordine sui treni, nei bar, nei ristoranti: non si sgarra!». Il monito lo aveva lanciato in occasione della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica e tre giorni dopo lo aveva ripetuto, quando in Prefettura aveva incontrato i rappresentati delle diverse categorie, affinché caldeggiassero i lori soci a rispettare e a far rispettare le misure per anti Covid-19.

«Oggetto: verbale di documentazione dell’attività di Polizia giudiziaria. L’anno 2021, il giorno 09 del mese di dicembre, alle ore 14, negli uffici della Questura...». Comincia così il rapporto stilato dal Sovrintendente e dall’agente incaricati di controllare il rispetto delle normative anti- Covid a dicembre. I due poliziotti, con i colleghi della Polizia provinciale, alle dieci del mattino sono entrati nel bar e hanno controllato due clienti seduti al tavolino. «Risultavano in possesso di Green pass», è scritto nel verbale. Ad entrambi è stato chiesto un documento di identità, i due hanno consegnato la patente di guida. E in un caso, «il nominativo del certificato verde non corrispondeva con la persona». Quando i poliziotti hanno chiesto una spiegazione, il furbetto ha subito ammesso. «Non ho il Green pass, ho utilizzato quello di un amico».

«Preso atto della violazione», il cliente ha lasciato il tavolino del bar per sedersi, poco dopo, davanti a un poliziotto in Questura. Dove «il soggetto è stato reso edotto che sarebbe stato deferito in stato di libertà per il reato di Sostituzione di persona e contestata la violazione amministrativa relativa agli obblighi di cui al decreto legge 23 aprile 2021, numero 52, recante ‘misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19, così come modificato dal decreto legge 26 novembre 2021, numero 172». Decreti, norme, articoli del codice penale. Il furbetto sperava di farla franca al tavolino del bar. «Non verranno a controllare proprio qui», si sarà detto. Gli è andata male. Multa, denuncia e all’orizzonte un processo

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