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L'APPELLO

Nicolò Govoni: «L'algoritmo di Facebook ci censura»

Il fondatore di Still I Rise: «A che fine tutto questo? Semplice: il guadagno. L’obiettivo è costringere le pagine a investire in pubblicità e così compensare le perdite che subiscono». E spinge Telegram

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

31 Ottobre 2021 - 09:01

Nicolò Govoni: «L'algoritmo di Facebook ci censura»

CREMONA - A distanza di appena 24 ore, Nicolò Govoni - fondatore dell'organizzazione internazionale indipendente Still I Rise - che ieri aveva annunciato il progetto di aprire una scuola in Colombia, lancia un appello accorato dalla sua pagina social: «L'algoritmo di Facebook ci censura».

IL POST di NICOLO'. «L’algoritmo di Facebook sta penalizzando quasi tutti i nostri contenuti del 50% da più di un mese, di colpo, e senza un perché. L’obiettivo? I soldi». Il giovane cremonese, che del suo impegno nel sociale ha fatto l'obiettivo della sua vita, chiede aiuto a tutti i suoi sostenitori: «Ho bisogno di te. Sono sempre stato cauto con queste dichiarazioni, se non altro per rispetto al team di Facebook Italia, che si è più volte dimostrato disponibile nei nostri confronti. Quando il giornale della mia città aveva scritto un articolo su questo fenomeno, mesi fa, avevamo chiesto persino una rettifica, per lasciare a Facebook il beneficio del dubbio. Ora non posso più farlo. Il problema non sono mai le singole persone ma il sistema che le circonda, e purtroppo il sistema di Facebook si sta rivelando sempre più discutibile».

LE ACCUSE DI GOVONI CONTRO LA PIATTAFORMA

1) «Diffusione di informazioni false»

2) «Lotta alla prostituzione e al traffico di esseri umani insufficiente»

3) «Incitamento alla violenza internazionale - tra cui il genocidio in Myanmar e gli scontri in Etiopia»

4) «Espansione aggressiva verso gli adolescenti pur sapendo gli effetti negativi sulla loro salute mentale»

5) «Un algoritmo divisivo: Facebook genera consapevolmente odio tra gli utenti».

Per Govoni, «in questa cornice, è da metà settembre che l’algoritmo ci causa danno in modo sistemico, riducendo la portata della maggioranza dei nostri post del 50% senza un apparente motivo. Un esempio pratico? Mentre i nostri contenuti prima totalizzavano una media di 6.000 reazioni l’uno, ora ne raccolgono 3.000 a stento. Ma non sono certo i “mi piace” il punto. il punto di tutto è la forza della nostra Voce, e un lavoro di sette anni svilito in un mese. Perché non solo questo toglie forza alle battaglie di Still I Rise e un imprescindibile sostentamento economico alle nostre Scuole, ma mi avvilisce anche personalmente. Ho messo il cuore in questo libro, e vederlo sminuito così mi riempie di amarezza».


Govoni, in questo lungo post pieno di amarezza, sottolinea l'importanza del progetto-scuola in Colombia: «Siamo gli unici al mondo a offrire, gratis, il Baccalaureato Internazionale ai bambini più vulnerabili, le nostre scuole sono una Rivoluzione umanitaria, e questo dà fastidio. Sappiamo che le prime vittime di una censura saranno proprio le nostre scuole e i nostri studenti, e spero che il momento tanto temuto non sia arrivato».

bimbo

E poi: «Non credo ci stiano censurando in modo mirato, anzi, nell’ultimo mese ho notato lo stesso trattamento nei confronti di svariate pagine importanti. La generalizzazione di questo stratagemma, però, non lo rende certo più etico o più accettabile. Al contrario, penso sia una diretta risposta alle accuse di abuso che Facebook ha ricevuto di recente, e alla conseguente crisi di reputazione - e quindi di introiti - che l’azienda sta affrontando».

Govoni poi si interroga: «A che fine, quindi, tutto questo? Semplice: il guadagno. L’obiettivo è costringere le pagine a investire in pubblicità e così compensare le perdite che stanno subendo. E la cosa peggiore è che funziona. Facebook sa che tantissime piccole e medie realtà dipendono dai post per sopravvivere, e cambiando arbitrariamente l’algoritmo - così da vanificare, magari, anni di lavoro - non lascia altra scelta se non sponsorizzare. Facebook è una delle multinazionali più potenti di sempre, e sfidarla proprio in suo seno è una mossa senz’altro poco strategica, ma non ce la faccio più a restare a guardare. È arrivato il momento di reagire, insieme, senza paura».

LA SOLUZIONE DI GOVONI. «La soluzione è emanciparsi, ed emanciparsi davvero, da questa piattaforma. Ci stiamo lavorando. Noi utenti, possiamo già adesso reagire e influenzare positivamente l’algoritmo». E dà le istruzioni ai suoi sostenitori:

1. COMMENTA ora. Aiutami a capire la portata del fenomeno. Hai ricevuto questo post in modo organico sulla home o solo dopo uno dei miei tanti commenti? Con ogni probabilità, purtroppo, solo chi è esente dagli effetti negativi dell’algoritmo risponderà a questo sondaggio, ma ogni commento è comunque cruciale per analizzare il problema e combatterlo.
2. CONDIVIDI questo post. La condivisione, storicamente, è sempre stata l’arma più potente contro la censura. Ancora oggi una condivisione ha il potere di portare sotto gli occhi di decine e decine di persone un qualsiasi contenuto. Basta un tocco, pochi secondi per generare un’eco esponenziale. Prova ora!
3. AGGIUNGI ai preferiti. Un trucco per battere l’algoritmo senza neanche arrivare allo scontro è la funzione “Aggiungi ai preferiti”. Se non l’hai già fatto, ti consiglio di aprire il menù “…” che trovi nell’angolo in alto a destra di questo post e selezionare l’opzione “Aggiungi Nicolò Govoni ai preferiti”. In questo modo hai la certezza di ricevere sempre ogni aggiornamento, senza mistificazioni.
4. ACQUISTA il libro. “Fortuna” è un’opera scomoda, provocatoria, ambiziosa - prima nel suo genere in Italia e nel mondo. È anche un’opera colma di speranza e di voglia di libertà. Se fallisce, purtroppo si chiude una porta finora inesplorata. È triste, ma è così. Quindi non lasciamolo fallire. Dimostriamo ai media, ai social e alla gente che le storie di umanità funzionano ancora.
5. PASSA a Telegram. A prescindere dalla tenacia con cui riusciremo a contrastare l’algoritmo, ormai la direzione che Facebook sta prendendo è abbastanza chiara. Telegram è una piattaforma completamente indipendente che permette interazioni più dirette, più intime e umane, con ottimi risultati verso la costruzione della comunità. Contiamo già oltre 2000 iscritti, e devo dire che, per una volta almeno, sembra un luogo più rilassante su cui fare comunicazione. Ti aspetto: https://t.me/govoninicolo

E cosi conclude: «Sarebbe tutto più facile, per Still I Rise, se solo decidessimo di piegare il capo e smettessimo di fare i guastafeste. Allineandoci al sistema potremmo godere dei benefici che offre, e sono notevoli. Ma non l’abbiamo mai fatto e non inizieremo certo adesso. Infilarci come spine nel fianco del Potere è la nostra specialità, e in un mondo in cui l’informazione è diventata un’arma politica e di business, le voci indipendenti vanno difese a ogni costo».

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