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Il Torrone d'Oro a Govoni: «Onorato e fiero, grazie alla mia città»

Il fondatore di Still I Rise, volontario in prima linea al fianco dei bambini del mondo, felice del ritorno a Cremona: «Ritroverò le mie radici, ne ho un bisogno infinito»

La Provincia Redazione

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26 Settembre 2021 - 06:10

Il Torrone d'Oro a Govoni: «Onorato e fiero, grazie alla mia città»

Nicolò Govoni

CREMONA - Ad annunciarlo in conferenza, nel giorno della presentazione della festa più dolce dell’anno, era stato l’organizzatore Stefano Pelliciardi: il «Torrone d’oro» 2021 sarà consegnato a Nicolò Govoni. E ad annunciarlo a Nicolò, con una lettera, è stato il sindaco Gianluca Galimberti. Adesso lui, il fondatore di Still I Rise, volontario in prima linea al fianco dei bambini del mondo, ringrazia. Lo fa su Facebook. Con un lungo post pieno di orgoglio e gratitudine. 

Sono onorato di ricevere il Torrone D’Oro, il premio più prestigioso della mia città natale

«Sono onorato di ricevere il Torrone D’Oro, il premio più prestigioso della mia città natale — scrive Govoni —. Vivo lontano da quasi due anni, la mia assenza più lunga di sempre, ma dà forza sapere che la città di Cremona resta sempre al mio fianco. Avere radici è insostituibile. Due anni. Non l’avrei mai pensato possibile prima della pandemia. Due anni senza i miei cari, senza le strade che mi hanno cresciuto, senza gli odori e i sapori della mia infanzia. Due anni che hanno cambiato la mia vita per sempre».

La lettera del sindaco: «È arrivata come un balsamo. Quello che stiamo vivendo è uno dei momenti di più grave stress della mia vita finora, con sfide sia all’esterno sia all’interno di Still I Rise quasi indescrivibili. Non avevo mai dovuto lavorare, sacrificare e costruire tanto quanto ora. Ed è proprio in questo periodo che è arrivato l’invito. Un balsamo, ho detto? Mi correggo: è stato un segno. Perché il Torrone D’Oro significa che stavolta, a prescindere dalle incombenze sul campo, dovrò tornare. Tornare e riabbracciare la mia famiglia, odorare le mie strade, mangiare la mia pizza. Tornare. Dopo due anni in cui il mondo è cambiato, in cui Still I Rise è cambiata, in cui cambiato lo sono anch’io, presto tornerò. E per quanto mi addolori lasciare la nostra scuole e i nostri studenti per un po’, riconosco che è ora di abbassare le difese e tornare figlio, e nipote, per una volta. Non me ne ero reso conto, ma ne ho un bisogno infinito».

Govoni conclude il suo messaggio, un po’ alla città e in fondo un po’ anche a se stesso, proprio con le parole del sindaco Galimberti: ‘Gratitudine profonda per il tuo grande cuore, per le scelte di vita coraggiose, per le opere a favore di tanti bimbi profughi, in particolare le scuole e i percorsi di affido. Dare speranza e futuro a questi bambini vuol dire salvare persone, vuol dire abbattere le barriere, vuol dire accoglienza, vuol dire Amare’ gli ha scritto Galimberti. La risposta di Govoni: «È in quelle che ritrovo la promessa di un affetto e di una cura propria solo delle origini. Grazie, Cremona. A presto».
Ora, Cremona aspetta il suo Nicolò: «Onorati ed orgogliosi — rappresenta tutti Galimberti — siamo sempre pronti a sostenerti e a riabbracciarti».

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