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Lettere al Direttore del 14 Aprile

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17 Aprile 2018 - 09:07

Lettere al Direttore del 14 Aprile

Tre mesi per una vaccinazione
Le scuse dell’Asst. Ecco come prenotare
Egregio direttore,
riguardo la lettera ‘Quasi tre mesi per una vaccinazione: inaccettabile’ - pubblicata in questa rubrica il 10 aprile scorso - desideriamo scusarci con il signor Rotondo per il malinteso comunicativo verificatosi. Per prenotare le sedute vaccinali non è indispensabile recarsi di persona allo sportello, ma è possibile telefonare ai nostri uffici nelle diverse sedi. Per facilitare gli utenti cogliamo l’occasione di ricordare recapiti e orari.
Sede di Cremona (via S, Sebastiano 14): prenotazione telefonica allo 0372 497507, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 10.45; prenotazione allo sportello: dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 13.
Sede di Casalmaggiore (via Formis 3): prenotazione telefonica e sportello dal martedì al giovedì, 0375 84040 , dalle 14 alle 15.30.
Sede di Soresina (via Inzani 4): prenotazione telefonica e sportello lunedì e martedì, 0374 349328, dalle 9 alle 12.30.
Doveroso precisare che un richiamo vaccinale non ha carattere di urgenza. L’eventuale tempo di attesa (due/tre mesi) che intercorre dalla richiesta all’inoculo del vaccino non cambia il profilo di protezione anticorpale.
UOS Comunicazione Asst di Cremona


Fognature di Gussola
Lavoro mal fatto. L’avevamo detto
Egregio direttore,
(...) l’argomento che affronto è figlio di una campagna elettorale, quella del rinnovo del Consiglio Comunale di Gussola, del 2004.
In piena campagna elettorale fu posizionato in piazza Carlo Comaschi un cartello dove vi era scritto che sarebbero state rifatte le fognature di via Roma, scelta molto strumentale, ma che è soggetta alle sensibilità delle persone e anche dei politici, che poi con il tempo diventano politici di professione.
La lista di centrosinistra per la seconda volta consecutiva perse le elezioni, ma non si chiuse a riccio, anzi iniziò un proficuo lavoro di stimolo e soprattutto di controllo, perché nella vita non si vince sempre, anzi sono tante le volte in cui si perde, ma dalle nostre parti la politica non è potere ma servizio, quindi anche passione e stimolo.
Seguimmo dai banchi di minoranza tutto l’iter dei lavori delle fognature, notammo da subito che questi non erano eseguiti nel modo corretto perché tubi circolari andavano a sostituire dei tubi con basamento piatto, quindi necessitavano di un sottofondo diverso. In parecchi consigli comunali abbiamo fatto presente dei problemi che potevano dar seguito a questa negligenza, il sindaco Leoni con tutta la giunta di centrodestra rispondeva che tutto procedeva nel modo corretto. Nel frattempo il cedimento del terreno, l’avvallamento dell’asfalto ci davano ragione, quindi preoccupati per il possibile rifacimento da parte dell’amministrazione comunale della rete fognaria di via Roma, un anno prima che scadessero i 10 anni (di legge) di garanzia sui lavori, sollecitammo in modo verbale e scritto l’amministrazione comunale ad intervenire verso la ditta esecutrice. Con una lettera disarmante ci si rispose che tutto era stato eseguito correttamente e che non sapendo come avrebbe reagito il terreno sottostante nei prossimi 20 anni non vi era nessuna garanzia da richiedere. Oggi a 14 anni dell’esecuzione dell’opera pubblica, tutti possono prendere atto di quanta ragione avevamo, di cosa costerà alla comunità Gussolese il rifacimento di queste fognature, di quanta irritazione ci attraversa di fronte alle spallucce dell’allora maggioranza del sindaco Leoni. Quindi venendo al dunque, è mai possibile che si realizzino opere molto spesso a scopo elettoralistico, è mai possibile che non vi siano più organi di controllo atti a sanzionare lavorazioni eseguite in modo scorretto e dannoso, è mai possibile che la memoria corta faccia dimenticare responsabilità tecniche e politiche?
Sante Gerelli
(Sinistra Italiana, Gussola)


Noi fascisti discriminati
Una riconciliazione è impossibile
Signor direttore,
prendendo spunto dalla lettera del signor Luciano Lazzari di Vicobellignano, che ringrazio per aver ricordato il martirio dei 7 fratelli Govoni trucidati a Pieve di Cento, dopo inaudite sevizie, dai criminali partigiani il 5 maggio 1945; e da questo ricordo che dovrebbe scaturire, secondo lui, con un, simbolico, abbraccio alla madre dei 7 martiri che sfocerebbe in sorta di pacificazione.
Sono nato nel 1954 e anagraficamente non ho conosciuto ne il fascismo ne la, gloriosa, Repubblica Sociale Italiana; invece ho sperimentato, sulla mia pelle, cosa siano la discriminazione, l’odio e le cattiverie che questo regime antifascista ha vomitato addosso a me ed ai miei camerati. Per questo motivo se il prossimo 25 aprile, ipoteticamente, mi fosse proposta una sorta di riconciliazione risponderei che, personalmente, preferirei farmi amputare la mano destra piuttosto che stringerla, in segno di pacificazione, al sindaco di Cremona che proibisce la celebrazione di una messa al campo in memoria di Benito Mussolini e di tutti martiri fascisti; personalmente preferirei essere fustigato piuttosto che rendere omaggio al vescovo di Cremona che proibisce al prete preposto di far celebrare, nella cappella del cimitero di Cremona, una funzione religiosa nella quale si nominino i nomi di Mussolini e Farinacci e che proibisce, ignominia tra le ignominie, al suddetto sacerdote di benedire le tombe dei nostri caduti. E tutto questo non è accaduto nel 1945 ma nel 2015, 2016, 2017 e accadrà pure quest’anno.
Pertanto se il prossimo 28 aprile 2018 qualche pseudo camerata, che crede nella pacificazione con questa gente, decidesse di presentarsi alle ore 11, presso il cimitero di Cremona, a partecipare alla commemorazione di Mussolini, Farinacci e di tutti i martiri fascisti, eviti di farlo perché non sarebbe gradito.
Gian Alberto D’Angelo
(Cremona)
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Come può leggere a pagina 5 del numero odierno del giornale, il sindaco ha autorizzato la funzione religiosa all’interno della cappella del cimitero.


Così dicono i progressisti
E’ la guerra il grazie di Trump ai russi?
Signor direttore,
dunque Trump vorrebbe fare guerra ai russi per riconoscenza di aver manovrato a suo favore nella elezione a presidente Usa. Io non ci credo ma così la raccontano i progressisti del pianeta.
giuliano.galassi@libero.it


Tangenti nella sanità
Medici: serve anche l’esame di etica
Signor direttore,
per quanto riguarda la corruzione sanitaria ormai fin troppo frequente, tra le materie di medicina la prima, cioè subito all’inizio, dovrebbe riguardare la deontologia professionale e l’etica dell’essere medico, in cui tra le altre cose, si affronta il rapporto con il denaro e con il profitto, spiegando che è secondario, sia rispetto alle motivazioni umane di chi sceglie la professione, sia considerando che è una delle categorie che economicamente stanno bene, per cui non vi è alcuna necessità di arraffare, né di rischiare di distruggere la propria reputazione. E che un medico deve essere per propria natura una persona disinteressata ed onesta. Dicevo tutto questo deve essere fatto all’inizio, per indurre gli studenti a fare una introspezione, una specie di autoesame di ammissione, o meno, alla professione di medico. Con la speranza sia sufficiente a dissuadere chi privilegia i facili guadagni.
C’è bisogno di recuperare i valori più umani della spontaneità e della solidarietà sanitaria, che sempre hanno ispirato il codice deontologico e la maggioranza dei medici. Ho la convinzione che i medici onesti siano la stragrande maggioranza e che ci sia la necessità più che di ribadirlo, di dimostrare un distacco non solo reale dalla venalità di essere venditori di prestazioni. Senza mai dimenticare che sulla credibilità e sulla veridicità pratica della ‘buona salute’ è collegata l’aspettativa terapeutica dei pazienti, con tutto ciò che questo comporta sul piano della cura con successo delle patologie.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)


Al Po, mai riempito d’acqua
Laghetto al parco. Promesse da marinaio
Gentile direttore,
qualche giorno fa, attraversando il Parco al Po, non ho potuto fare a meno di notare che, là dove fino al 2016 c’era un bel laghetto, rimane per ora solo un cantiere. Ebbene, giova forse ricordare che su questa pagina, oltre un anno fa (il 5 febbraio 2017), l’assessore all’Ambiente Alessia Manfredini rassicurava un lettore affermando che «nei prossimi mesi» si sarebbe proceduto al riempimento del laghetto con acqua di falda. Da allora di acqua sotto i ponti ne è passata, e probabilmente anche nella falda, ma il laghetto rimane vuoto e quell’angolo del parco appare triste e abbandonato. Con un po’ di mestizia, poco dopo ho concluso il mio percorso in largo Marinai d’Italia. Ho osservato, ancora una volta, il monumento ai marinai caduti, che mi è sempre parso un po’ curioso, qui, nel cuore della Valpadana. Beh, però anche Cremona avrà avuto i suoi marinai, ho pensato. Di sicuro ha chi fa promesse, da marinaio. Ma non so se il monumento sia dedicato anche a loro.
L. G.
(Cremona)


Sui tempi della denuncia
La bomba alla Cdl tra fatti e congetture
Signor direttore,
leggo sul vostro giornale un articolo in merito alle rimostranze del signor Zanchi, relativamente alla faccenda del fallito attentato alla CdL, il quale lamenta un «inaccettabile tentativo di mistificare la realtà, come, ad esempio, l’insinuare che le persone offese abbiano scientemente inteso sporgere denunce tardive per «non mettere a rischio le serate del locale». Io sono convinto delle ragioni del signor Zanchi, ma d’altronde, in alcuni articoli di un sito, testata giornalistica regolarmente iscritta all’albo, si evincerebbe che le presunte «insinuazioni» siano in realtà ipotesi ed atti degli inquirenti, come da estrapolazione di alcune frasi degli articoli inerenti al fatto. Eppure, secondo gli inquirenti, «i titolari erano a conoscenza fin da subito delle intenzioni di sabotaggio del 22 dicembre», così come erano a conoscenza dell’identità degli autori. «Di contro», come si legge negli atti, «Luciano Zanchi, in denuncia, e Santo Canale, facevano indirizzare le indagini su di un unico responsabile, Luca Coccoli, evidentemente estraneo ai danneggiamenti. Ed ancora, è ipotesi degli investigatori che Luciano Zanchi sapeva «che il danno incendiario del 17 dicembre era di origine dolosa» e sapeva chi erano gli autori, così come «il socio Santo Canale era a conoscenza dell’ipotesi dinamitarda del 22 dicembre, perché mise a vigilanza della cabina elettrica un uomo della sicurezza, ma aveva visto anche il contenuto (il congegno era stato posizionato la notte prima) e consapevole che non aveva funzionato, reputandolo innocuo, si assicurava che nessuno lo potesse scoprire...». Dunque sembrerebbe, secondo quanto riportato in predetti articoli, che i fatti siano atti processuali e non mere congetture di non precisata origine, questo se diamo per scontato che il virgolettato e la firma di una giornalista su una testata giornalistica regolarmente registrata abbiano un senso ben definito, in caso contrario noi tutti saremmo vittime di informazioni fuorvianti.
Giulio Bottini
(Cremona)
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Così come abbiamo registrato le conclusioni degli inquirenti, abbiamo doverosamente preso atto delle dichiarazioni di Luciano Zanchi. La vicenda è approdata davanti ai giudici, vedremo con quali esiti.

IL CASO
Palestra della Stradivari: bene i lavori, ma per favore, non fate del trionfalismo

Signor direttore,
vorrei esprimere un sincero apprezzamento per lavori di risanamento della palestra della scuola primaria ‘Antonio Stradivari’ (costruita negli anni 1930-1932) attesi da oltre 3 anni, ma non riesco a vedere i motivi di un successo tanto sbandierato. Ecco le motivazioni. Nell’inverno 2014 inizio 2015, la palestra a causa di infiltrazioni dovute a copiose precipitazioni ed in conseguenza delle già precarie condizioni del manto di copertura, composto in larga maggioranza da lastre di amianto, viene giustamente dichiarata inagibile per ovvie ragioni di sicurezza. A causa dell’inagibilità, le attività motorie vengono trasferite in altro istituto cittadino, con conseguenti disagi ed oneri di trasferimento. Nel marzo 2015 la giunta comunale approva in linea tecnica, il progetto definitivo relativo ai lavori di restauro e risanamento conservativo, bonifica amianto e miglioramento sismico, con un costo complessivo di 290.000 euro. Il Mef, con decreto 23 gennaio 2015, approva le modalità di attuazione della disposizione legislativa relativa a operazioni di mutuo che le Regioni possono stipulare per interventi di edilizia scolastica. In base a tale disposto Regione Lombardia ha approvato il 16 marzo 2015, la delibera ‘Edilizia scolastica - Bando per la raccolta del fabbisogno di interventi di edilizia scolastica, in attuazione dell’articolo 10 del d.l. 12 settembre 2013, n.104 e nuove determinazioni in merito al bando per la realizzazione di interventi di edilizia scolastica’ che prevede l’accesso da parte dei Comuni a contributi in conto capitale a fondo perduto per interventi sugli edifici scolastici. L’intervento per la scuola primaria ‘Antonio Stradivari’ rientra tra quelli che possono ottenere tale contributo, per questo gli uffici preposti hanno redatto il progetto esecutivo in modo da essere pronti per il bando. Ma il contributo di Regione Lombardia, non arriva. Evidentemente, ci sono altre priorità. Il tempo passa, l’amianto resta e nonostante l’inagibilità della palestra, la scuola continua ad essere frequentata.
Nell’agosto 2017 a cura del settore Progettazione e manutenzione del Comune di Cremona, viene finalmente approvato il progetto esecutivo e viene indetta una procedura negoziata dei lavori. Nel mese di gennaio 2018 iniziano i lavori, eseguiti da due ditte di Frosinone e Roma e finanziati dal Comune di Cremona. Nella speranza che a settembre 2018 la palestra torni a disposizione per le attività di motoria, ritengo a mio modesto parere, che quanto citato, rappresenti una sconfitta per tanti.
F. L.
(Cremona)
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Le amministrazioni pubbliche sono costrette a navigare a vista in base ai finanziamenti che arrivano a singhiozzo perché dovuti a una serie di vincoli amministrativi che permettono di programmare gli interventi con grande difficoltà.

LA POLEMICA
La corruzione non si batte snobbando l’autorità anti-corruzione

Gentile direttore,
in un recente incontro pubblico a Cremona l’economista Carlo Cottarelli ha affermato che la corruzione è uno dei principali mali cronici dell’Italia e ha indicato come primo rimedio l’educazione al rispetto delle regole, che avrebbe effetti positivi sull'economia e sulla società.
Per tutta risposta il sindaco Gianluca Galimberti nel suo intervento allo stesso incontro ha citato come esempio di attenzione per la cosa pubblica a livello amministrativo la fusione Lgh-A2A nonostante fosse già a conoscenza della delibera n.172 del 21 febbraio 2018 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione nella quale si afferma che l’acquisto del 51% del capitale sociale di Lgh da parte di A2A in forma diretta, cioè senza gara, costituisce una violazione delle disposizioni di legge sulle società miste e che addirittura si poteva avere una maggior valorizzazione delle azioni facendo una gara pubblica.
Ma a questa incredibile dichiarazione del sindaco ne sono seguite molte altre. Nel comunicato ufficiale diffuso dal Comune di Cremona a commento della delibera Anac si dice che «quello che conta è la questione di sostanza e cioè le prospettive che si sono aperte di lavoro e sviluppo del territorio attraverso l’operazione Lgh-A2A e che pertanto nella realtà la maggioranza ha visto giusto».
L’amministratore delegato di Lgh, Massimiliano Masi, ha sbandierato «gli ottimi risultati di bilancio come miglior risposta alle critiche mosse da Anac in quanto l’operazione va valutata nella misura in cui porta a risultati concreti e misurabili per i nostri soci». Il neo consigliere regionale del Pd Matteo Piloni ha specificato che «è sbagliato parlare di bocciatura dell’operazione da parte di Anac, termine decisamente improprio in quanto l’Anac non è entrata nel merito dell’operazione (non essendo quello l’oggetto della verifica effettuata dell’Autorità) ma si è concentrata sulle modalità esperite per l’esecuzione della stessa».
Quindi a sindaco, maggioranza e vertici di Lgh-A2A non interessa quanto viene affermato dalla delibera Anac in merito alla violazione di norme vigenti, definite peraltro semplici «critiche» di forma, perché vogliono convincerci che nella sostanza ciò che conta sono i risultati concreti e i benefici che avrebbe portato questa operazione al nostro territorio (peraltro ancora tutti da dimostrare) a prescindere dalle modalità attraverso le quali sono stati realizzati. D’altronde fior di pareri di consulenti e avvocati, da loro spesati, hanno dichiarato la legittimità dell’operazione. Varranno ben di più di una delibera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione che si è espressa esattamente al contrario.
Forse vale la pena ricordare a tutti i suddetti soggetti che la funzione principale dell’Anac consiste nel prevenire la corruzione in ogni settore della pubblica amministrazione che possa sviluppare (anche solo potenzialmente) fenomeni corruttivi, comprese le società partecipate e controllate, vigilando in particolare sul rispetto delle regole della concorrenza e dei principi di correttezza e trasparenza delle procedure di gara.
In che modo sindaco e maggioranza pensano di combattere la corruzione ed educare al rispetto delle regole se di fronte ad una decisione della principale Autorità che si prefigge tale scopo ne sminuiscono l’importanza tanto da continuare a citare l’operazione A2A-Lgh come esempio positivo di attenzione per la cosa pubblica? In base a quale principio la sostanza prevale sulla forma quando è proprio il rispetto di quest’ultima la miglior garanzia per tutti i cittadini che ad essere perseguito sia l’interesse pubblico? Perché è questo ciò che le disposizioni di legge che l’Anac ritiene violate volevano tutelare, la libera concorrenza affinché fossero garantite le migliori opportunità per i cittadini e per il territorio.
D’altronde lo stesso atteggiamento si era già manifestato in occasione della sentenza del Tar, confermata poi dal Consiglio di Stato, che aveva accertato l’illegittimità dell’affidamento della consulenza ad Albion per disparità di trattamento tra le aziende partecipanti. Anche il quell’occasione l’amminstrazione ha ritenuto non così rilevante la suddetta censura perché l’importante era stato portare a compimento nei tempi stabiliti la complessa attività di ristrutturazione del debito di Aem.
Da questa giunta abbiamo anche imparato che si possono affidare incarichi ed autorizzare esecuzione di lavori senza avere a monte un atto amministrativo che legittimi gli stessi, che eventualmente si può assumere anche un anno dopo, senza che questo rappresenti un comportamento illecito, naturalmente se il fine che si persegue è meritevole.
Paradossalmente le uniche disposizioni alle quali l’amministrazione vuole rigidamente e formalmente attenersi sono quelle dettate dal Regolamento comunale del referendum consultivo con l’unico scopo di impedire la libera espressione dei cittadini.
Mi domando allora a cosa servono tutte le azioni messe in campo dal Comune di Cremona per diffondere una cultura della legalità dentro e fuori all’ente locale, l’adesione e la partecipazione alla rete degli enti locali ‘Avviso pubblico’ per la formazione in materia di legalità, anticorruzione, antimafia, lo scambio di buone prassi, l’istituzione della giornata della Trasparenza e della corruzione (di cui a dire il vero non si ha più notizia), se poi si fa spallucce di fronte ad una delibera Anac, a sentenze del Tar, del Consiglio di Stato e alle norme che regolano l'attività amministrativa?
Ma forse per sindaco, giunta e tutta la maggioranza queste iniziative sono più una questione di forma che di sostanza.
Maria Vittoria Ceraso
(Obiettivo Cremona con Perri)

L'INTERVENTO
La resistenza a Cremona e il ruolo dei partigiani liberali

Signor direttore, con l’avvicinarsi del 25 Aprile vorrei sottolineare un aspetto della Resistenza di primaria importanza: la partecipazione ad essa di tutte le forze che saranno anni dopo delineate come ‘arco costituzionale’. Definizione oggi magari banalizzata (talvolta schernita) ma basata su quella che fu una realtà fondamentale quando si trattò di riscattare l’Italia dal disastro della guerra nazifascista e in seguito per dotarla di una Costituzione forte e condivisa. Vorrei contribuire all’intento con questa breve nota relativa ad una delle forze partecipi a Cremona della lotta di liberazione: i liberali. Ho ritrovato proprio in questi giorni un documento, nel Casellario politico della Questura depositato nel nostro Archivio di Stato, del periodo RSI datato 22 gennaio 1945. È una informativa indirizzata al Tribunale Speciale e al Capo della polizia repubblichina con sede a Maderno e inizia così: ‘Lo scorso mese questo ufficio veniva a conoscenza della esistenza a Cremona di un movimento del ‘Partito Liberale’. In seguito a diligenti indagini svolte si è potuto accertare che detto movimento era capeggiato dal prof. Catalano Francesco (ometto i dati anagrafici, citerò più avanti l’età di alcuni) residente in via Bertesi 5 e dal prof. Serini Paolo abitante in Piazza Roma 15’. Seguono le specifiche di perquisizioni, indagini, interrogatori. In casa dello studente ventenne Moglia Umberto, a Casalbuttano, è stato sequestrato materiale di propaganda. Si ritiene che il diciannovenne Cattivelli Giorgio (via Gerolamo da Cremona 18) sia incaricato ‘della costituzione di nuovi nuclei’ e tenere collegamenti. Altre persone individuate come partecipi di questo movimento sono: Pierluigi Barilli, studente ventenne di Casalbuttano; Mauro Masone, studente diciannovenne che abita in Piazza Cavour; Francesco Bozza, studente diciottenne in via dei Mille; Maurizio Ferrari, studente ventunenne di Castelverde; Carmen Bonvini, insegnante di 23 anni residente a Casalmorano.
Si denuncia inoltre che Manzini Ugo, abitante in via Cattaro, membro del ‘Partito democratico cristiano’ costituiva il contatto con i suddetti elementi del Partito liberale cui ‘aveva promesso la consegna di armi’. Tutti vennero arrestati e incarcerati salvo Ugo Manzini e Mauro Masone che si erano resi irreperibili mentre Bozza e Ferrari erano ‘in fase di rintraccio’.
Limitandomi a questa breve informazione su un documento davvero interessante aggiungo che alcuni di questi nominativi li ritroviamo con notevoli ruoli nella resistenza locale.
GIUSEPPE AZZONI
(Cremona)

Ne parlo con...

Riflessioni di un insegnante
I giovani sono meglio di come vengono dipinti

Gentile direttore,
sono un insegnante di una scuola media superiore della città di Crema. In questi anni la mia categoria è bersagliata da molti lati e non ultimo, almeno stando a quanto si legge con sempre maggior frequenza, da coloro che stanno dall’altro lato della cattedra e che costituiscono il vero scopo del lavoro che svolgo: gli studenti. Si viene infatti sempre più spesso a conoscenza di aggressioni ad insegnanti, di insulti, di scarsa considerazione, di genitori che aggrediscono docenti che hanno avuto l’ardire di rimproverare o punire il loro figlio o figlia e tremendi simili episodi. Quello della incredibile mancata considerazione che la società e i governi rivolgono alla scuola e a chi lavora in essa è un problema serissimo e grave, tuttavia vorrei provare a mettere in evidenza anche quanto di positivo c’è nell’incontro, nel confronto e talvolta nello scontro con questi ragazzi che saranno le donne e gli uomini che guideranno la nostra società. Credo che chi è ‘fuori’ dal contesto scolastico si stia formando l’idea che i ‘ragazzi di oggi’ compongono un insieme di cinici, cattivi ed ignoranti: insomma un cumulo di disvalori difficile da reperire altrove. La realtà, invece, è ben differente. La maggioranza degli studenti e delle studentesse sono persone che si impegnano faticando in un’adolescenza piena di pericolose sirene così maledettamente capaci di attirare e divorare tanto del bello che questi ragazzi portano con sé e cercano di diventare degli adulti positivi nonostante. E’ da tempo che penso che sia necessario spezzare una lancia a favore dei ragazzi di oggi: sono appena ritornato da una gita di alcuni giorni durante la quale ho potuto conoscere meglio gli alunni. Ebbene, mi hanno colpito con la capacità di relazionarsi con me e tra di loro, nel saper approntare rapporti basati sul rispetto, sull’educazione e sul reciproco aiuto: il tutto mescolato con energia ed allegria inesauribili. Quanti degli adulti che facilmente sparano a zero sulle giovani generazioni posseggono queste caratteristiche? Credo, sinceramente, molti meno dei miei studenti! Queste ragazze e questi ragazzi sono la scommessa e la promessa futura della nostra società: abbiamo il compito di coltivarli con pazienza, fermezza, fiducia e tenerezza. Vederli sbocciare è un privilegio che ripaga e riempie il cuore, vederli fallire dice solo delle nostre responsabilità. Ho il privilegio di contribuire alla fioritura: l’augurio che posso rivolgere ai detrattori dei giovani è di avere la stessa mia fortuna sentirebbero il profumo e, magari, ne verrebbero un poco ammantati.
Lettera firmata
(Crema)

Signor direttore, il Lego è un passatempo sempre attuale e che non smetterà mai di attirare l’attenzione e la curiosità dei giovani e dei meno giovani. Anche noi genitori ci abbiamo giocato da piccoli e ora i nostri figli continuano la tradizione. Nella foto Amedeo, Edoardo, Pietro e Riccardo che hanno dato sfogo alla loro creatività all’interno della mostra della Lego, con i pezzi messi a disposizione dagli organizzatori e ottenendo anche un caloroso applauso da tutti i bambini e genitori presenti. L’omino Lego è stato poi esposto insieme alle altre ‘opere’.
Le mamme Alberta, Mariolina e Paola
(Cremona)

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