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15 aprile

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

17 Aprile 2017 - 04:05

IL CASO

Osannare il dittatore dopo 70 anni che senso ha?

Egregio direttore,
vorrei chiedere al signor Luciano Pedrini se per una volta sola nella vita non sia riuscito a chiedersi con onestà, se i milioni di morti fatti dai neri fascisti, o dai rossi comunisti, siano serviti solo a riempire i cimiteri o ci abbiano insegnato qualcosa?
Mi sembra che lui dopo più di settant’anni sentendosi orgoglioso di aver fatto parte di gente comandata da un fanatico che ha ridotto un paese alla fame e riempito i cimiteri con delle guerre demenziali sia rimasto semplicemente un pochino indietro nel tempo e non sia riuscito a capire e a godersi questa democrazia e libertà patacca che lui disprezza ma che ha usato. Anche un solo morto ha il sacrosanto diritto di essere rispettato di qualsiasi colore esso sia. Anche quest’anno andranno al cimitero per la messa del grande condottiero (che con tutti i morti che ha sulla coscienza ne ha un grande bisogno), speriamo almeno che stavolta visto che il cimitero è un luogo sacro, e di tutti e dove riposano tante persone che in vita non la pensava senz’altro come loro, non facciano come sempre gesti simbolici e nostalgici che poco hanno in comune con il luogo e con una funzione religiosa, visto che si vogliono dimostrare bravi cristiani basta un bel segno della croce che non fa male a nessuno.
Gianfranco Galli
(Cremona)

Lei ha ragione.

LA POLEMICA

No delle banche ai viaggi solidali pro terremotati

Egregio direttore,
in collaborazione col distretto del latte di Bergamo anche noi allevatori del Lodigiano abbiamo organizzato viaggi solidali (camion di fieno) destinati ai colleghi terremotati del Centro-Sud . In effetti ci sarebbero tanti altri agricoltori disposti ad offrire ancora del fieno come contributo di solidarietà.
Noi allevatori lodigiani stiamo lavorando perché questa operazione possa continuare, ma non è facile visto che ogni viaggio costa 700 euro. Abbiamo chiesto aiuto a banche, enti e associazioni, e la risposta è stata univoca: ci dispiace ma non abbiamo tornaconto!
Chi è stato sul posto mi ha riferito che ancora adesso la situazione è drammatica, le stalle promesse non sono state consegnate, gli agricoltori hanno visto decimato il loro all’allevamento e gli animali sopravvissuti hanno passato l’inverno all’addiaccio, sono stati abbandonati a se stessi, quasi dimenticati, perciò non mi sorprende delle manifestazioni di questi giorni a Roma: la realtà è questa, e in un paese che si ritiene democratico e civile come può accadere tutto questo?
Mi viene solo in mente una sola parola: vergogna.
Filippo Boffelli
(Codogno)

Cremonese
Sorpasso effettuato. Ora non molliamo
Signor direttore,
dopo oltre sette mesi a rincorrere il topo (i grigi Alessandrini), obiettivo raggiunto e superato: primo posto solitario a quota 72 punti in classifica per la Cremonese quando mancano tre giornate al termine del durissimo estenuante campionato. Chi l’avrebbe mai detto? (...)
E pensare che a dicembre eravamo distanziati di ben dieci punti. Vedere i nostri colori in cima alla classifica, fa un certo effetto, sono dieci anni che rincorriamo questo benedetto traguardo, la serie B Diretta. Diciamolo francamente: fare i playoff, con altre 27 squadre, per un posto solo è assurdo. Regolamento da rivedere assolutamente.
Ora trascorriamo la Pasqua come meglio non si poteva, e poi via verso lo sprint finale, caricati al massimo, possibilmente senza soffrire troppo
Grazie ragazzi un grosso abbraccio a voi, a tutto lo staff della Unione Sportiva Cremonese e al popolo grigiorosso, che non fa mai mancare il proprio tifo, presenza al seguito della squadra.
Andrea Delindati
(Cremona)

Romeni criminali/1.
Contro Di Maio polemica meschina
Egregio direttore,
dalle recenti affermazioni di Di Maio in merito all’importazione di criminalità dalla Romania è emerso effettivamente qualcosa di scandaloso: le polemiche meschine e pretestuose che ne sono scaturite. Di Maio - di cui non sono un acceso sostenitore - non ha proposto l’equazione «romeno uguale criminale», come qualche furbetto ha finto di fraintendere; ha detto altro, citando peraltro un dato che nessuno, nemmeno dell’intellighenzia della sinistra prontamente insorta, ha saputo smentire con altri dati. Molti romeni sono persone per bene, e meno male, posto che superano nettamente il milione nel nostro Paese. Ma ciò non toglie che un buon numero di criminali sia giunto dalla Romania in Italia consapevole che qui si può delinquere molto più facilmente che in altri Paesi, e che si può trovare una giustizia buonista più che altrove. Per questo (anche) i romeni presenti in Italia delinquono più degli italiani: nel 2015, nel nostro Paese, il rapporto tra carcerati romeni e carcerati italiani era di 1 a 12; sempre nel 2015, il rapporto tra romeni residenti in Italia e italiani era di circa 1 a 47. Uno spunto di riflessione, forse, per i salottini radical-chic della sinistra italiana ed europea che, fingendo di non aver compreso il senso delle parole di Di Maio (o forse non avendo proprio capito, il che sarebbe ancor più grave) ha sollevato l’indecorosa canea.
A costoro, incapaci di difendere gli italiani ma sempre pronti alla sollevazione quando si pronuncia mezza parola su uno straniero, si potrebbe peraltro chiedere se ricordano, prima dell’arrivo della delinquenza romena (che a quanto pare non ha avuto difficoltà a lasciare la Romania), di aver sentito parlare di furti di rame dovunque, dei bancomat frequentemente manomessi quando non del tutto asportati, del Po continuamente razziato dei suoi pesci, solo per citare qualche esempio. Alla folta comunità romena italiana, più che scagliarsi contro Di Maio, gioverebbe riconoscere la realtà e prendere sempre apertis verbis le distanze da questi loro connazionali.
S. M.
(Cremona)

Romeni criminali/2.
Ha fatto presente una falla dell’Italia
Egregio direttore,
mi permetta di riprendere il caso dell’onorevole Di Maio per le parole dette contro i rumeni. Non penso che le intenzioni vere del vice-presidente della Camera fossero di voler offendere il popolo rumeno ma, di far presente le debolezze del ‘sistema Italia’ in fatto di giustizia cioè, una giustizia che non funziona grazie alla politica.
L’incapacità o la volontà della politica di punire chi delinquerà ha prodotto in Italia un terreno fertile per la delinquenza tutta.
L’incapacità dello Stato d’intervenire nel difendere il cittadino ha fattosi che il cittadino stesso si difenda da solo. Roba da Far West.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)

In occasione della Pasqua
Il nostro spirito esca dal letargo
Gentile direttore,
di certo non basta la primavera per renderci felici, ma i primi vestiti leggeri, il primo tiepido venticello, i primi rami fioriti ci aiutano a essere contenti, quasi inconsciamente. Nel parco i bambini giocano, gli anziani leggono il giornale, i ragazzi studiano, fuori dai bar c’è gente seduta che si gode il primo sole. In questo periodo pasquale i colori degli abiti primaverili gareggiano in vivacità con quelli delle uova di cioccolato, un trionfo cromatico che spicca tra l'albedine della glassa e della granella zuccherina delle dolci colombe.
Un bianco che evoca il candore e la bontà. E allora, perché non interrompere come la natura anche il letargo del nostro spirito? Prendiamo spunto dalla Pasqua per risvegliare in noi un amore spesse volte dimenticato: quello verso gli altri. Fratellanza e pace sono parole che in questa festività acquistano un valore particolare. Tutti abbiamo bisogno del nostro prossimo, anche se spesso cerchiamo solo un sorriso, una parola buona detta al momento giusto, un incoraggiamento in un momento difficile. Le incomprensioni e le piccole rivalità talvolta sono prova di egoismo, ma di certo i rapporti con gli altri possono essere migliori, se anche noi lo vogliamo. E allora guardiamoci intorno e scopriremo che ovunque ci sia un granello di terra può nascere un fiore.
Michele Massa
(Bologna)

Decreto immigrazione
Tagliate le garanzie per i più deboli
Signor direttore,
sul decreto immigrazione, abbiamo espresso la nostra contrarietà. Pensare che diminuire le garanzie per i più deboli sia la soluzione alle difficoltà del nostro Paese non solo è sbagliato, ma può comportare anche effetti opposti, mettendo ancor più in difficoltà il sistema di accoglienza, arrivando anche a un aumento della spesa pubblica. Riteniamo giusto puntare alla velocizzazione dell’esame delle domande di protezione, ma l’eliminazione dell’appello e la riduzione della possibilità del contraddittorio comprimono in modo significativo le garanzie di giudizio. E questo non va bene. Non è chiaro, inoltre, il profilo dei nuovi Centri per il rimpatrio, che sostituiscono i Cie. Non è specificato chi debba essere trattenuto ma anche a quali condizioni e con quali garanzie. Viene eluso completamente il tema degli irregolari, veri e propri invisibili presenti in Italia che, con il meccanismo messo a punto e senza aver eliminato la Bossi-Fini, rischiano di aumentare drammaticamente. Gestire e governare in modo efficace e lungimirante il fenomeno migratorio non significa concentrarsi su irrealistiche azioni di deterrenza. Occorrono, invece, norme che regolino i flussi d’ingresso e la permanenza dei cittadini stranieri, contrastando così il lavoro nero e lo sfruttamento. Ribadiamo inoltre l’urgenza di un’azione politica a livello europeo per aprire corridoi umanitari e aumentare considerevolmente i reinsediamenti, per consentire alle persone che fuggono da guerre, persecuzioni, fame e povertà di entrare in Europa senza mettere in pericolo la loro vita. Credo che una sinistra responsabile, di governo e di cambiamento, si costruisca, anche su questi temi, su un impianto diverso.
Franco Bordo
(deputato di Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista, Crema)

A Busseto
E adesso venite a vedere ‘I masnadieri’
Carissimo direttore,
ti ringrazio di cuore per lo spazio - molto bella la presentazione -che il giornale ha voluto riservare alla nostra iniziativa; conoscendo il legame tra Cremona e Busseto (separate solo dal Grande Fiume), sono sicuro che si tratta del miglior viatico possibile.
Colgo l’occasione per invitare te e i cremonesi ad una delle prossime recite a Busseto de I masnadieri. La prova aperta è giovedì 20 alle 20.30 (si chiama prova, ma è lo spettacolo a tutti gli effetti), mentre le altre recite sono sabato 22, 29 aprile e 6 maggio alle 20.30; domenica 23, 30 aprile e 7 maggio alle 15.30.
Giancarlo Contini
(sindaco di Busseto)

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