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28 marzo

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

30 Marzo 2017 - 04:00

Lettere al Direttore (1)

IL CASO

Tutti i miei risparmi in un coop edilizia. E' fallita, ora devo pure pagare il conto

Signor direttore,
sono un ex operaio, ora in pensione, come gran parte dei pensionati ho cercato di mettere i miei risparmi, frutto di una vita di lavoro, in una cooperativa edilizia, come socio prestatore. Questa cooperativa dopo vari anni di boom edilizio e di buoni guadagni si ritrova dall’ottobre 2015 in liquidazione. Questa notizia ha lasciato in me, ed i miei famigliari nell’angoscia totale per un misero domani. Se penso ai salti mortali che abbiamo fatto come famiglia, per aver un minimo di tranquillità tutto questo rovinato da gente senza scrupoli. Quello che contesto a questi signori è il modo scorretto avuto nei miei confronti, in gennaio 2015 e luglio 2015, si sono presi tutti i miei risparmi, questi ultimi due mesi prima della messa in liquidazione, che pelo sullo stomaco, quando ho saputo che erano diversi anni in crisi di vendite e di liquidità, l’unico scopo di questi signori era quello di rastrellare più euro possibili, da altri soci prestatori, un vero bancomat.
In questi giorni c’è stata un’assemblea con gli avvocati, il risultato è che se va bene, recupererò molto meno del 50% forse... e fra 5 anni, che bella prospettiva... un bel danno non solo a me, ma anche alla mia famiglia!
Morale di questa triste storia è che questi signori hanno rovinato una cooperativa, l’hanno lasciata piena di debiti, ed hanno lasciato il conto da pagare ai soci prestatori ed altri signori. Complimenti!
Lettera firmata
(Cremona)

Nella sua lettera ci sono anche i riferimenti precisi alla cooperativa in questione. Le posso assicurare che sarà nostra cura approfondire con articoli l’argomento.

L'INTERVENTO

Bilancio: soldi per i migranti e zero investimenti

Caro direttore,
tengo a rispondere al consigliere di maggioranza Pd, professor Roberto Poli, alla sua lettera pubblicata domenica 26 marzo, in quanto assolutamente fuori dalla realtà e con un tentativo alquanto maldestro di distogliere l’attenzione dalla spinosa questione Lgh-A2A che attualmente li affligge, per indorare questa malandata amministrazione agli occhi dei cittadini cremonesi poiché richiamando il mio intervento al bilancio durante la seduta consigliare di lunedì scorso ho data ampia e motivata contestazione punto per punto ad un bilancio dannoso per la città in termini di programmi e di investimenti. Rispondendo puntualmente al consigliere necessita soffermarsi su alcuni fatti.
1) Il mancato aumento dei tributi locali e delle tariffe non è sicuramente conseguente a loro capacità amministrative ma imposto dalla legge di Bilancio 2017 con il così detto ‘blocca tariffe’, quindi altro non hanno fatto che rispettare la legge; inoltre se vogliamo considerare invece termini assoluti l’aumento della spesa sulle entrate correnti è stato dichiarato nelle tabelle del bilancio; non hanno ancora spiegato ad oggi il vorticoso aumento degli interventi compresi nel programma 04: interventi per i soggetti a rischio di esclusione sociale da euro 1.864.045,56 nel 2016 ad euro 4.317.100,00 nel 2017, presumibilmente destinate all’accoglienza dei vecchi e nuovi migranti che ad ondate continue ed inarrestabile continuano ad arrivare silenziosamente nella nostra città? Già perché in questo programma leggiamo che vi è inserita anche l’attività di sviluppo di una rete di accoglienza per i richiedenti asilo e rifugiati oltre al fantastico inutile sportello antidiscriminazione. L’incremento di euro 2.453.055,00 fa sospettare ad un impegno insostenibile di risorse per l’accoglienza.
2) Le entrate correnti prevedono l’applicazione di proventi straordinari derivanti dalla lotta all’evasione per un ammontare pari appunto ad euro 2.750.000 che il consigliere del Pd vede come un’operazione di equità sociale sempre a discapito ovviamente dei cittadini Cremonesi chiamati a coprire buchi di bilancio e sostenere le spese correnti certe con entrate totalmente ipotetiche, non riteniamo certo un’operazione di sana gestione del bilancio; la questione aperta che il Comune dovrà affrontare è l’assoluta infondata previsione di incassare 1.200.000 dalle autostrade Centro Padane spa quale dividendo straordinario nel 2017; previsione ad oggi assolutamente infondata poiché la società non potrà mai distribuire detto dividendo se non dopo avere sistemato alcune situazioni interne. Alla mia domanda all’assessore Manzi sul fatto che erano voci non certe ma bensì ipotetiche, lo stesso rispondeva che essendo il bilancio di previsione, si potevano sempre cambiare. Lascio ogni valutazione della preparazione ai cittadini.
3) Ancora peggio sul versante investimenti; il consigliere nonché presidente della commissione bilancio, non ha letto il documento di programmazione inutilmente prolisso e vuoto di contenuti. Gli interventi descritti sono proprio previsti per euro 32.370.000 nel triennio ma soli 9.546.000 nell’anno in corso e non 15.000.000 come erroneamente indicato dal consigliere di cui euro 700.000 per l’intervento al palazzo Affaitati; l’intervento destinato alle colonne Padane previsto per euro 1.500.000 totalmente finanziato da terzi risulta ancora in embrione come studio di fattibilità, Null’altro nel programma di investimenti se non manutenzioni al patrimonio scolastico come descritto ed interventi già previsti e finanziati dall’amministrazione precedente
Ben poca cosa rispetto a quanto descritto dal presidente commissione Bilancio, ma che per motivi di sintesi e spazio concessomi, non posso dettagliatamente approfondire tutto quanto non previsto nel bilancio appena approvato .
Marcello Ventura
(Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale, Cremona)

Siamo in carenza di acqua
Cemento necessario in chiave anti nutrie
Egregio direttore,
per quanto possibile cerco sempre di dire la mia nel rispetto delle idee altrui, anche se a volte viene spontaneo chiedersi, ma questo signore vive sulla terra o... Mi riferisco alla foto pubblicata oggi venerdì 24 con il titolo Basta cementificare’ firmata da Roberto Mario Dilda. Magari è anche uno di quei signori che sostiene l’esistenza delle nutrie che, nonostante le tante parole per la loro eradicazione e intanto che la politica si decida a intervenire seriamente , proliferano a dismisura. Tutti dovremmo avere presente la carenza di acqua e i conseguenti problemi sempre più gravi che il settore agricolo si prepara ad affrontare. Ora avremo poca acqua, se poi consideriamo quella che va persa causa proprio i problemi creati da questi animali è inevitabile che, con la tombinatura o la cementificazione di un colo, a maggior ragione se poi si tratta di un colo a uso irriguo, cercare di evitare il peggio secondo il detto a mali estremi, estremi rimedi. A mio modesto parere non credo proprio che pietre (oggi impensabile per i costi e i tempi) e erba possano definirsi sistemi moderni. Non sono un agricoltore, ma anche come ex amministratore, ho avuto modo di conoscere abbastanza il problema. Invece approfitto della presente per rivolgermi, anche alle associazioni di categoria, per sensibilizzare gli operatori del settore a limitare la sparizione delle piante, la pianura sta diventando una prateria deserta. Pur condividendo le necessità odierna di avere campi sempre più estesi, perché allora ogni tanto non si creano appositi boschi, nell’intento di salvaguardare contemporaneamente l’interesse dell’operatore e l’ambiente. Caro signor Roberto la campagna piena di piante, la strada vicinale ombreggiata e i fossati pieni di acqua limpida, sono ormai impensabili, anche se penso che qualcosa si possa ancora fare nell’interesse comune, senza proposte estremiste, ma con buon senso.
Giampietro Masseroni
(Pescarolo)

I 60 anni della Ue
Meno sfarzosità. Come fa il Papa
Signor direttore,
(...) il 25 marzo 2017, giornata romana di celebrazione solenne e a tratti gioiosa, sia da considerarsi l’inizio d’una fase nuova o una pausa nella tempesta multipla che scuote l’Europa. (...) Cosa dobbiamo festeggiare? Io vorrei solo una cosa: meno sfarzi lussuosi, salamelecchi, tappeti rossi, enormi sale di ricevimento. Prendiamo esempio da papa Francesco: non vuole il lusso, e viaggia su una vecchia Ford Escort.
Andrea Delindati
(Cremona)

Potere agli epigoni del Cnl
La Resistenza un ‘vizio’ italiano
Egregio direttore,
sono trascorsi 72 anni dalla fine della 2ª guerra mondiale e, nel frattempo, si è potuto capire che ‘quella’ resistenza, che verrà ancora celebrata il prossimo 25 aprile, invece di essere il mito fondante della democrazia e della Repubblica, è diventata il vizio d’origine della repubblica stessa. Sotto diverse insegne camaleontiche, il potere è rimasto in mano agli epigoni dei componenti del Cln. La Costituzione, alla quale siamo sottoposti dal 1.1.1948, si è dimostrata come un atto ostile verso l’unione del popolo italiano a beneficio delle potenze straniere che ce l’imposero. Si continua a speculare sui morti delle cosiddette repressioni nazifasciste invece di trattare obiettivamente le vicende belliche e di far conoscere, a chi non c’era, le azioni partigiane, storicamente considerate atti terroristici. Sarebbe ora di smascherare quei fanfaroni, che uscirono allo scoperto quando le forze dell’Asse non erano più operanti. Essi cominciarono a sparare, come fosse quasi un divertimento — come nel casalasco — sui soldati tedeschi in ritirata mentre cercavano di traghettare il Po, nominando, poi, quelle loro imprese: «La battaglia di Casalmaggiore!». Nel complesso, i cosiddetti partigiani ‘doc’ furono meno di 80.000 comprese le staffette, gli ausiliari, i riservisti, gli stretti collaboratori del nemico, i gappisti e i sappisti (...).
Claudio Fedeli
(Cremona)

Provate a criticarlo
Come scoprire chi è vero amico
Signor direttore
spesso la parola ‘amico’ viene usata a sproposito e per convenienza. Per capire chi ti è vero ‘amico’ e chi ti è falso è semplice: il primo si sente dispiaciuto quando lo rimproveri, il secondo, offeso.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Sulle fughe di notizie
La doppia regola di Ingroia
Egregio direttore,
occasionale agiografo credo sia doveroso un approfondimento sull’ex procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia. Secondo i colleghi della Procura avrebbe fatto il furbetto incassando circa 30mila euro di rimborsi per trasferte, facendosi pagare non solo le spese di viaggio, lui residente a Roma. Lo era anche quando fu nominato a capo della società che si occupa dei servizi informatici, indi anche i pasti con relativi digestivi. Quel che lascia basiti è aver lucrato un’indennità di risultato di 117mila euro, legittima, secondo lui, ma non compatibile con lo stato in cui versano le casse della sua società: un utile risicato di 33mila euro. Sollecita un’indagine sulla fuga di notizie? Chapeau! Dimentica, poveretto, le sue, innumerevoli e dettagliate. Come nel 2012. Allora procuratore aggiunto l’indagato era Marcello Dell’Utri per un presunto ricatto a Berlusca (quel tal che vaga in cerca di riscatto). Sul ‘Fatto Quotidiano’ megafono del radicalume chic, manipolato da Marco Travaglio, impreziosito di ribes, venne pubblicato un resoconto che definire particolareggiato è riduttivo. Uno dei tanti spifferi che ora trova disdicevoli ed illegali (...). Essendo di sinistra (e che sinistra!) sono gli “altri a dover brigare per affermare la sua colpevolezza (probabilità infinitesimale). Fosse stato di destra sarebbe stato lui a dover rendere palese la sua innocenza. Cammino tortuoso che porta quasi sempre alla galera!
Luciano Pedrini
(Cremona)

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