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26 marzo

Lettere al Direttore (2)

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emanzini@laprovinciacr.it

28 Marzo 2017 - 04:00

Ne parlo con...

Comportamenti inadeguati

In Italia di legale c'è solo l'ora legale
Egregio direttore,
l’illegalità dilagante nel nostro Paese, che trova suffragio nel ‘comportamento inadeguato’ dei politici, nella ‘impunità assistita’ favorita dal nostro apparato di Giustizia verso atti criminosi ad opera di italiani e stranieri, ‘condoni spericolati’ per Istituti Bancari o grandi evasori fiscali, si può fregiare, almeno una volta all’anno, di qualcosa di inconfutabilmente legale: l’ora che siamo andati a cambiare questa notte spostando le lancette dell’orologio avanti di un’ora.
Bruno Tanturli
(Crema)

Prendo questa sua lettera come una provocazione, alla quale aggiungo un piccolo spunto di riflessione. Indichiamo sempre gli altri, quando puntiamo il dito. Cominciamo a interrogarci e a chiederci se anche noi, singolarmente e nel nostro piccolo, agiamo sempre nel rispetto delle regole.

Accade a Castelverde
Il sindaco ci convoca, ma lui non si presenta
Egregio direttore,
penso non ci sia niente di peggio della mancanza di rispetto soprattutto se arriva da chi dovrebbe dare l’esempio. Sì, perché una convocazione del sindaco Locci per la riunione dei capigruppo, inviata neanche 24 ore prima, il venerdì alle 13 per il sabato mattina alle 9, é mancanza di rispetto; come lo é non trovare nessuno al tavolo di convocazione ben 20 minuti dopo l’ora di inizio dell’incontro. Nel più totale imbarazzo cerca di salvare la situazione il consigliere Zanacchi, iniziando senza alcuna nozione sui punti da discutere, appellandosi ad un responsabile. Arriva l’apparizione del vice sindaco Scalisi con quasi mezz’ora di ritardo giustificandosi «A me avevano detto che era alle 9.30 e poi doveva esserci il sindaco». Ringrazio l’ingegner Orlandi e il dottor Pannini che nel più totale imbarazzo hanno dato qualche informazione all’unico consigliere di minoranza rimasto presente.
Maria Paglioli
(consigliere, Castelverde)

Se le cose sono andate come lei ci racconta, ritengo più che giustificata la sua irritazione.

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L'INTERVENTO

Con Cottarelli finalmente Cremona avrebbe un’ottica internazionale
Signor direttore,
mi riferisco al suo recente editoriale dedicato alla situazione ed alle prospettive della nostra Città. Che, afflitta dalle conseguenze di cambiamenti non interamente imputabili alla sua classe dirigente, esigerebbe, per rilanciarsi, condivisioni d’analisi e convergenze di impegno civile da affidare a persone capaci. E pazienza se non sono esattamente identificabili nell’offerta di testimonianze attinte dall’attuale ceto politico mestierizzato. Indubbiamente, il cono di luce indirizzato sul profilo dell’illustre concittadino dottor Carlo Cottarelli e sull’eventualità di una sua disponibilità alla guida amministrativa della città meriterebbe, a mente di quanto ella ha considerato nel citato editoriale, almeno una approfondita riflessione. Senza nulla togliere a chi è e a chi fu al vertice della vita istituzionale cittadina, Cottarelli, per il cursus honorum e per il prestigio personale e professionale, sottrarrebbe Cremona da anguste visioni e la proietterebbe in un’ottica nazionale ed internazionale correlate alle sue peculiarità. Che sono, mi permetto sommariamente enunciarle, quella di capitale del violino e della liuteria, di protagonista della musica e dell’arte, e di protagonista dell’agro-alimentare e di un’industria siderurgica inquadrata nelle top ten mondiali. Fare leva su queste caratteristiche non basta se il relativo appealing viene affidato a testimonianze che, invece, restano ancorate ad ottiche tutto sommato ristrette ed infeconde. D’altro lato, sul banco degli imputati di aporie non andrebbe solo il ceto dirigente; se poniamo mente alle dinamiche della cosiddetta spending review. Mi riferisco, tra l’altro, alla nomina dell’ottantunenne Enrico Bondi a nuovo commissario per la spending review. E così dopo Giarda,Bondi,Cottarelli,Perotti e Gutgeld rieccoci daccapo.
Secondo me è proprio che il Governo non vuole intervenire sui tagli alla spesa. Il concittadino dottor Cottarelli aveva fatto un lavoro stupendo, presentando una relazione molto precisa e puntigliosa ed indicando al Governo la strada maestra per intervenire sulla spesa pubblica. Risultato: giubilato e rinviato al Fondo Monetario Internazionale. Si e così persa l’occasione di mettere al servizio dell’Italia le capacità e le competenze, comprovate ad ogni livello, di persona stimata nel mondo intero. Un vero peccato: da mangiarsi le mani. Mi chiedo quindi, ma non sarebbe ora che dalla città che gli ha dato i natali partisse un movimento per offrire al dottor Cottarelli un rientro in grande stile al servizio del nostro paese e della comunità tutta? Forze politiche, imprenditoriali, mass-media e cittadini cremonesi non potrebbero unire gli sforzi per sollecitare Cottarelli in questo senso (sempre che lui sia d’accordo). Lei direttore è sensibile al buon governo della cosa pubblica ed alla cremonesità. Mi farebbe piacere che si facesse promotore di questa iniziativa.
Attilio Boldori
(Crema)

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LE FOTO DEI LETTORI

Ma questa è cura dell'ambiente?

Signor direttore,
vorrei intervenire nella discussione relativa alla questione degli abbattimenti (spesso pretestuosi) di alberi nella nostra provincia, fornendo un piccolo contributo. La foto che allego rappresenta in modo chiaro di come talvolta viene interpretata la cura dell’ambiente nelle nostre campagne. Le assicuro che quanto documentato (per quanto di impatto limitato) non rappresenta un caso isolato... tutt’altro! Approfitto dello spazio, per ringraziare pubblicamente l’autore del mirabile intervento eseguito sulla giovane robinia, per aver ‘messo in sicurezza’ una porzione di territorio e per aver contribuito in modo significativo all’abbellimento del paesaggio cremonese.
Ezio Bolzoni
(Gombito)

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Ancora su Don Milani
Fece una rivoluzione non violenta
Signor direttore,
ancora su don Milani. E che se ne parli di continuo, è la dimostrazione che ha lasciato un segno profondo, poiché utile, necessario e concreto. In altro intervento ho focalizzato pochi aspetti, in cui don Milani è stato una causa che ha prodotto alcuni effetti sostanziali per il mutamento della società. E che posso sintetizzare con una considerazione: la rivalsa dei ceti meno abbienti attraverso l’istruzione. Oggi se molti figli di contadini ed operai, hanno mutato le loro condizioni sociali è stato attraverso l'istruzione, per mezzo dei titoli di studio che hanno permesso di accedere ad altre professioni. Don Milani fu un precursore, il resto fu una conseguenza, prima fra tutte la scuola dell’obbligo, «anche per i poveri». Don Milani nei suoi piccoli spazi ha mostrato la messa in pratica della teoria dell’eguaglianza. E’ ovvio che le ingiustizie sociali non sono state cancellate, ma un miglioramento c’è stato. E grazie soprattutto ad una rivoluzione culturale che ha avuto risvolti sociali ed economici volti a migliorare il benessere dei cittadini meno abbienti. A voler essere obiettivi, don Milani è stato un vero rivoluzionario nonviolento, il più concreto. Ribadisco che don Milani va capito, proprio in relazione alla trasformazione non violenta della società, per cui gli ultimi miglioreranno le proprie condizioni sociali, senza alcun ricorso alla violenza, ma attraverso una maggiore istruzione. Egli da buon cristiano ha dato un contributo sociale alternativo, al marxismo ed al capitalismo. Ed è la via del Cristianesimo autentico, che è in sintonia con la svolta attuale voluta da papa Francesco. Ecco chi era don Milani, un Santo molto attuale e moderno.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Per chi ne vuole a casa
Così i nidi artificiali  per rondini
Signor direttore,
qualcuno cerca nidi artificiali per rondini? Vuoi il Mod. 3/d, della Cisniar? Riporto fedelmente: ‘Una robusta piattaforma incavata, preparata con una miscela di cemento-segatura (naturale) e argilla espansa. La tavoletta di sostegno in compensato marino multistrato indeformabile (15x30 centimetri) va fissata a muri e pareti in legno o in cemento. Le rondini, uccelli insettivori in forte diminuzione, utilizzano volentieri queste piattaforme-nido, sulle quali aggiungono, anno dopo anno, altri materiali (fango, fibre vegetali, ecc.) per arricchire il luogo di cova. Questi nidi artificiali vanno installati nei luoghi usati tradizionalmente dalle rondini: manufatti in muratura semiaperti, come stalle, rustici, porticati, capannoni, soffitte, rimesse, ecc., a un’altezza compresa tra 2,5 e 4 metri dal pavimento e tra 8 e 15 centimetri dal soffitto’. E i nidi naturali costruiti dalle rondini stesse? A mio pare sono delle magiche costruzioni: da premio Unesco in ingegneria edilizia.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

Il corteggiamento
Sulla differenza tra uomo e donna
Signor direttore,
qual è la principale differenza tra un uomo e una donna? E’ che l’uomo ha una autonomia sessuale di poche ore e quindi nelle sue relazioni con le donne, conosciute o sconosciute, ha una tensione sessuale sempre attiva che lo spinge a provarci continuamente in modo esplicito o più spesso camuffato. Più corteggia e più è in forte crisi di astinenza sessuale. La donna è così abituata alla costante pressione sessuale maschile che pur avendo anche lei desiderio si rilassa di più quando il maschio pur apprezzando la sua bellezza non esercita pressione sessuale. Il guaio è che se il maschio non esercita pressione sessuale la donna tende ad annoiarsi.
Paolo Mario Buttiglieri
(Fiorenzuola d’Arda)

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