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26 marzo

Lettere al Direttore (1)

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emanzini@laprovinciacr.it

28 Marzo 2017 - 04:05

IL CASO

Sicurezza, non solo repressione ma patto sociale ed educazione

Signor direttore,
in consiglio comunale, da più parti, si è richiesto un aumento di fondi a tutela della repressione del crimine, ma se è vero che anche a Cremona c’è un allarme sicurezza, è vero anche che gli strumenti per contrastare questo fenomeno non possono essere solo repressivi. Sarebbe troppo facile pensare che per creare una società sicura, possa bastare far rispettare le leggi ai suoi componenti, questo varrebbe in una società in cui tutti concordano sul valore antisociale di certe condotte, ma in una società come la nostra, divenuta repentinamente e disordinatamente multiculturale, questa sorta di accordo e patto sociale è venuto meno e allora la politica della sicurezza deve andare oltre la misura repressiva.
Il problema va affrontato alla radice, attraverso una vera e propria evoluzione culturale che trasmetta il piacere della legalità, che altro non è se non un esercizio consapevole della libertà personale, che trova come confine il diritto altrui all’esercizio della medesima libertà.
E’ necessario un patto tra tutte le fonti educative, dalla scuola alla famiglia, dalle società sportive, alle associazioni culturali, che vada a ridisegnare un concetto di legalità che non può essere vissuto come una imposizione di comportamenti, ma come fonte autorevole ed unica di libertà consapevole e questo può essere fatto solo con il prezioso ausilio delle forze dell’ordine. Certo, per far questo si deve superare l’invito che viene da più parti a rafforzare il sistema sanzionatorio-repressivo attraverso leggi speciali, ordinanze sindacali o misure di controllo audio-visivo e nemmeno si devono assecondare tutte quelle forme di controllo del vicinato che con il fine di responsabilizzare i cittadini, in verità aumentano gli allarmi e creano confusione di competenze sociali.
Quelli sopra citati sono tutti rimedi superficiali, costosi e non efficaci senza prima un vasto accordo sociale di legalità. Intendiamoci, nessuno nega il valore e la necessità della repressione del crimine, ma fuori del raggio d’azione di una telecamera di controllo, si anniderà sempre una sacca di marginalità, magari non criminale, ma semplicemente antisociale che trasmette enorme insicurezza. Il ruolo delle amministrazioni locali allora è quello di promuovere questa evoluzione culturale delle comunità ed accompagnarle con una cura, quasi assillante, degli spazi pubblici che devono trasmettere il piacere della fruizione di spazi ben ordinati e puliti dove deve diventare naturale tendere a quell'esercizio consapevole della libertà. Ruolo fondamentale avranno in questo percorso le forze dell’ordine, ed in particolar modo i corpi di polizia locale, che, per loro natura, sono i più vicini alla cittadinanza e possono contribuire a dare un senso di sicurezza diffusa, ma alle amministrazioni e perciò alla politica, spetta il compito più importante, quello di trasmettere ai cittadini tutti i vantaggi di una vita sicura, legale, in una parola Libera.
Paolo Carletti
(presidente commissione Sicurezza Comune di Cremona)

E’ certamente vero che l’educazione alla legalità deve essere uno dei principi fondanti di ogni presidio formativo delle coscienze. D’altra parte, però, è altrettanto vero che si riesce a credere di più nei principi della convivenza civile quando si vedono istituzioni capaci di fare rispettare le regole e di sanzionare con decisione chi non lo fa.

LA POLEMICA

L'opposizione devia l'attenzione, ma il bilancio migliora la città

Signor direttore,
vorrei portare all’attenzione alcuni punti a mio avviso importanti contenuti nel Bilancio di previsione 2017 del Comune di Cremona approvato lunedì scorso in Consiglio Comunale.
Lo spostamento mediatico determinato dall’opposizione che con modalità quantomeno irrituali ha deviato l’attenzione dal bilancio alla questione LGH-A2A non ne ha consentito una adeguata rappresentazione.
Il Bilancio 2017 avrà infatti ricadute importanti e positive per la città e per i cremonesi, come cerco ora di rappresentare in estrema sintesi.
Innanzitutto si conferma che non vi saranno aumenti della pressione fiscale locale: tasse, imposte e tariffe di competenza del comune rimangono invariate. La scelta di non aumentare la pressione fiscale è resa possibile da un attento controllo delle spese e da una ottimizzazione dei costi e per quanto attiene alle entrate da un pressante intervento di recupero dell’evasione. L’obiettivo 2017 sale infatti da 2,5 milioni del 2016 di recupero dell’evasione a 2.750.000 euro. Un’operazione di serietà e di equità.
Il bilancio si caratterizza inoltre per un rilancio degli investimenti e un programma di interventi che avranno la realizzazione in tempi rapidi. Sono infatti previsti 32 milioni di euro per il triennio 2017-2019 e oltre 15 milioni per l’anno in corso.
Limitandomi agli interventi più significativi sottolineo:
1) la riqualificazione dell’impianto di illuminazione pubblica dell’intera città che porterà a una sostituzione dei pali, all’introduzione di lampade led di migliore qualità , di maggiore efficienza energetica e di minore emissione inquinante;
2) la riqualificazione della piscina comunale e dell’area antistante attraverso il bando in corso di project financing;
3) il recupero finanziato da privati dell’intero comparto delle Colonie Padane che potranno tornare ad essere frequentate perché avranno spazi verdi attrezzati, aree gioco e aree di ristorazione;
4) la ristrutturazione di Palazzo Affaitati (che diventerà una sorta di casa della cultura e ospiterà Informagiovani e il Centro Fumetto) e di Palazzo Grasselli (che diventerà una sorta di casa della musica);
5) interventi di messa in sicurezza, con rimozione dell’amianto, nelle scuole;
6) interventi di ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici di edilizia residenziale pubblica;
7) manutenzione di strade e marciapiedi ammalorati.
Non entro nel merito degli altri capitoli del bilancio, dai finanziamenti sulle politiche sociali e sulle politiche educative ai fondi per il lavoro e lo sviluppo e agli investimenti in campo culturale. Certamente il bilancio comprende un insieme di progetti che disegnano un’idea e un futuro di città, i cui segni concreti saranno sempre più visibili e tangibili nei prossimi mesi. Una città più sicura, più ordinata, più attiva, più coesa e solidale, più ecologica, più proiettata al futuro e più smart.
Roberto Poli
(presidente della commissione Bilancio, Comune di Cremona)

Cremona, gli ‘ex’ troppo attivi
Solerti nell’accusare smemorati sul passato
Signor direttore,
mi piace e mi spiace la solerzia con la quale gli ex assessori della precedente amministrazione tengono gli occhi puntai sulle carenze di questa nuova, mi piace perché tengono desta l’attenzione su ciò che accade a Cremona, (in peggio) e mi spiace perché scordano le loro manchevolezze (in peggio). Mi piace che si tenga sotto tiro gli amministratori, poiché devono rispondere di ciò che fanno, mi spiace che non ricordino le loro mancate priorità. Quindi per Pasqua regalerei ai precedenti amministratori e uguale dono agli attuali la stessa cosa «uno specchio che faccia vedere interamente la loro coscienza», ma penso sia regalo buttato, o non serve oppure sono ciechi, oppure siano solo politicanti.
Lettera firmata
(Cremona)

Con poche idee
I populisti s’aggregano  per darsi importanza
Caro direttore,
‘te ne sei accorta sì/ che parti per scalare le montagne/ ma poi ti fermi
al primo ristorante / e non ci pensi più…’.
I versi di ‘La Verità’ che dedico a Ada Ferrari, sempre più incartata nella fragilità contraddittoria delle sue argomentazioni. Partita osannando il produrre prima del re-distribuire ed i ricchi che non devono diventare poveri (ma sono i poveri che devono diventare ricchi…), adesso mi cade dal pero e scopre che i grandi e i potenti tiranneggiano i produttori , imponendo una speculazione al ribasso dei prezzi grazie comunque alla disponibilità dei beni (senza i quali non ci sarebbe globalizzazione che tenga, del resto).
Per essere più chiari: Salvini non dice ai nazionalisti francesi che devono mungere meno latte per non entrare sotto costo nel mercato nostrano; e non può dire degli agricoltori italiani quello che pensa degli immigrati stranieri ovvero «meno ce ne sono meglio è». Debitamente affamato dai populisti, lo Stato non ha oneri : sono i privati a consegnarci il latte spot, come dicono le Esselunga per darsi un tono di ‘primo prezzo’.
Ugualmente risibile il dato culturale : i populismi si aggregano appunto per contarsi e darsi importanza a vicenda intorno a poche ed ultra commerciali proposte di intrattenimento, generando in sé un feroce conformismo. Con poche idee ma confuse, disprezzano gli intellettuali di sinistra ‘con la puzza sotto il naso’ ma si teme perdite di ‘autorità’ dato che sono talmente poco discriminanti da non bocciargli mai quei somari dei loro figli .
Fabio Marchini
(Gallignano)

A San Giovanni in Croce
A Riabilitazione una grande équipe
Egregio direttore,
m’hanno detto: «Andrai in Riabilitazione a San Giovanni in Croce». Presagio atroce? Mi dissi: «Mai fermarsi alla prima impressione». Ma quando sono arrivata, mi sono spaventata. «E’ un labirinto», ho pensato, e son rimasta senza fiato. Poi, piano piano, mi venivano parole belle, camminando al ritmo ‘delle mie stampelle’. Provai una grande soddisfazione, tutto funzionava, merito di una grande organizzazione. Con ‘Freddi’, la dottoressa, che come una leonessa i suoi cuccioli protegge, ispirata da una sola legge: ‘Curare, ascoltare, informare, rispettare’.
Le fisioterapiste, grandi professioniste. Le mani forti e delicate, a volte come tenaglie, a volte come farfalle. Grazie alle infermiere, ‘guerriere del Labirinto’, sempre il sole sul volto dipinto.
La Capo-Sala-Sola nella sua stanza, ma quando ti parla, nessuna distanza. E si avverte la sua presenza. Grazie agli ‘angeli del ghiaccio’, che ad intervalli regolari ci portano cubetti tintinnanti, non per gli aperitivi, ma per rinfrescare i tagli vivi. Grazie alle signore del ‘carrello’, col mondo bello, persino il menù, non sembra sempre quello.
Ma al risveglio: la Terra trema, le porte sbattono, le voci incalzano, le luci s’accendono, i carrelli stridono… Alle 6, quattro domande in un sessantesimo di secondo. Quando tu sei ancora nel sonno profondo. Poi pensi che queste persone hanno presto messo la sveglia, alzate controvoglia, ma trovano ogni mattina la forza di aiutarti, lavarti, servirti. Grazie a loro sei nel pulito, anche se l’orario tutti ha punito.
Grazie ancora alle infermiere anche se a volte a loro girano le sfere. Le ore son sempre di sessanta e loro ci fanno stare dentro ‘tanta roba’, tanta.
Vado via, portando con me una grande esperienza. Un esempio di pazienza, il ginocchio quasi guarito, lo spirito arricchito. Grazie, grazie veramente, lo dico col cuore e con la mente!
Patrizia Scintu
(Mantova)

I 60 anni dell’Unione
Non ci troviamo nulla da festeggiare
Signor direttore,
non riusciamo a provare nessun entusiasmo per le celebrazioni del sessantesimo anniversario dell’Unione Europea celebrati a Roma. I regnanti di turno si presentano con il vestito della festa. Si applaudono tra di loro, si ringraziano cedendosi la parola e nominano pace e sviluppo. Festeggiano le banche e le multinazionali che fuggono chissà dove senza pagare le tasse. Hanno ben poco di cui rallegrarsi le famiglie monoreddito, gli anziani, i precari, i giovani con la valigia pronta. Con tutta onestà non riescono a vedere nulla di positivo in questa Europa. Forza Nuova dal 1997 persegue una campagna antiliberale, anticapitalistica, nemica di un’Europa di mercanti e finanzieri. Anche da Cremona. Chi vuole sa dove trovarci.
Forza Nuova
(Cremona)

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