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"Le sfide tra scienza e democrazia". Incontro con il prof. Gianluca Galimberti

Evento del ciclo "Quale scienza per quale società?"

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15 Gennaio 2026 - 15:48

"Le sfide tra scienza e democrazia".  Incontro con il prof. Gianluca Galimberti
2026-01-23 15:30:00 2026-01-23 17:30:00 UTC "Le sfide tra scienza e democrazia". Incontro con il prof. Gianluca Galimberti Via Ugolani Dati, 4, 26100 Cremona CR, Italia

Riprende l’attività della Associazione “Gli ex dell’Aselli” con l’appuntamento di venerdì 23 gennaio alle ore 16:30 in Sala Puerari, che vedrà il professor Gianluca Galimberti trattare il tema “Le sfide tra scienza e democrazia”.

L’incontro, che avrebbe dovuto essere l’ultimo del ciclo “Quale Scienza per quale Società?”, si scambia, come data, con quello su “Scienza e costituzione”. 

Gianluca Galimberti, docente di fisica al Liceo Scientifico Aselli e già sindaco di Cremona, ha una solida formazione scientifica e una lunga carriera accademica come ricercatore universitario presso il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica di Brescia.

È attivamente impegnato in varie attività sociali, fra le quali la fondazione del laboratorio civico "Partecipolis". È inoltre ideatore e coprotagonista del podcast “Prìncìpi”.

Il tema del complesso rapporto fra scienza e democrazia attraversa tutte le società occidentali.

Si può leggere la crisi della democrazia con lo sguardo di rigore e aderenza ai fatti proprio della scienza? Può questa etica del rigore intellettuale aiutare a discernere i nostri tempi difficili e invertire il declino del senso civico? Quali sfide scienza e democrazia hanno davanti e come possono affrontarle alleandosi?

La scienza ha bisogno di libertà di ricerca. La storia, anche recente, lo dimostra. Hitler distrusse in poche settimane la più prestigiosa comunità scientifica del mondo, quella tedesca, con la   cacciata degli studiosi ebrei dalle università in favore di unassurda scienza ariana”. Conseguentemente, lasse scientifico del pianeta si spostò negli Stati Uniti.

Al contrario, la democrazia ha bisogno della scienza che, con la sua produzione incessante di nuova conoscenza, assicura innovazione costante nella cultura, nella società e nelleconomia. Non casualmente la moderna società della conoscenza”, che sulla produzione di nuova conoscenza scientifica si fonda, è nata nelle società libere dell’Occidente.

La scienza è, inoltre, intrinsecamente democratica, perché la sua metodologia necessita di verifiche multiple e trasparenti. Non sono le sue acquisizioni concettuali ad essere “democraticamente” decise a maggioranza, ma la natura delle sue procedure di controllo richiede contesti liberi e accessibili a tutti gli studiosi.

Lo spirito scientifico è spesso sotto attacco. Esiste, ad esempio, un diffuso timore che le democrazie possano trasformarsi in tecnocrazie o in incontrollati potentati tecnico-economici ed un altrettanto diffuso rifiuto dei cittadini ad affidarsi ai pareri degli esperti in materia di salute, medicina e cambiamento climatico.

Solo una accurata e estesa cultura scientifica può evitare che nelle società democratiche prevalgano i venti della demagogia, alimentati da poco trasparenti interessi politici, volti ad ottenere facili consensi tramite la diffusione di notizie superficiali, non verificate o infondate.

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