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Lunedì 29 Maggio 2017

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14 marzo

Lettere al Direttore (2)

Ne parlo con...

Cancellato il treno già pagato
Multata sul pullman. Ma stavolta dico no
Buongiorno direttore,
trasmetto quanto accade ai pendolari quotidianamente.
In questo caso è successo a me e mi permetto di segnalare l’ennesimo disservizio riferito ai trasporti regionali tra Trenord e Autoguidovie.
Sono pendolare ed abbonata mensile di Trenorad sulla tratta Crema-Milano ed il giorno 9 marzo 2017 a causa dell’ennesimo treno cancellato (linea Treviglio Cremona) delle ore 14.07 mi trovo costretta a prendere il pullman che da Treviglio mi porta a Casaletto Vaprio. Il biglietto in questione ha un costo di 5.50 euro.
Ora, visto che Trenord non mette a disposizione un pullman sostitutivo (questo accadeva qualche anno fa), non vedo perché io (abbonata), come tanti altri, dobbiamo pagare un extra di 5.50 euro per un disservizio non causato dall’utente. Ebbene, lo stesso giorno il controllare del pullman all’altezza di Trescore Cremasco fa una serie di multe a raffica.
Tra queste persone ci sono anch’io che faccio vedere il mio abbonamento del treno, spiegando che non essendoci il treno ho dovuto prendere il pullman. Niente, mi ha trattata come una pezzente e mi ha chiesto i documenti. Per inciso, questo non accade mai quando si tratta di extracomunitari che con arroganza non scendono o per ragioni ovvie non hanno i documenti. Ebbene: mi becco la multa di 66.50 euro.
Questa multa non intendo assolutamente pagarla. Ora mi chiedo, visto e considerato che sovente su questa tratta vengono cancellati i treni, l’utente deve accollarsi anche il costo del biglietto extra per poter tornare a casa? Chi mi risarcisce del tempo perso, dell’esborso dei soldi? Considerato che contesto la multa, chiedo di potermi fornite tutti i dati necessari (moduli e uffici competenti) per contestare il verbale.
Corinna Tagliacarne
(Casaletto Vaprio)

Tecnicamente la multa non fa una piega, perché i pullman di linea sono gestiti da una società diversa da Trenord. Come lei, trovo inaccettabile che la società ferroviaria non metta sempre a disposizione dei suoi utenti pullman sostitutivi in caso di guasto ai convogli o di loro cancellazione. La sua arrabbiatura è legittima, ma temo che la porterà a dover pagare i danni (sotto forma di interessi di mora) dopo aver già subito la beffa della multa.

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LE FOTO DEI LETTORI

Signor Direttore, ho visto il dibattito tra i lettori sul destino della cancellata che cingeva i giardini di piazza Roma. Non so come sia andata a finire, ma una cosa è certa: nel 1937 erano ancora al loro posto, come documenta la fotografia scattata all'epoca da mio padre Angelo, che ho trovato nel suo archivio e che mi piacere ora condividere.
Giuseppe Faliva
(
fotografo, Cremona)

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L'INTERVENTO

Il futuro di Scrp si decide sui contenuti
non su mere logiche di schieramento
Dopo il diluvio di articoli su Scrp da parte di sindaci critici, di lettere di sostegno da parte di un altro gruppo di sindaci, ora sono arrivate sulla stampa le prese di posizione pubbliche da parte di alcuni partiti, oggettivamente parziale e quindi incompleta. La decisione del futuro di Scrp, su cosa dovrà fare, se sarà in grado di farlo, se dal punto di vista gestionale ed economico sarà sostenibile, non può essere discussa e definita sui media, ai quali va riconosciuto l’importante ruolo per evidenziare e di avere posto all’attenzione il nuovo ruolo di Scrp, ma al contempo per ragione oggettive, non in grado di offrire una visione completa delle problematiche connesse al problema. A questo punto fermarsi è indispensabile fermarsi e riflettere, in caso contrario si rischia di prendere decisioni sbagliate. Facciamo tutti in modo che le scelte che andiamo a prendere, siano frutto di analisi, di confronto, di numeri e vadano nella direzione del bene comune, dei nostri enti locali delle nostre comunità, e non prevalgano scelte di schieramenti politici o rapporti di forza tra i soci. Ricordiamoci inoltre che oltre a Scrp non dobbiamo dimenticarci del futuro di un’altra nostra società ‘Consorzio it’, anch’essa bisognosa di una profonda ristrutturazione senza dimenticare i 23 dipendenti che operano nelle due società. Molti errori sono stati fatti, a cominciare dall’abbandono della società mista per i rifiuti, avremmo tenuto in casa un asset importante e fondamentale per il nostro territorio. Questa scelta è però passata pressoché all’unanimità (l’unico contrario il sottoscritto, che quando l’ha sostenuta in assemblea si è sentito come l’ultimo bolscevico uscito dalla steppa russa, tanta era la fregola di liberismo che animava tutti). Abbiamo salvato l’acqua pubblica dopo un peregrinare infinito a Cremona. Le società pubbliche, se sono sane e lavorano bene ed in modo concorrenziale vanno mantenute, sono una ricchezza per il territorio, vanno chiuse immediatamente, se gestite male e se fanno scelte industriali sbagliate. L’efficienza e l’economicità sono i limiti dirimenti della scelta. Ritornando a Scrp vorrei sottolineare che oltre a negatività come la lungaggine e la farraginosità del bando rifiuti, non vorrei che si dimenticasse l’ottimo lavoro fatto dal cda nel risanare i conti dell’azienda che circa quattro anni orsono era sull’orlo di portare i libri in tribunale. Chiedo a tutti: lavoriamo e approfondiamo tutti gli aspetti economici, normativi che si susseguono a ritmo incalzante e che mettono in difficoltà i nostri Comuni. Chiudere una società territoriale, è sempre una scelta difficile che va analizzata e ponderata bene, alla fine si tireranno le conclusioni con la coscienza tranquilla di aver fatto una scelta, che potrà essere di continuità, di modifica o anche di chiusura ma potrà essere assunta in maniera convinta e serena dopo aver analizzato normative, numeri e prospettive future compresa la salvaguardia del personale.
Ai miei colleghi dei piccoli comuni, al di sotto dei 5.000 abitanti, ricordo rappresentiamo il 50% della popolazione residente in questo territorio, giochiamolo questo ruolo e cerchiamo di analizzare quale sarà il nostro futuro, difendiamo le nostre autonomie e la nostra esistenza, le unioni dei comuni con almeno a 5.000 abitanti hanno dato risultati molto deludenti, le stesse fusioni se non studiate bene, facendo confronti e analisi di bilanci completamente diversi si stanno rivelando molto problematiche. Non aspettiamo per approvare lo statuto e il nuovo piano industriale le elezioni di Crema, non aspettiamo un nuovo Messia o il Messia riconfermato, questo lo decideranno i cittadini di Crema, noi andiamo avanti a lavorare portando avanti le nostre istanze che rappresentano il 50% degli abitanti del Cremasco. A conclusione di questa mia proposta, rivolgo un pressante invito a Crema e ai Comuni più grandi affinché il confronto e la volontà di trovare una sintesi e riconoscere le esigenze dei piccoli Comuni sia il mantra dell’azione comune senza la quale questo nostro territorio così bello, vivace ma anche particolare rischia di non avere un grande futuro.
Aldo Casorati
(sindaco di Casaletto Ceredano)

Pratica difficile, ma tutto ok
A Equitalia trovata grande professionalità
Signor direttore,
il nostro studio ha ultimamente dovuto rivolgersi alla sede Equitalia di Cremona per un cliente in relazione a una pratica di dilazione di difficile soluzione.
In un periodo nel quale l”Equitalia è additata ingiustamente come causa di tanti mali italiani vorrei segnalare la grande professionalità e soprattutto la grande disponibilità del funzionario.
Studio Si.Va
(Crema)

Nutrie e animalisti
Hanno dieta vegetale. Non sono un pericolo
Gentile direttore,
ha destato una certa sorpresa leggere la lettera pubblicata il 10 marzo dal suo giornale con il titolo ‘Lotta alle nutrie persa a causa degli ambientalisti’. Non tanto per il fatto che l’autore non si firmi, indicando un anonimo indirizzo di posta elettronica (cerdella60@gmail.com): del resto non si può pretendere il coraggio di indicare il proprio nome e cognome da chi snocciola una serie di luoghi comuni triti e ritriti, imprecisioni scientifiche, uscite emozionali, giustificazione gratuita dell’illegalità, accanimento contro gli esiti del lavoro della magistratura. A sorprendere è che nel 2017 l’autore (o l’autrice) della lettera possa affermare candidamente «Così altre specie animali autoctone (queste si da difendere e salvaguardare) ci stanno lasciano le penne a causa di uno stupido roditore che porta con se solo danni e nessun beneficio», senza sapere che la nutria ha una dieta esclusivamente vegetale e non minaccia nessun animale presente nell’ecosistema. Uno dei predatori naturali della nutria, accanto alla cicogna, all’airone e al gatto selvatico, è la volpe: un animale sterminato dall’accanimento di un altro animale, questo sì realmente stupido.
Giuseppe Monticelli
(Codogno)

Italiani con pochi figli
Mancano politiche di aiuti alle famiglie
Egregio direttore,
gli italiani fanno pochi figli.
Si vede che chi di Parlamento vive, il problema mantenimento figli non ce l’ha. C’è mai stata in Italia la politica per la famiglia? C’è mai stata in Italia la politica per i figli? La scuola dell’obbligo chi la paga, lo Stato? Gli assegni familiari che non ti permettono di comperare neanche un pannolino al giorno.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)

Categorie umane
Più sono imbecilli e più si offendono
Signor direttore,
ci sono due categorie di imbecilli,
Alla prima appartengono quelli che riconoscono di essersi comportati tali. Alla seconda appartengono coloro che dopo essersi comportati tali, non lo capiscono e se glielo fai notare anziché dispiacersi si offendono di brutto.
Pietro Ferrari
(Cremona)