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IL MEDICO RISPONDE: IL VIDEO

Diventare donatore: perché è importante e come farlo

Massimo Crotti, direttore della UO di Immunoematologia e Medicina trasfusionale: "La bellezza di questo gesto di solidarietà è evidente, ci si prende cura di qualcuno che in quel momento è in una situazione di fragilità"

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

12 Giugno 2022 - 05:20

CREMONA - Torna l’appuntamento settimanale con la rubrica «Il medico risponde». Protagonista di questa puntata è il dottor Massimo Crotti, Direttore dell’Unità Operativa di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Asst Cremona.

La Giornata mondiale del donatore di sangue si celebra il 14 giugno, una ricorrenza per ringraziare i donatori per il loro gesto: «Bisogna sottolineare l’importanza del loro gesto indispensabile per avere un’autosufficienza nazionale di sangue - chiarisce il dottor Crotti -. La bellezza di questo gesto di solidarietà è evidente, ci si prende cura di qualcuno che in quel momento è in una situazione di fragilità».

Ma c’è un aspetto altrettanto importante: «La persona, donando il proprio sangue, pone attenzione anche al suo stato di salute, mettendo in atto una correttezza degli stili di vita che deve mantenere per poter donare».

I donatori devono avere un’età compresa tra i 18 e i 70 anni, pesare più di 50 chili, godere di buona salute e non aver avuto malattie gravi in precedenza.

COME SI DIVENTA DONATORE

«Per diventare donatore bisogna rivolgersi all’Avis - spiega il dottor Crotti -. In provincia di Cremona ci sono 52 Avis comunali, basta fare una semplice domanda».

La donazione in Italia ha caratteristiche uniche: «È gratuita, su base volontaria, anonima, informata, responsabile e associata - sottolinea il dottor Crotti -, il meglio di quanto c’è anche rispetto ad altri Paesi europei».

E precisa: «Il nostro fabbisogno nazionale si aggira intorno ai 2,5 milioni di unità di sangue intero all’anno. E in Italia i donatori sono circa 1 milione e 600 mila. La Lombardia raccoglie il 25% del sangue. Sul tavolo c’è il problema del ricambio generazionale dei donatori».

GLI OBIETTIVI DEL SISTEMA TRASFUSIONALE

Due gli obiettivi del sistema trasfusionale: «Il primo è la sicurezza del donatore con l’esecuzione degli esami di laboratorio, la visita e il colloquio pre-donazione. Il secondo è la tutela della salute del ricevente con una selezione precisa del donatore, l’esecuzione di esami di laboratorio sensibili e moderni su ogni donazione. E l’appropriatezza della trasfusione, ossia usare il sangue solo quando serve» conclude il dottor Crotti.


La video rubrica dedicata alla salute - in collaborazione con l’Asst di Cremona - tratta tutte le settimane un argomento specifico con l’aiuto di uno specialista. Informazioni sull’Unità Operativa di Immunoematologia e Medicina trasfusionale dell’Asst Cremona sul sito (www.asst-cremona.it).

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