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CREMA VERSO LE ELEZIONI

Intervista a Simone Beretta: «Le mie idee concrete per la città del futuro»

Il candidato sindaco della lista civica «Crema… non è uno slogan»: «Stop ai maxi avanzi di bilancio, tasse inalterate e collaborazione con il privato»

Dario Dolci

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redazione@laprovinciacr.it

08 Giugno 2022 - 12:54

CREMA - «Credo di avere dimostrato, nei confronti tenuti con gli altri candidati, di essere adeguato a fare il sindaco di Crema perché ho una visione e un’idea forte del futuro della città e del territorio e proposte che chi mi conosce sa che concretizzerò». A pochi giorni dal voto, Simone Beretta, candidato sindaco della lista civica «Crema… non è uno slogan», riafferma i capisaldi del suo programma amministrativo.

Qual è la sua filosofia di fondo?

«Mi impegnerò prima di tutto per la buona politica e perché si amministri bene, perché non ci siano più enormi avanzi di bilancio mantenendo inalterata la pressione fiscale, da dieci anni ai massimi livelli. Sarò un sindaco a tempo pieno e con esperienza, che punterà sulla sussidiarietà, perché il pubblico non faccia quello che il privato sa fare meglio».

L’unità del territorio sarà tra gli obiettivi?

«Serve una comune visione strategica per la competitività di Crema e del Cremasco ma anche per la difesa dell’ospedale, per un Pgt territorialmente condiviso con la priorità del recupero delle aree dismesse, per una digitalizzazione a tutto campo e una viabilità di rango con il definitivo raddoppio della Paullese e la tangenzialina di Santa Maria. Il nostro apporto allo sviluppo territoriale a partire da Masterplan 3C sarà totale, non solo per condividere gli obiettivi ma per definire le priorità».

Famiglia, povertà e giovani sono temi del programma?

«La famiglia va sostenta, in quanto è il valore aggiunto per la formazione dell’individuo e la sua integrazione nella società. Quelle in difficoltà saranno aiutate e ci sarà un deciso sostegno alla natalità e asili nido sufficienti a soddisfare la domanda. Le fragilità da povertà si superano meglio con nuovi posti di lavoro. In quanto ai giovani, sono la risorsa del domani e hanno bisogno di prospettive certe, di una formazione che sostenga i loro talenti, di stabilità economica per comprare casa e mettere su famiglia. I giovani non sono le gang o chi fa del bullismo. Hanno solo bisogno di noi per contrastarli con determinazione. Dobbiamo imparare a interpellarli e ad ascoltarli».

In merito a cultura, turismo e sport quali sono i suoi programmi?

«Sono un patrimonio da preservare, consolidare e sostenere. Cosa sarebbe la nostra città senza la Fondazione San Domenico e il Folcioni, senza il Franco Agostino Festival o il concorso Bottesini, senza la Pro loco o il centro Galmozzi, senza il Carnevale o la Tortellata, senza il Caffè letterario o le giornate della filosofia , la biblioteca comunale e quella diocesana, il museo, il presepe dei Sabbioni, la Maratonina e tanto altro ancora? Serve però uno sforzo ulteriore che potrebbe lanciare Crema ancora più lontano per porla al centro dell’attenzione del paese e del mondo».

Alcuni suoi rivali hanno fatto leva sulla sicurezza: qual è la sua posizione?

«Ciò che intendo io per sicurezza è più illuminazione, meno buche, più vigilanza nei posti sensibili, più telecamere, più integrazione e meno accattonaggio molesto verso i più deboli. La sicurezza viene anche da strade e marciapiedi in ordine e senza barriere architettoniche. È tempo anche di una manutenzione programmata, pianificata e decisamente più efficiente».

Nel suo programma che posto hanno le fragilità e l’ambiente?

«La fragilità da disabilità richiama il nostro impegno convinto anche sostenendo meglio lo straordinario mondo del volontariato, la Caritas piuttosto che l’Anffas ma anche la protezione civile. L'ambiente ha il nostro rispetto, gli animali pure. Vogliamo aria e acqua più pulite, più piante e più verde in città, più ciclabili sicure e meno auto. La già buona raccolta differenziata va migliorata, ma la tassa sui rifiuti deve diminuire.. Diciamo sì ai termovalorizzatori e anche alle centrali nucleari sicure. Senza energia non si può essere competitivi e anche Crema diventerebbe più povera».

Riguardo alle opere, quali sono quelle prioritarie?

«Il Campus scolastico di via Libero Comune va fatto, e in fretta. Poi servono un palazzetto dello sport polivalente, un nuovo stadio, nuovi campi da calcio e nuove strutture per altri sport. Va poi sottoscritto un accordo con la Regione per un comodato d'uso gratuito novantennale degli Stalloni e occorre recuperare la Pierina con un ostello, un ristorante e attività ludico, sportive e ricreative. Proponiamo un diverso sottopasso ciclopedonale sul viale di Santa Maria, il tribunale ad uso sociosanitario, il recupero delle ex carceri, la messa in sicurezza delle ciclabili, un centro storico liberato dai corrieri e dai pullman, l’aumento dell’isola pedonale di piazza Garibaldi e la ridefinizione di piazza Giovanni XXIII».

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