Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMA VERSO LE ELEZIONI

Intervista a Manuel Draghetti: «Tre missioni: decoro, università ed ecologia»

Il candidato sindaco cremasco del Movimento 5 Stelle: «Ho studiato numerosi dossier e conosco bene la macchina amministrativa»

Stefano Sagrestano

Email:

stefano.sagrestano@gmail.com

08 Giugno 2022 - 05:00

CREMA - Quattro anni e mezzo con il coltello tra i denti, spina nel fianco dell’amministrazione comunale. Un lavoro incessante di opposizione, sempre documentata: dalla viabilità all’ambiente, dalle manutenzioni ai grandi progetti, dalle società partecipate sino alle politiche giovanili. Decine di mozioni, interrogazioni e interpellanze, di gran lunga il consigliere (maggioranza compresa) più produttivo del quinquennio. Adesso Manuel Draghetti, docente di chimica al Galilei e non ancora 26enne, punta a passare dall’altra parte della barricata. Governare Crema con il Movimento Cinque Stelle, di cui è il portavoce.

Draghetti è il più giovane candidato sindaco in lizza, la punta dell’iceberg di un gruppo di attivisti che da un decennio è impegnato nel portare avanti il proprio progetto. Cinque anni fa il Movimento, con candidato sindaco Carlo Cattaneo, superò di poco l’8% ottenendo solo un consigliere. La tornata precedente — era il 2012 e i Cinque Stelle erano all’esordio — furono due gli eletti, a fronte di un risultato appena sotto il 10%: Christian Di Feo e Alessandro Boldi. Oggi entrambi sono in lista.

«Quando ho dato la disponibilità, il gruppo ha accettato la mia candidatura: è stato un percorso naturale – sottolinea Draghetti –. Per il mio ruolo di consigliere di minoranza conosco il meccanismo della macchina amministrativa, ho studiato tanti dossier e sono stato felice che non ci sia stata una proposta alternativa. Il gruppo è fondamentale. Ci troviamo tutte le settimane. Grazie agli attivisti e al loro impegno totalmente volontario, siamo riusciti a produrre molteplici proposte e iniziative. Ad esempio, abbiamo lanciato le sentinelle dei quartieri, iniziativa molto apprezzata dai cittadini, ascoltando tutti, anche chi non ci vota. Abbiamo proposto soluzioni e istanze, comprese quelle di coloro che si erano candidati con la Bonaldi, fedeli al motto che ci contraddistingue: dalla parte del cittadino sempre».


Quali le aspettative in merito al risultato?


«Abbiamo un programma serio e concreto non abbiamo obiettivi, il lavoro è stato tanto e auspichiamo che i cremaschi ci premino. Il programma è fatto per governare, siamo pronti per dare un futuro alla città».


Si sente di sbilanciarsi su un eventuale indicazione agli elettori per il secondo turno?


«Non dico nulla. Gli altri programmi non li ho letti, ma sentir parlare di quartieri, comunità energetiche o attenzione all’imprenditoria, da parte di chi non si è mai interessato a tutti questi temi, che sono invece nostri da anni, dimostra quanto gli altri competitor manchino di credibilità. Losco, ad esempio, è rimasto in maggioranza sette anni e mezzo e adesso pensa di lavarsi la coscienza».

Quali sono i tre punti qualificanti del programma?


«Il primo, sul quale noi siamo quasi maniacali, è il tema del decoro, pulizia e manutenzione della città. Le richieste dei cittadini con cui parlo ogni giorno vanno tutte in questa direzione. Secondo, riportare a Crema l’università, per puntare sull’innovazione, che avevamo e ci siamo fatti sfuggire. I corsi Its sono utili e importanti, ma non c’entrano con il percorso universitario. Terzo, il tema ambientale, non a livello globale, ma guardando alle azioni concrete che un sindaco può fare, per garantire la salvaguardia del fiume Serio, dei parchi e delle rogge».


Quale sarebbe la sua prima azione concreta, una volta eletto?


«Nei sei mesi iniziali punterei a una rivoluzione degli uffici. Dipendenti e dirigenti comunali, soprattutto quelli afferenti al settore tecnico, usciranno a controllare fisicamente anche le piccole manchevolezze. Gli assessori hanno questo mandato e possono chiedere ai dirigenti di farlo. Inoltre, feedback concreti a tutte le segnalazioni dei cittadini: risposte entro 48 ore».


Qual è stato il più grande errore dell’amministrazione uscente?

«Senza dubbio il non saper ascoltare i cremaschi. Decine di cittadini si sono rivolti a me, unico consigliere di un gruppo di minoranza. Un errore che già aveva caratterizzato il primo mandato Bonaldi, ma si è acuito nel secondo».

Teme ci possa essere il rischio di una massiccia astensione?


«Al 90 per cento le presenze a incontri e dibattiti sono state di candidati o di persone coinvolte, seppur indirettamente. Cinque anni fa era rimasto a casa il 40 per cento degli elettori. Questo voto è ancora più importante di quello del 2017 perché nei prossimi cinque anni arriveranno i soldi del Pnrr, portati a casa dal premier Giuseppe Conte. Il nuovo sindaco avrà quindi tutti gli strumenti per cambiare Crema. Siamo sei candidati, la scelta non manca, fondamentale è andare a votare».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400