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CREMA VERSO LE ELEZIONI

Intervista a Paolo Losco: «Noi l’unica alternativa. Ballottaggio pro Pd? Nì»

Il leader di Sinistra unita: «Letta invitato nella sede di Confindustria, una nota stonata»

Riccardo Maruti

Email:

rmaruti@laprovinciacr.it

07 Giugno 2022 - 05:00

CREMA - Mancino duro e puro, Paolo Losco è l’uomo che è riuscito a ricomporre attorno a sé le anime di una sinistra frammentata e alla ricerca di una voce unitaria. Fin dalla candidatura ufficializzata a gennaio — sotto l’eloquente insegna di «Sinistra unita» — il trentasettenne specialista della comunicazione ha rivendicato con orgoglio la matrice «alternativa» di un progetto di governo che fa della lotta alle disuguaglianze sociali e al degrado ambientale la propria stella polare.

A campagna elettorale ormai conclusa, è tempo dei primi bilanci: che sensazioni le lascia la sua prima esperienza da candidato sindaco?


«L’ho vissuta come una scuola: in questi mesi ho avuto modo di approfondire aspetti della città che conoscevo in maniera superficiale. E i feedback da parte dei cittadini sono stati molto positivi. La gente ci ha trasferito, anzitutto, l’enorme bisogno di attenzione da parte della politica. Soprattutto nelle periferie, dove prevale un senso di isolamento e di abbandono, accompagnato da un atteggiamento di rassegnazione. Abbiamo percepito con forza l’esigenza di un cambiamento reale del modello di società».

Quali le risposte di Sinistra unita a questa fame di attenzione?


«Nella nostra campagna abbiamo provato a declinare in chiave locale problemi attuali di grande respiro. La popolazione ci ha confermato che la politica ha perso la capacità di offrire una visione complessiva di società che colga la disparità di ricchezza, proponga azioni di contrasto ai cambiamenti cimatici e fornisca soluzioni al problema della cementificazione. Non a caso la lista che abbiamo costruito è fatta da persone che il cambiamento lo praticano in ogni modo, sia nel mondo del volontariato che a livello professionale».


Lanciando uno sguardo alla campagna elettorale degli altri sfidanti, c’è un episodio che l’ha infastidita?


«In generale mi delude lo snobismo di chi rifiuta il confronto perché spaventato dalla parola sinistra, anche quando temi e contenuti riguardano un terreno comune. E il perché è presto detto: la politica ha perso la propria missione per effetto dell’elettoralismo. Un esempio? Il centrosinistra ha invitato il segretario del Pd, Enrico Letta, nella sede di Confindustria, guidata da quel Carlo Bonomi, cremasco d’origine, che non vuol sentire parlare di salario minimo. Una scelta di campo precisa. È innegabile che proprio i governi di centrosinistra abbiano contribuito a precarizzare il mercato del lavoro, ma anche la sinistra che rappresento non è esente da colpe perché non si è dimostrata capace di affrontare le crisi al proprio interno».

Un problema anche di comunicazione?


«Occorre uscire dai palazzi in cui la politica si è rinchiusa e scendere tra la gente, soprattutto dove si concentrano le fragilità maggiori, per dimostrare di saper ricreare uno spirito collettivo. In un tessuto sociale completamente sfibrato bisogna avere pazienza e percorrere con costanza la strada della coerenza per cercare di restituire la fiducia perduta».

Che risultato si aspetta di raggiungere alle urne?


«Non faccio nessuna previsione, ma sono convinto che entreremo in Consiglio comunale. Il nostro è un progetto nuovo in un panorama politico estremamente fluido. C’è chi sta facendo appelli al voto utile contro le destre, ma noi stiamo proponendo con coerenza qualcosa di diverso da quello che farebbero le destre».

Pare di capire che non sia scontato il suo sostegno a Fabio Bergamaschi in caso di ballottaggio...


«I nostri voti andranno a chi sposerà l’idea di città che abbiamo in mente. Il Pd è attraversato da numerose contraddizioni, dettate anche e soprattutto da interessi di calcolo: la ricerca forsennata di voti al centro allontana il partito dalla sua missione storica. Noi siamo disposti al confronto, entrando nel merito delle scelte. Ma dobbiamo avere la certezza di incidere, altrimenti non daremo indicazioni di voto».

Sintetizzando: quali sono le tre proposte distintive del progetto Sinistra unita?


«L’introduzione del sindaco della notte è una proposta senza dubbio innovativa che segue l’obiettivo di far tornare a vivere i quartieri, incentivare la sicurezza e mettere in rete i commercianti. Inoltre abbiamo messo sul tavolo tante idee che puntano a portare al centro dell’azione amministrative le sinergie tra cultura, turismo e intervento sociale: cito, tra gli altri, i progetti che riguardano le ex carceri, gli Stalloni e la Pierina. Infine, credo che ci distingua la proposta in chiave ambientale di pedonalizzare una piazza all’anno con l’intento di incentivare la mobilità dolce».

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