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«Il medico risponde»: tumore al seno, le nuove frontiere della chirurgia oncoplastica

Il dottor Ciliberto: «La chirurgia oncoplastica ha una radicalità oncologica, ma nel contempo garantisce una ricostruzione con dignità d’organo e un buon risultato estetico»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

24 Aprile 2022 - 05:20

CREMONA - Torna l’appuntamento settimanale con la rubrica «Il medico risponde». Protagonista di questa puntata è il dottor Ignazio Ciliberto, chirurgo oncoplastico della UO di Chirurgia dell’Ospedale di Cremona.

«La chirurgia oncoplastica prevede una commistione tra la chirurgia oncologica e quella plastica - chiarisce il dottor Ciliberto -. Nello specifico, ha una radicalità oncologica, ma nel contempo garantisce una ricostruzione con dignità d’organo e un buon risultato estetico».

CHIRURGIA CONSERVATIVA E CHIRURGIA DEMOLITIVA.


Il grande spartiacque, dunque, è tra chirurgia conservativa e chirurgia demolitiva. «La prima prevede l’asportazione di una parte della ghiandola mammaria - spiega il dottor Ciliberto -. Ma orientativamente quando si supera la soglia del 20% di ghiandola da asportare, bisogna ricostruire la ghiandola con tecniche oncoplastiche. Le possibilità sono dalla più semplice, creare lembi endo ghiandolari vicini, a richiudere la perdita di sostanza avvenuta con l’asportazione del tumore, oppure mutuare quelle tecniche adottate nelle mastoplastiche riduttive quando le mammelle sono di dimensioni generose, tecniche che danno buoni risultati estetici garantendo una congrua asportazione della malattia. Questi interventi, quando deve essere asportata una grande quantità di ghiandola, è opportuno vengano eseguiti anche nella mammella controlaterale affinché la paziente esca dalla sala operatoria con un risultato estetico simmetrico».

«L’ultima tendenza, nei casi che lo richiedano, è l’asportazione della mammella preservando completamente il mantello cutaneo e quando si può anche il complesso areola e capezzolo, inserendo al posto della ghiandola una protesi fornita dai venditori a rivestimento in poliuretano (che può stare nel sottocute quando le condizioni della paziente lo consentono) oppure a rivestimento siliconico».


Per un risultato estetico migliore, conclude il dottor Ciliberto, «è consigliabile l’esecuzione di una lipostruttura. Il grasso lipoaspirato viene fatto decantare e reiniettato nel sottocute a riempire quei difetti che rimangono».

La video rubrica dedicata alla salute - in collaborazione con l’Asst di Cremona - tratta tutte le settimane un argomento specifico con l’aiuto di uno specialista. Informazioni sulla UO di Chirurgia dell’Ospedale di Cremona sul sito www.asst-cremona.it.

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