Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CORTE D'ASSISE DI BRESCIA: IL VIDEO

Il medico Carlo Mosca si difende in aula: "Nessuno dei pazienti è stato abbandonato al suo destino"

49enne di Cremona, ex primario di Montichiari, è accusato di aver somministrato farmaci letali a tre pazienti Covid

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

04 Aprile 2022 - 12:11

BRESCIA - E' in corso dinanzi alla Corte d’Assise il processo a carico del medico cremonese Carlo Mosca, 49enne di Cremona, ex primario di Montichiari, accusato di aver somministrato farmaci letali a pazienti Covid. Si sono costituiti come parte civile i familiari delle tre vittime. Nell'udienza di oggi, il dottor Mosca si vuole difendere dalle accuse che gli sono state mosse. "Nessuno dei pazienti è stato abbadonato al suo destino", ha dichiarato alla giuria.

Il caso Natale Bassi. «Era in emergenza respiratoria: aveva pochi minuti di vita, o lo intubi o muore. Non puoi aspettare che dal quarto piano arrivi il rianimatore. Per salvarlo - ha detto Mosca - mi sono giocato tutte le carte che avevo».

«Non metto in discussione che sia stato trovato il Propofol nel corpo del paziente Angelo Paletti durante l’autopsia, ma non so darmi spiegazione. Alla mia presenza non è stato usato il Propofol, non si è somministrato, qualcuno ce lo ha messo. A mia insaputa chiunque poteva utilizzarlo, magari qualcuno a cui non stavo simpatico. Io sicuramente non l’ho messo. È fuori dubbio che un infermiere può iniettare il Propofol per una cattiveria contro di me. Io mi sono fatto le mie idee», ha detto Mosca, arrestato un anno fa e oggi ancora ai domiciliari.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400