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L'INTERVISTA

Mosca: "Macché farmaco letale, ho chiesto di somministrare morfina"

L’ex primario del Pronto Soccorso di Montichiari davanti alla Corte d'Assise: racconta ai giornalisti la sua verità

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

31 Gennaio 2022 - 18:39

Mosca: "Macché farmaco letale, ho chiesto di somministrare morfina"

Carlo Mosca in Corte d'Assise

BRESCIA - Sono le 13,20, quando il presidente della Corte d’Assise, Roberto Spanò, interrompe l’udienza per tre quarti d’ora: la pausa pranzo. Il dottor Carlo Mosca, accompagnato da una cugina, esce dal Palazzo Zanardelli. Una boccata d’aria e di sigaretta. Uno, l’ex primario del Pronto Soccorso di Montichiari, che già alla prima udienza dell’1 dicembre scorso non si era fatto problemi ad essere fotografato aula. In pausa pranzo non se li fa a parlare con i giornalisti.  


Dottor Mosca, partiamo dalla telefonata che lei, da casa, una sera fece all’infermiere Michele Rigo, un teste chiave dell’accusa (quello che poi lo denuncerà). In aula Rigo l’ha accusata di avergli prescritto per telefono di somministrare ad un paziente (il signor Galoppini, la cuoi morte non è contestata nei capi di imputazione, ndr) la succinilcolina e che lui si rifiutò. L’infermiere disse di aver detto alla guardia medica: ‘Questo è omicidio, così si ammazzano le persone’». Che, poi, oggi (ieri, ndr) la guardia medica l’ha raccontata diversamente in aula.

«Io non gli ho detto di somministrare la succinilcolina, ma la morfina».


Perché era un paziente grave da accompagnare.


«Sì. E non lo dico solo io».


Della morfina?


«Sì, lo dice anche la nostra consulenza tecnica».


Lei, quando si difenderà, lo preciserà?


«Certo»


Altro punto chiave. Riguarda la morte di Natalino Bassi, questa sì contestata nel capo di imputazione. Lei ha appena sentito la testimonianza dell’infermiera Linda che l’ha raccontata così. Ha detto che «nella sala emergenza in quel momento, c’erano due pazienti, uno era Bassi, un collegfa di Linda, uno o due operatrice socio sanitarie e lei. L’infermiera ha detto che ad un certo punto lei ha chiesto a tutti di uscire. Bassi morirà poco dopo. Secondo l’accusa, lei avrebbe fatto uscire tutti per somministrare il farmaco letale al paziente Bassi.


«Ma no. Io ero già senza cinque infermieri che avevano preso il Covid. In quella stanza eravamo dentro in sette»


Era satura?


«Tutti indossavano la Ffp2»


C’era un forte rischio di prendere il Covid?


«Certo. Dovevano indossare la Ffp3. Per quello ho mandato tutti fuori. Tant’è vero che...»


Che?


«Che il giorno dopo, la caposala mi ha detto che c’erano rimasti male».


E lei?


«Io le ho detto che doveva fare una riunione con gli infermieri»


Per avvertirli che dovevano proteggersi di più


«Esatto. Lo ribadisco: avevo già cinque infermieri a casa con il Covid».


Domanda retorica: secondo lei, l’hanno inguaiata per invidia?


«Eh beh».


Perché era un bravo primario facente funzione?


«Non tocca a me dirlo. Le racconto una cosa»


Cosa?


«Circa un anno prima, nel parcheggio dell’ospedale mi hanno rigato la macchina e bucato le gomme».

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