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«Il medico risponde», Aids: prevenire il contagio si può

Alessia Zoncada, medico della UO di Malattie Infettive dell'Asst di Cremona: «Sono soprattutto i giovani a rischio di contrarre l'infezione». Ecco come proteggersi

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

05 Dicembre 2021 - 05:30

CREMONA - Torna l’appuntamento domenicale con la video rubrica dedicata alla salute «Il medico risponde». Protagonista di questa puntata è la dottoressa Alessia Zoncada, medico infettivologo della UO di Malattie infettive dell’Asst di Cremona.

GIORNATA MONDIALE CONTRO L'AIDS. Il primo dicembre è stata la Giornata mondiale contro l’Aids: ma chi è ancora oggi a rischio di incontrare quest’infezione? «Sono tutte quelle persone che hanno comportamenti sessuali promiscui e che non adottano le adeguate misure di prevenzione. Sono i tossicodipendenti che si scambiano siringhe e utilizzano materiale in comune per preparare la sostanza psicoattiva da iniettarsi, sono i neonati da madri Hiv positive che non ricevono l’adeguato trattamento durante la gravidanza e sono tutte quelle persone vittime di procedure in cui vengono utilizzati degli aghi non monouso e che potrebbero essere contaminati dal virus stesso» precisa la dottoressa Zoncada.

EPIDEMIA DI ENORMI DIMENSIONI. La Giornata del primo dicembre è importante perché sono ormai passati quarant’anni da quando l’Hiv si è manifestato per la prima volta nella storia della letteratura medico-scientifica e «mai poi mai ci saremmo immaginati una pandemia di tali dimensioni. Dalla scoperta del virus sono 79 milioni le persone che hanno contratto l’infezione, di queste 37 milioni sono decedute. Poi ci sono, secondo una stima, circa 37 milioni di pazienti che convivono con l’Hiv e i due terzi sono in terapia antiretrovirale, ossia hanno la fortuna di essere in trattamento, le altre purtroppo no. Una grande problematica, perché in questo modo non si fermerà la trasmissione del virus».

LA PREVENZIONE. La prevenzione è semplice, basta seguire alcune regole: «Sono soprattutto i giovani a infettarsi. Per evitare il contagio bisognerebbe non scambiare le siringhe e materiale utilizzato per iniettarsi la droga, usare solo aghi monouso per tatuaggi e piercing. Per la trasmissione verticale - cioè da mamma a neonato - basterebbe che la donna venisse diagnosticata prontamente durante la gravidanza o meglio anche prima e venissero messi in trattamento sia lei sia il bambino alla nascita. Nei rapporti sessuali occasionali è importante utilizzare il profilattico», conclude la dottoressa Zoncada.

La video rubrica dedicata alla salute - in collaborazione con l’Asst di Cremona - tratta tutte le settimane un argomento specifico con l’aiuto di uno specialista. Informazioni sulla UO di Malattie infettive sul sito (www.asst-cremona.it).

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