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«Il medico risponde»: prematuri, piccoli guerrieri

Il dottor Bruno Drera, responsabile dell’Unità Operativa semplice dipartimentale di Patologia Neonatale: «E’ molto importante che a fianco delle cure mediche ed infermieristiche ci sia il coinvolgimento dei genitori»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

07 Novembre 2021 - 05:55

CREMONA - Torna l’appuntamento domenicale con la video rubrica dedicata alla salute «Il medico risponde». Protagonista di questa puntata è il dottor Bruno Drera, responsabile dell’Unità Operativa semplice dipartimentale di Patologia Neonatale dell’Ospedale di Cremona.

«Il 17 novembre si celebra la Giornata mondiale della prematurità, un evento per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito a questa tematica - sottolinea il dottor Drera -. E’ un modo per dare voce ai genitori dei piccoli pazienti e per supportare questi guerrieri che fin dalla nascita devono affrontare un lungo percorso di cura».

NASCITE PREMATURE. In Italia ogni anno nascono circa 30 mila prematuri, ovvero nati prima della 37esima settimana di età gestazionale, ossia il 7% del totale nati sul suolo nazionale. Tra le donne che hanno contratto il Covid durante la gravidanza si è registrata un’impennata di nascite premature. In provincia di Cremona il numero dei nati pretermine è in linea con il dato nazionale.

«Il parto pretermine può essere spontaneo oppure indotto per motivi medici materni o per patologie fetali - chiarisce il dottor Drera -. Generalmente di fronte a un parto prematuro spontaneo non riusciamo a identificare una causa esatta, anche se esistono dei fattori di rischio come le gravidanze gemellari, la fecondazione assistita, le infezioni all’apparato genitale o urinario, le patologie materne come il diabete e l’ipertensione. Ovviamente non è da sottovalutare lo stile di vita».

Il neonato pretermine non ha completato il suo corretto sviluppo e maturazione di tutti gli organi e quindi potrebbe manifestare una grave problematica di adattamento alla vita extrauterina: «Alla nascita si trova in un ambiente estraneo che lo sottopone a fattori stressogeni, come il rumore, la luce, il dolore, le terapie - sottolinea il dottor Drera -. E’ molto importante che a fianco delle cure mediche ed infermieristiche ci sia il coinvolgimento dei genitori. Il contatto pelle a pelle del neonato con la mamma rende i parametri vitali del neonato più stabili».

La video rubrica dedicata alla salute - in collaborazione con l’Asst di Cremona - tratta tutte le settimane un argomento specifico con l’aiuto di uno specialista. Informazioni sull’Unità Operativa semplice dipartimentale i Patologia Neonatale sul sito (www.asst-cremona.it).

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