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3 MINUTI 1 LIBRO

"Fascisti da operetta" nel piccolo mondo antico di Andrea Vitali

Lo scrittore torna a raccontare la sua Bellano in "Un bello scherzo": la videointervista di Paolo Gualandris

Paolo Gualandris

Email:

pgualandris@laprovinciacr.it

07 Luglio 2021 - 16:04

CREMONA - Il nome di Andrea Vitali è una garanzia. Appena arriva in libreria con una delle sue ormai mitiche storie di Bellano, sul lago di Como, scala le vette delle classifiche. I suoi romanzi sono attesi da decine di migliaia di appassionati fan del suo maresciallo Maccadò, del “piccolo mondo antico” che gli gira intorno, dei protagonisti dai nomi più improbabili, ma sempre divertenti e – diciamo così – caratterizzanti il carattere di chi li porta. “Merito del calendario di Frate Indovino e della mia innata curiosità per i nomi delle vie nei luoghi che mi capita di visitare”, sorride Vitali durante la videointervista con Paolo Gualandris, per la rubrica “Tre minuti un libro”, appuntamento settimanale con la letteratura.

Si intitola “Un bello scherzo. I casi del maresciallo Maccadò” il romanzo che presenta con la simpatia e l’ironia che lo contraddistinguono. Lui, medico condotto ormai in pensione, ma abituato ad ascoltare le piccole-grandi storie dei suoi pazienti, spesso inconsapevoli ispiratori dei suoi romanzi. Siamo nel 1935 il “Bello scherzo” è quello che porta in cella il mite maestro Fiorentino Crispini, caricato brutalmente a bordo di un naviglio da tre ceffi vestiti di nero e rinchiuso a Como. Modi spicci e poche parole, uno davanti gli altri due dietro, i tre incutono terrore. Muti e impietriti, il Gnazio e i pochi altri testimoni assistono a una scena che ha dell'incredibile. Dopo alcuni minuti i tre militi, infilatisi nell'intrico delle contrade, riappaiono al molo. Sempre in formazione, ma adesso tra loro, sorretto per le ascelle e trascinato come un peso morto, c'è il povero maestro Fiorentino Crispini. Caricatolo brutalmente a bordo, l'imbarcazione riprende il largo in direzione di Como. E il Gnazio? Come tutti sanno, meglio farsi i fatti propri, fingere di non aver visto nulla e morta lì. Ma in questo caso... Il maestro Crispini...  Cosa avrà mai combinato? È quello che Maccadò e i suoi uomini dovranno scoprire… Lo faranno, ma nello svolgere il racconto Vitali ci regala uno spaccato di un mondo che non c’è più, con l’ostessa erotomane, un trio di sorelle petulanti e impiccione, fascisti da operetta, una perpetua querula, una bella ragazza e un baldo carabiniere che forse riuscirà a stregarla. In questi tre minuti Vitali riesce a regalarci l’atmosfera della sua Bellano d’antan, a farci pregustare una bella e tonificante lettura. Perché, si sa, la letteratura è un antidoto contro le malattie della vita. E da un medico ci si può aspettare un antidoto davvero speciale.

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