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Comunicato Stampa: Lovat(ResistereVeneto):“Proposta normativa per riconoscere condizione insularità funzionale Venezia"

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25 Marzo 2026 - 13:31

Comunicato Stampa: Lovat(ResistereVeneto):“Proposta normativa per riconoscere condizione insularità funzionale Venezia"

(Arv) Venezia, 25 marzo 2026

Oggi, nella sala stampa ‘Oriana Fallaci’ di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Davide Lovat (Szumski Resistere Veneto), ha presentato il Progetto di legge statale, a firma Lovat e Szumski, da trasmettere al Parlamento nazionale ai sensi dell'articolo 121 della Costituzione, dal titolo “Riconoscimento della condizione di insularità del territorio di Venezia e della isole della Laguna e misure per il superamento degli svantaggi derivanti.”

La proposta normativa, che nasce dall’esigenza di riconoscere ufficialmente la specificità territoriale della città di Venezia e delle sue isole lagunari, individuandone la condizione di insularità funzionale permanente, si configura come uno strumento legislativo concreto e operativo, che traduce in azioni reali il principio costituzionale dell’insularità, riconoscendo Venezia come territorio insulare funzionale e garantendo ai suoi residenti pari accesso ai servizi pubblici essenziali, con particolare attenzione alla sanità e alla mobilità. Vengono perseguiti gli obiettivi di equità territoriale, tutela della salute e dei servizi sanitari, accessibilità e mobilità, sviluppo economico sostenibile. Il consigliere regionale Davide Lovat, nell’introdurre la conferenza stampa, ha sottolineato come “oggi, 25 marzo, si celebra la Festa del popolo Veneto, ricordando la fondazione di Venezia (25 marzo 421 d.c.). Proprio in questa data ricca di significati, presentiamo questa proposta normativa frutto dell’ascolto delle esigenze, espresse dal territorio veneziano, di godere di un’attenzione particolare, dovuta alla sua specificità. Questa nostra iniziativa raccoglie l’‘urlo’ dei veneziani, nella convinzione che i cittadini sono il vero fondamento della sovranità. Non si tratta soltanto di elettori chiamati a esprimere un voto, ma di persone che devono poter incidere concretamente nei processi decisionali e trovare ascolto nelle istituzioni. Sono decenni che il Veneto continua, in modo rispettoso, legittimo e democratico, a presentare richieste allo Stato italiano, a partire dal riconoscimento della lingua veneta: non si possono sempre negare queste richieste, altrimenti non si è più in democrazia. È quindi necessario avviare una riflessione seria e responsabile, che porti anche a riconoscere forme di autonomia e strumenti adeguati alle specificità dei territori. In questo contesto, si inserisce la proposta di legge su Venezia, che mira a riconoscere alla città uno status particolare, capace di garantirne una gestione coerente con le sue caratteristiche uniche. Una proposta che si collega idealmente anche alla Mozione n. 1 di questa legislatura, peraltro ancora priva di risposta, con cui si chiede di estendere a tutte le città metropolitane forme di autonomia speciale analoghe a quelle attualmente in fase di riconoscimento per Roma.”  Ha offerto il proprio contributo la professoressa Nelli Elena Vanzan Marchini, autrice di un volume che introduce il concetto di ‘civiltà anfibia’, offrendo una chiave di lettura che si affianca, senza contrapporsi, a quella della civiltà di terraferma, con l’obiettivo di valorizzare le peculiarità dell’insularità che hanno dato origine a Venezia. “La città di Venezia, tradizionalmente fatta risalire al 421 d.c., è in realtà il risultato di un processo molto più lungo e complesso – ha spiegato la professoressa - Venezia nasce dalla paura, cresce grazie all’ingegno e approda alla bellezza. In un territorio instabile e privo di risorse, i primi abitanti trovarono rifugio dalle invasioni barbariche e furono costretti a inventare tutto: dall’approvvigionamento idrico, in un contesto privo di acqua dolce, fino alla costruzione di un suolo stabile su cui edificare. Dove non c’era nulla, è stato importato e costruito il meglio. Ne è nata una città interamente ‘inventata’, ma al tempo stesso profondamente naturale, perché capace di integrarsi con l’ambiente lagunare. La Serenissima, infatti, ha saputo preservare la laguna, trasformandola nelle invalicabili mura difensive della città.” “In questo quadro – ha aggiunto Nelli Elena Vanzan Marchini - si inserisce anche il riferimento all’articolo 119, sesto comma, della Costituzione, che riconosce la necessità per lo Stato di compensare gli svantaggi legati all’insularità. Venezia rappresenta un caso unico: un arcipelago evolutosi in organismo urbano, che tuttavia conserva intatta la propria natura insulare. Qui, la quotidianità si svolge sull’acqua e a piedi: i ponti non sono semplici infrastrutture, ma connessioni tra isole. È uno stile di vita irripetibile, che deve essere tutelato, non come eccezione folkloristica, ma come realtà strutturalmente distinta. Venezia non può essere assimilata alla terraferma, né ridotta a un’estensione pedonale di Mestre o Marghera.” “Diventa quindi fondamentale riconoscere, anche all’interno della città metropolitana, la specificità dell’arcipelago veneziano, per proteggerlo e valorizzarlo – ha chiarito la professoressa - Allo stesso tempo, è necessario tutelare e promuovere le identità delle realtà limitrofe di terraferma, come Mestre e Marghera, che non possono essere considerate semplici periferie della città lagunare, ma territori dotati di una propria storia, dignità e prospettiva di sviluppo.”

L’obiettivo della proposta di legge statale è duplice: da un lato, riconoscere formalmente la condizione di insularità funzionale di Venezia, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione; dall’altro, consentire l’adozione di misure compensative concrete, con particolare attenzione a infrastrutture, mobilità, servizi sanitari e sviluppo economico sostenibile. A tal fine, si prevede l’istituzione di un Fondo nazionale per l’insularità veneziana, destinato a finanziare interventi infrastrutturali, servizi pubblici essenziali, potenziamento dei servizi sanitari e misure per garantire la mobilità dei residenti.

Nel Testo della proposta normativa viene chiarito come, in ogni normativa statale, vigente o futura, che preveda misure, benefici o politiche pubbliche destinate ai territori insulari, il territorio di Venezia e delle isole della laguna verrebbe equiparato ai territori insulari della Repubblica sul fronte delle infrastrutture e della mobilità, dell’accesso ai servizi pubblici e amministrativi, dei servizi sanitari e socioassistenziali, dello sviluppo economico e del sostegno alle attività produttive, della tutela ambientale e del patrimonio culturale. Tra diversi aspetti normati, si evidenziano le disposizioni contenute nell’articolo 4, che prevede che lo Stato riconosca la specificità sanitaria del territorio veneziano  derivante dalla particolare mobilità interna e dalla distribuzione dei presidi sanitari, e che stabilisce che gli enti competenti adottino misure finalizzate a potenziare il trasporto sanitario acqueo, a garantire capillarità e accessibilità dei servizi sanitari, a separare, ove possibile, l’organizzazione dei servizi per residenti e flussi turistici. Le disposizioni previste dal Pdls saranno attuate in coordinamento con la Regione del Veneto e il comune di Venezia: con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, sentita la Regione del Veneto e il Comune di Venezia, è prevista l’istituzione di un Tavolo permanente di coordinamento per monitorare l’applicazione delle misure, individuare i settori prioritari di intervento, proporre interventi aggiuntivi e verificarne l’efficacia. È prevista altresì l’istituzione, nel bilancio dello Stato, del Fondo nazionale per l’insularità veneziana, che finanzia infrastrutture di trasporto lagunare, servizi pubblici essenziali, misure di sostegno alla residenzialità e potenziamento dei servizi sanitari e socioassistenziali. Si evidenzia come, in prima applicazione della proposta normativa, la dotazione iniziale del Fondo verrà determinata in 130 milioni di euro, per l’anno 2026, e in 180 milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2027 e 2028, pari alla dotazione del Fondo speciale di parte capitale iscritto, ai fini del bilancio pluriennale per il triennio 2026-2028, nell’ambito del Programma ‘Fondi di riserva e speciali’ della Missione ‘Fondi da ripartire’ dello stato di previsione del ministero dell’Economia e delle Finanze per gli anni 2026, 2027 e 2028.

La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO

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