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Lunedì 17 Giugno 2019

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25 maggio 1956

Cremona una piccola capitale del petrolio

Brucia nel cielo la fiamma perenne simbolo del progresso e del lavoro

Cremona una piccola capitale del petrolio: «Raffineria Italia», l'argentea «città dei tubi»

La "Raffineria Italia,, è giunta a lavorare un milione di tonnellate annue di greggio - L'eccezionale complesso industriale rappresenta un poderoso complemento dell'economia agricola nella Valle Padana.  Colossali impianti su un'area di 320 mila mq -  16 km di tubature aeree - Le colonne di raffinazione alte 42 m - 13 mila mq di strade - 

Nella vasta zona che si stende tra l'argine Po e Via Eridano, laggiù dove la guerra aveva lasciato un desolato pianoro di macerie attorno ai vecchio «campo dei tiri» trasformato in piccoli «bunker» per la difesa tedesca della valle padana, si levano oggi alte nel cielo le torri metalliche di quella che sarà una delle più grandi raffinerie italiane di petrolio ed uno dei compiessi industriali di maggior mole in Europa. ... Questa realtà si chiama «Raffineria Italia», l'argentea «città dei tubi», la «metropoli dei serbatoi», con la sagoma inconfondibile delle colonne di raffinazione e delle torri metalliche che paiono completare, in una visione arditissima, ii panorama segnato dalla rossa mole del Torrazzo e dalle esili ed altissime ciminiere delle fabbriche di laterizi. ..... Un ritorno alle origini: come un tempo i cremonesi, navigando sul Po, giunsero a commerciare nei porti del Medio Oriente, così ora dal Medio Oriente arriva il flusso perenne del petrolio che nella raffineria cremonese è lavorato, a diretto vantaggio e sostegno di quell'agricoltura che con la meccanizzazione si è portata all'avanguardia d'ogni civile progresso.

Brucia nel cielo la fiamma perenne simbolo del progresso e del lavoro
I colossali impianti servono  per la lavorazione (si è raggiunta la quota record di un milione di tonnellate annue) del greggio dal quale si ricava nell'ordine: benzina, petrolio, gasolio, olio combustibile, tutta la vasta gamma di prodotti cioè che servono per l'industria, per-l'automobile e per la ' meccanizzazione agricola.

Gli impianti sono dominati da una gigantesca torre metallica alla cui cima ondeggia perennemente la fiamma delle scorie di combustibile bruciate; la torre è alta 45 metri, ma sarà presto sostituita da un'altra alta 80 metri, vale a dire la più alta torre del genere esistente in Europa. Fanno corona alla torre della fiaccola le colonne di raffinazione alte 42 metri.

Elemento pittoresco degli impianti sono le tubature che sembrano allinearsi all'infinito in un arabesco fantastico: ben 16 chilometri di tubature aeree antincendio sono disposte nel perimetro della raffineria, senza dire dei 3 km. di tubature sotterranee per fognature e dei 6 km. di tubature sotterranee per aria ed acqua; il tutto fa da contorno all'interminabile fila di serbatoi che si stendono a perdita d'occhio tra il verde della campagna

22 Maggio 2019