L'ANALISI
STORIE DI LIUTERIA
24 Febbraio 2026 - 13:17
CREMONA – L’incontro fra liutai e musicisti è la mission di Casa Stradivari. A questo punta il suo direttore artistico Fabrizio Von Arx: cercare di fare quello che accadde nell’epoca d’oro della liuteria cremonese, quando artigiani e musicisti lavoravano fianco a fianco mentre, nel XVIII secolo, una rivoluzione delle forme musicali costringeva il violino barocco ad adattarsi alle nuove musiche di Vivaldi, Corelli e Pergolesi. Guarda alla storia, Von Arx, per immaginare il futuro. Da qui l’idea di stringere un rapporto di collaborazione con la Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli e il suo sovrintendente, il violoncellista Andrea Nocerino.
In quest’ottica si inseriscono i due concerti fuori abbonamento nella stagione della Concertistica: sabato 28 il violinista Kirill Troussov con la sorella pianista Alexandra Troussova, e il 5 marzo il Trio Debussy. Entrambi gli appuntamenti sono legati all’attività di Casa Stradivari, alla promozione di masterclass dedicate ai giovani e all’idea di far incontrare i talenti dell’archetto con i liutai di domani. «Noi adesso ripartiamo con le residenze artistiche – spiega Von Arx –. Sono sempre più articolate e pensate come momenti di scambio reale. Ogni volta si coinvolgono artisti, giovani musicisti, provenienti anche dal Conservatorio Monteverdi, e i nostri liutai in formazione. Il giorno prima dei concerti, come accade con Troussov, ci saranno incontri e tavole rotonde aperte anche al pubblico nel Ridotto del Ponchielli, dalle 15.30 alle 18.30. È un’occasione per vedere concretamente come un violinista si rapporta al proprio strumento, come prova, come dialoga con chi quello strumento lo costruisce».

Von Arx sottolinea come questi momenti non siano rivolti solo agli addetti ai lavori: «Non vogliamo creare eventi per pochi, ma occasioni di divulgazione musicale. Quando le persone capiscono le dinamiche del suono e dell’interpretazione, la musica classica smette di far paura e diventa una passione».
Dalla collaborazione con il Ponchielli nasceranno così momenti di confronto fra artisti in residenza, giovani del Conservatorio e studenti della Scuola di liuteria, «perché Cremona – aggiunge Von Arx – deve essere consapevole della sua unicità: qui si crea un legame profondo tra chi suona e chi costruisce».
Negli ultimi anni, osserva Von Arx, «si sta assistendo a un fenomeno interessante: i violinisti di oggi guardano sempre di più alla liuteria contemporanea». Se è vero che i grandi strumenti d’epoca – Stradivari, Guarneri, Amati – sono ormai inarrivabili sia per rarità sia per valore economico, questa tendenza è anche frutto di una nuova sensibilità artistica. «Certo, i capolavori del Settecento sono paragonabili a opere d’arte come un quadro di Picasso – commenta il direttore artistico –. Ma ciò che davvero cambia è l’approccio: i musicisti sono in crescita, soprattutto i giovani, e cercano strumenti che rispecchino la loro personalità interpretativa. C’è voglia di sperimentare, di dialogare con i liutai di oggi».

Von Arx racconta come spesso gli artisti in residenza, dopo aver provato strumenti di giovani liutai, rimangano sorpresi dalla qualità: «È una generazione straordinaria. Oggi un violino contemporaneo può esprimere un livello tecnico e sonoro altissimo, perfettamente adatto anche a un concerto solistico. Per chi fa liuteria, è il momento giusto per farsi conoscere».
Uno degli obiettivi di Casa Stradivari è creare, nel tempo, una comunità stabile e interconnessa di artisti e artigiani. «Si sta formando una vera famiglia di artisti – racconta Von Arx –. Alcuni musicisti tornano ogni anno, come Ning Feng o il Trio Debussy, e questo ripetersi del legame con Cremona rende la città un punto di riferimento internazionale».
Dietro questa visione, c’è anche l’idea di ampliare la presenza musicale stabile a Cremona: «Una città come questa – osserva – ha bisogno di musicisti che la vivano pienamente. Un’orchestra, un ensemble, una compagine che lavori qui sarebbe accolta con entusiasmo non solo dai liutai ma da tutta la comunità musicale. Cremona ha tutto: la Stauffer, il Conservatorio, il Museo del Violino. È una vera capitale della musica, e dobbiamo continuare a lavorare insieme per mantenerla viva».
Von Arx guarda con favore anche al progetto del Politeama Stauffer: «È un’iniziativa straordinaria, che ribadisce il rapporto di simbiosi fra musicisti e liutai. Più si creano sinergie di questo tipo, più Cremona cresce come laboratorio musicale e culturale unico al mondo. A mio avviso la forza della città sta proprio nel suo ecosistema musicale unico e facilmente esperibile. Non ha senso farsi concorrenza, ma più senso cooperare per un unico motivo: consegnare al mondo l’immagine e la realtà di Cremona capitale del fare musicale».
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