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DOMENICA 26

Ballottaggio a Crema: «Se sarò sindaco, la prima cosa...»

Bergamaschi: cabina di regìa. Borghetti: via l’Irpef comunale. L’assessore uscente punta sull’organizzazione interna, il medico sugli sgravi contro il carovita

Cristiano Mariani

Email:

cmariani@laprovinciacr.it

20 Giugno 2022 - 08:41

«Se sarò sindaco, la prima cosa...»

Fabio Bergamaschi (centrosinistra) e Maurizio Borghetti (centrodestra)

CREMA - L’azzeramento dell’addizionale Irpef per Borghetti; il coordinamento del lavoro negli uffici comunali per Bergamaschi. Il primo provvedimento con la fascia tricolore addosso? Lo svelano i due pretendenti alla guida della città che, domenica, si sfideranno al ballottaggio. E intanto, entrambi hanno rinunciato agli apparentamenti. Insomma, la squadra proposta al primo turno non si cambia. Anche se, inevitabilmente, i voti incassati dai quattro candidati esclusi dalla seconda tornata dovranno 

IL CENTROSINISTRA


Fabio Bergamaschi, in vantaggio di 11 punti dopo l’appuntamento con le urne di domenica 12, non ha dubbi: «Il mio primo provvedimento sarà di natura organizzativa, volto ad impostare un nuovo metodo di lavoro degli uffici comunali, da mantenere nei prossimi cinque anni. Intendo istituire una cabina di regia permanente dei dirigenti, presieduta dal sindaco, per fare in modo che, con cadenza settimanale, la parte tecnica e la parte politica del Comune possano confrontarsi sull’avanzamento delle azioni per il conseguimento degli obiettivi amministrativi». Insomma, ottimizzare i tempi della pubblica amministrazione. 

Gli assessorati devono operare all’unisono e ogni settore dev’essere consapevole del lavoro altrui per il perseguimento degli obiettivi comuni

«È importante che l’ente comunale si muova sempre coerentemente», sottolinea l’assessore uscente, nella vita funzionario del Consiglio regionale e giunto al termine di un doppio mandato, complessivamente decennale, come titolare dei Lavori pubblici.

«Gli assessorati — entra nel dettaglio — devono operare all’unisono e ogni settore dev’essere consapevole del lavoro altrui per il perseguimento degli obiettivi comuni: ognuno si senta parte di un tutto. È lo stesso metodo che vorrei impostare rispetto al lavoro della maggioranza che mi sosterrà, ma anche con i portatori di interessi. In definitiva — rimarca il portabandiera del centrosinistra (Pd e civiche) — la prima azione sarà di impostare un metodo di lavoro concertativo, che possa rendere possibile il più ampio confronto. Se sarò sindaco, non amministrerò chiudendomi nel mio ufficio. Ma sarà un Comune aperto».

IL CENTRODESTRA


Borghetti, medico ospedaliero di lungo corso, spera invece di poter dare una «boccata d’ossigeno alle famiglie, alle prese con un post pandemia, appesantito dalle bollette impazzite». «Credo che il contesto storico in cui stiamo vivendo — esordisce il radiologo, già volontario del centro vaccinale e appoggiato da FdI, Lega e FI — ci imponga scelte coraggiose, controcorrente. Pertanto, ritengo sia doveroso mandare in pensione l’addizionale comunale Irpef, come già fatto in molti altri Comuni, in modo da irrobustire la busta paga dei cremaschi. A questa misura, che verrebbe chiaramente definita con il prossimo esercizio di bilancio, affiancherei subito altre agevolazioni: penso al taglio del numero dei parcheggi a pagamento. Perché ritengo che la missione del sindaco sia, prima di tutto, alleviare le difficoltà degli amministrati, che ormai sono stritolati dal carovita».

E i mancati introiti? «Ci sarebbero, ma ritengo sia sufficiente ponderare bene le spese, senza il timore di ricorrere a mutui e soprattutto alle sinergie coi privati, almeno nel comparto delle grandi opere. Insomma, spendere bene... per gravare di meno sui cittadini. Magari sacrificando un taglio del nastro, non indispensabile. Ma togliendo dagli statini degli stipendi la dicitura Addizionale comunale... Quella sì che sarebbe una soddisfazione, che vale la fatica di una campagna elettorale».

(con la collaborazione di Dario Dolci)

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