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L'ALLERTA

Siccità, Aipo: «Escursioni sul Po a rischio»

Avviso di cauta navigazione: «In alcuni punti del Grande Fiume profondità sotto al metro: siate prudenti». La motonave Mattei nel Piacentino per salvare la stagione. Ed è nuovo record negativo: -8,24

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

16 Giugno 2022 - 05:25

Siccità, Aipo. «Escursioni sul Po a rischio»

Fiume Po sempre più smilzo

CREMONA - Alle 11 di ieri, la stazione idrometrica dell’Aipo ha segnato un nuovo record storico: fiume Po a -8,24 metri. E nonostante nelle ore successive sia stata registrata una lieve risalita fino al -8,18 del tardo pomeriggio, la situazione resta drammatica. Tanto da spingere l’Aipo ad emettere un avviso di cauta navigazione: «Persistono condizioni idrometriche che hanno generato, all’interno del canale navigabile, in molte località, profondità sotto al metro – avverte l’ente –. Pertanto, si raccomanda il massimo rispetto dei segnali di navigazione posti in alveo e sulla sponda, prestando la massima attenzione».

Avvisi a parte, basta recarsi sulle sponde per rendersi conto che, a valle della diga di Isola Serafini, di barche praticamente non se ne vedono. Al contrario l’area di San Nazzaro risulta quasi un’oasi felice, con la house boat in fase di ultimazione e diversi appassionati che percorrono il tratto fluviale fino a Roncarolo.

«Prima dello sbarramento abbiamo profondità che vanno dai 15 ai tre metri e mezzo – riferisce Federico Molinaro, comandante della motonave Mattei che è stata portata in extremis in terra piacentina per salvare la stagione –. A valle invece arriviamo al massimo agli 80 centimetri. Un incubo e l’unica soluzione è la bacinizzazione».

«SI ATTRAVERSA A PIEDI»

Nella zona di Casalmaggiore c’è addirittura un punto in cui gli esperti assicurano: «Si attraversa a piedi». E nonostante vengano da più parti ribaditi gli appelli alla prudenza, perché nonostante la secca il Po resta insidioso, la sensazione è proprio quella di trovarsi di fronte ad una infinita distesa di spiagge. Che partono addirittura a pochi metri dallo sbarramento artificiale di Monticelli d’Ongina: lembi di terra color ocra spuntano esattamente di fronte alla paratoie. E ieri mattina, quella semi-aperte dalle quali uscivano piccole cascate d’acqua, erano solo due.

«Occorrono interventi in tempi rapidi – torna a dire Meuccio Berselli, segretario dell’Autorità distrettuale del fiume Po che il 21 giugno riconvocherà l’Osservatorio sulla crisi idrica –: invasi e micro-invasi, laghetti, riuso delle acque di depurazione, efficientamento delle reti, irrigazione innovativa, principio di sussidiarietà tra territori. Tutte azioni da attuare ora, non c’è più tempo, rischiamo di restare senz’acqua».

Ne sanno qualcosa i cittadini della Bassa Piacentina che, ormai da giorni, hanno i pozzi privati completamente a secco.

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