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IL FUTURO DELLA SANITÀ

«Nuovo ospedale al top», ora garantisce Moratti

Dea di secondo livello: la vice presidente della Regione fa chiarezza sul «derby» con Mantova. «La struttura di Cremona avrà tutte le specialità necessarie per ottenerlo: priorità ai servizi»

Mauro Cabrini

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mcabrini@laprovinciacr.it

22 Maggio 2022 - 05:20

«Nuovo ospedale al top», ora garantisce Moratti

CREMONA - Uno dei fronti dello scacchiere è già ben definito: gli ospedali di Cremona e di Mantova sono in corsa per ottenere il Dea di secondo livello, con la prima che collega il riconoscimento alla realizzazione del nuovo polo, e quindi potrà ottenerlo non prima di cinque o sei anni, e la seconda che lo avrà semplicemente aggiungendo alla sua offerta sanitaria la specialità di Neurochirurgia, intuibilmente in tempi decisamente più brevi. Sfida a due. Un derby per consolidarsi come riferimento di due territori confinanti che non sono né lontani, né troppo diversi né, soprattutto, sufficientemente popolosi per assicurarsi un doppio bacino di utenza ugualmente adeguato? Così pare.

La vicepresidente di Regione Lombardia e assessore al Welfare Letizia Moratti


Invece, l’altro lato del medesimo scacchiere non è così delineato. Al punto che stanno sorgendo i dubbi e crescono gli interrogativi, gli uni e gli altri legittimi. Sintetizzando: c’è chi pensa, a livello politico e non solo, che alla fine, anche solo considerando le tempistiche, il risultato vedrà Cremona penalizzata rispetto a Mantova. Così, nel pieno del dibattito, già nel vivo di una partita che in tutta evidenza è cruciale per il futuro, fa chiarezza la vice presidente della Regione, e assessore al Welfare, Letizia Moratti. Offre, da subito, una garanzia assoluta: «Il progetto del nuovo ospedale di Cremona prevede la realizzazione di un polo moderno, sostenibile, all’avanguardia. E contempla la presenza di tutte le specialità che potenzialmente assicurano l’assegnazione del Dipartimento di emergenza e accettazione». Che non spetta comunque al Pirellone ma al ministero, a Roma e non a Milano.


Tradotto, fuori dalle virgolette: parlare di derby, nell’ottica della Regione, appare al momento fuorviante. O comunque prematuro. Nel senso che prima di tutto si deve pensare alla costruzione del nuovo Maggiore. E a seguire, se è vero che esiste una normativa che disciplina la concessione del Dea sulla base dei bacini di utenza, e che rispettando quella regola numerica non sarebbe possibile avere due dipartimenti, uno qui e uno al Poma, è anche vero che una volta pronto il nuovo contenitori e nel contenitore i contenuti necessari, si aprirà un’interlocuzione con il ministero che dovrebbe superare gli ostacoli burocratici. Margini ampi, par di capire.

Il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti


Con una ulteriore precisazione: «La concessione del Dea di secondo livello rappresenta comunque un atto formale, un cartello da affiggere all’ingresso — mostra più attenzione alla sostanza che alla forma, la vice presidente della Regione Letizia Moratti —. A noi interessa prima di tutto garantire le specialità per fornire quei servizi ai cittadini, tutelandone così la salute. È quella la priorità e quella la garantiamo. L’ho sempre detto e lo ribadisco ora. Porterà anche all’assegnazione del Dea? Bene. Ma conta più di tutto che Cremona abbia un ospedale nuovo e all’avanguardia». È quel che preme anche al sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti. Al quale sembrano chiari sia l’obiettivo sia il percorso per raggiungerlo. Avviato.


Il percorso, prima: «Che il nuovo ospedale sia sede di un Dea di secondo livello l’ha reso esplicito la vicepresidente Moratti proprio a Cremona e abbiamo tutti considerato quelle affermazioni come un impegno assunto da lei e da Regione Lombardia». E poi l’obiettivo: «Un ospedale nuovo e innovativo richiede contenuti innovativi. Per questo l’Asst si è impegnata nel costruire e a presentare uno strumento di programmazione coerente (Poas) con l’idea che il nuovo ospedale sia un Dea di secondo livello. Regione accompagnerà questa progettazione e darà il via all’istruttoria necessaria. Le istituzioni, e il Comune in particolare, si stanno impegnando insieme per sostenere il percorso del nuovo ospedale, con spirito di collaborazione e consapevoli che questo progetto, accanto a quello di una rafforzata medicina territoriale, è un pilastro dello sviluppo del territorio».


Con il protocollo sul nuovo ospedale, firmato oltre che da Moratti anche dal governatore Attilio Fontana, che fino a prova contraria salda quel patto di collaborazione del territorio con la Regione: «Dopo il primo momento di confronto con Asst e con i sindaci, ne seguiranno altri con altri attori, perché tutta Cremona è e deve essere coesa e compatta nel sostenere la scelta — detta la linea, il primo cittadino —. E nei prossimi incontri chiederemo ulteriori garanzie rispetto al progetto del Dea di secondo livello». Considerando anche come Cremona sia centrale nella fascia sud della Regione «e come abbia dato tantissimo nei tempi della pandemia anche a difesa di altri territori. E ora, proprio per aver un nuovo polo con il Dea, si sta impegnando moltissimo con Asst, Ats, gli enti pubblici e gli altri portatori di interesse. Muoviamoci tutti insieme per una medicina territoriale migliore».

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