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I NODI DELL'ISTRUZIONE

Primaria: insegnanti tagliati, è bufera sul Provveditorato

L’Anief: «Scelta che mette in crisi il modello fino a 30 ore settimanali: così alcune scuole retrocedono in Serie B»

Gianluca Maestri

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redazione@laprovinciacr.it

18 Maggio 2022 - 05:20

Primaria: insegnanti tagliati, è bufera sul Provveditorato

TRESCORE - Diminuisce il numero degli insegnanti ed aumenta il rischio, per molte scuole primarie, di essere costretti a ridimensionare l’offerta formativa sacrificando, ad esempio, i rientri pomeridiani. È la situazione cui, secondo la sezione provinciale dell’Anief - Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, andranno incontro diverse scuole del Cremasco, come quelle facenti capo agli istituti comprensivi di Trescore, Rivolta, Pandino, Crema 1, Crema 2 e Bagnolo, solo per citarne alcuni.

Questo a causa del taglio di oltre trenta insegnanti (risorse allocate poi altrove, alle superiori) effettuato in nome di un progetto di razionalizzazione dall’Ufficio Scolastico Provinciale: un’azione definita dal sindacato «incomprensibile, anche perché non partita dal Ministero». Anief e dirigenti scolastici sono sul piede di guerra perché senza gli insegnanti verrà meno, per molti presidi, la possibilità di continuare a offrire il modello classico «fino a trenta ore settimanali». La problematica si è manifestata nella penultima settimana di aprile quando, a meno di 24 ore dalla comunicazione formale dei docenti perdenti posto alle istituzioni scolastiche, è emersa la drastica riduzione nell’organico della scuola primaria provinciale non paragonabile agli anni precedenti e non ricollegabile — come in altre province, ad esempio quella di Bergamo — a un significativo calo degli iscritti con conseguente flessione del numero della classi.

Biagio Caruso

«Mi sono recato in Provveditorato per avere spiegazioni — dice Biagio Caruso, presidente provinciale di Anief — ma la dirigente Filomena Bianco non ha partecipato all’incontro. Eliminando il tempo-scuola fino a trenta ore settimanali si cancella un modello che da noi esiste da almeno trent’anni e, per di più, è previsto dalla normativa. Se proprio fosse stata necessaria una razionalizzazione, questa sarebbe dovuta avvenire in modo graduale e frazionato nel tempo, partendo dalla prima elementare. In questo modo, dal prossimo anno scolastico certe scuole dovrebbero funzionare a 27 ore settimanali. In Sicilia le primarie sono aperte dalle 8,30 alle 14: è questo che vuole la dirigente Bianco? Lo dica. Dica ai presidi di convocare i collegi docenti ed i consigli d’istituto e di informare i genitori. E i Comuni? Avranno la forza economica di sopperire a queste mancanze?».

Per Caruso un’altra conseguenza dei tagli sarà una scuola divisa in due: una fascia di plessi senza pomeriggi e una dove il tempo-scuola di quaranta ore, un altro dei modelli in vigore, non viene toccato. Insomma, scuole di serie A e scuole di periferia, di serie B. «Noi non ci stiamo — prosegue Caruso — e come Anief attendiamo una risposta dai vertici scolastici della Regione. Proprio alla dirigente regionale chiederemo un intervento per il ripristino dei posti tolti».

Albertina Ricciardi


Contattata telefonicamente, Albertina Ricciardi, dirigente dell’istituto comprensivo di Trescore, commenta così la vicenda: «Nella mia scuola mi è stato dato un organico che non è più di 30 ore ma quello che dico io lo possono dire anche molti altri miei colleghi. Non so darmi spiegazioni perché non è stata fatta alcuna riunione». Non è stato possibile raggiungere la dirigente Bianco.

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