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Area Donna, Lena: «Attenzione ad attacchi strumentali»

Il consigliere regionale: «Mi sembra che sia già partita la campagna elettorale per la Regione. Per l'Asst Cremona è prioritario questo servizio e il tema prevenzione»

Cinzia Franciò

Email:

cfrancio@laprovinciacr.it

21 Aprile 2022 - 18:46

Area Donna, il consigliere Lena: «Attenzione ad attacchi strumentali »

CREMONA - Nel dibattito sul futuro di Area Donna entra il consigliere regionale della Lega Federico Lena che sposta il baricentro della discussione su un livello prettamente politico: «I continui attacchi all’ ospedale di Cremona - e quindi ad una ben identificata realtà di Regione Lombardia sul territorio cremonese - mi portano a pensare che la campagna elettorale per le elezioni regionali 2023 sia partita con largo anticipo. Gli argomenti più disparati “portano acqua al mulino” dei media; mi riferisco alle questioni sindacali sui servizi esternalizzati, a quella del nuovo ospedale (se è utile o meno) oppure all’attribuzione di colpe per la carenza di medici, infermieri eccetera».

E prosegue: «Tra le varie questioni, quella che mi ha colpito maggiormente è quella riguardante l’Area Donna. Il Cancer Center (nelle sue varie declinazioni) è un argomento sempre molto delicato che merita particolare attenzione. Ho raccolto con preoccupazione le segnalazioni che sono giunte alla stampa e durante gli eventi pubblici sul futuro di Area Donna».

Lena sottolinea che «secondo alcune utenti qualcosa è molto cambiato nell’approccio alla cura e nell’accoglienza all’interno dell’area oncologica. Si parla di “alcune” pazienti perché probabilmente «non» abbiamo ritorni da chi è soddisfatto o semplicemente non si lamenta; comunque alcune pazienti si lamentano del venir meno di un ambiente “privilegiato” e “raccolto” insito in Area Donna nel quale si cercava di passare in tranquillità le ore della chemioterapia. Ovviamente i trattamenti vengono comunque fatti ma, secondo queste donne, gli addetti ai lavori sono meno disponibili (in termini di tempo dedicato alla singola persona) rispetto al passato».


Per il consigliere leghista, inoltre, «queste utenti riportano anche che sia infermieri che sanitari si lamentano con i pazienti per la pressione e la mole di lavoro a cui devono fare fronte in questa nuova organizzazione di reparto. Una situazione su cui credo incida l’endemico problema del personale sanitario sotto-organico. Altra questione aperta dalle signore che frequentano l’Area Donna è la scarsa accoglienza dell’ambiente della sala d’attesa di reparto. Anche i tempi di fornitura del servizio (pre, durante e post) chemio sono oggetto di lamentela: perché sembra che si siano allungati, per alcune di molte ore, per altre di tempi più brevi comunque lunghi rispetto al passato».


Secondo Lena, in sintesi, «le lamentele vengono da un approccio diverso tra il passato e la realtà attuale ed è una situazione tipica di quando avvengono le riorganizzazioni». Il consigliere regionale ha chiesto un chiarimento su Area Donna al Direttore generale Giuseppe Rossi. «Un incontro molto significativo dove il Dg mi ha assicurato una serie di punti che vorrei sottolineare:

  1. L’Area donna non è in discussione e il percorso per la prevenzione, diagnosi e cura del tumore alla mammella è e continuerà ad essere centrale all’interno dell’Asst di Cremona e dipartimento oncologico aziendale.
  2. Logistica e spazi dedicati ai servizi di diagnostica, visite ambulatoriali e somministrazione delle terapie orali rimangono invariati al 4° Piano dell’Ospedale.
  3. Unica variante? La somministrazione delle terapie venose, da qualche settimana, viene svolta presso il Day hospital oncologico (stesso piano e a pochi metri da dove veniva svolta precedentemente).
  4. L’équipe multispecialistica che segue le donne con tumore alla mammella è, e continuerà ad essere, la stessa».

Il Dg Rossi ha però anche evidenziato alcune criticità legate al personale: «L’avvicendarsi del personale di radiologia senologica e le norme di prevenzione anti Covid-19, negli scorsi mesi, hanno determinato una riduzione del numero delle prestazioni erogate - spiega Lena -. Ad oggi l’équipe della radiologia senologica diretta dal dottor Matteo Passamonti è composta dalle dottoresse Maria Eugenia di Sabato e Cecilia Cangiotti, la ricerca di nuovo personale è continua».

Ci sono anche soluzioni importanti: «Nel 2021 sono state istituite le Unità Operative di Senologia Radiologica e di Chirurgia Senologica e sono state introdotte nuove metodiche diagnostiche e chirurgiche per migliorare l’accuratezza delle cure. Dal mese di aprile 2022, ad ogni controllo, la paziente seguita dal servizio esce dalla visita con la prescrizione/prenotazione per il controllo successivo. In questo modo, nel tempo, la criticità delle liste di attesa dovrebbe risolversi. 

TRE MACROTEAM MULTIDISCIPLINARI.

Sulla base dell’esperienza internazionale, all’interno dello stesso Dipartimento (Oncologico), sono stati identificati tre macro-team multidisciplinari che si occupano rispettivamente di tumori della mammella, ginecologici-genitourinari; tumori del polmone e testa collo; tumori gastrointestinali.

«A riprova che l’attività dell’Area Donna è in corso, ogni martedì, nella sala riunioni del quarto piano dell’Ospedale di Cremona, un team multidisciplinare allargatissimo discute, uno ad uno, i casi di tumore alla mammella -precisa Lena -. Partecipano oncologi, chirurghi, senologi, radioterapisti, radiologi, anatomopatologi ginecologi, genetisti e case manager. Il mio auspicio è che questa nuova fase sia oggi di “messa a punto” e che in tempi ragionevolmente brevi venga ottimizzata per essere la meno impattante possibile, ma soprattutto che alle donne con problemi oncologici al seno vengano prestate tutte le attenzioni che meritano; così pure per la prevenzione. Ho motivo di credere che questo sia uno degli obiettivi primari per la dirigenza dell’Asst di Cremona».


Il consigliere Lena lancia un monito a chi ha attaccato l'Ospedale di Cremona: «A fronte del dibattito che quotidianamente vediamo sui giornali, bisogna stare attenti per gli attacchi (soprattutto quelli strumentali e proiettati già alla campagna elettorale del prossimo anno) portano ad allontanare i pazienti dall’Ospedale, i quali cercano soluzioni altrove. Nel dubbio, i pazienti cercano sicurezze (vere o presunte) anche se non sempre giustificate ma figlie delle insinuazioni di qualcuno che ha interesse a sminuire e a denigrare il nostro nosocomio, a favore di chi? Un Ospedale con sempre meno pazienti è un Ospedale a rischio declassamento, poi non ci si lamenti se ciò possa avvenire in futuro!»

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