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MASTERPLAN: IL SECONDO PASSO

«Sì, Cremona ci crede», una firma per il futuro

Incontro pomeridiano al Teatro Ponchielli per lo sviluppo dello studio realizzato su input dell’Associazione Industriali da The European House Studio Ambrosetti

Giacomo Guglielmone

Email:

gguglielmone@laprovinciacr.it

15 Aprile 2022 - 05:25

«Sì, Cremona ci crede», una firma per il futuro

CREMONA - «Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile». Arrivano dal cuore antico dell’Italia, da San Francesco d’Assisi, le parole che illustrano il cuore della sfida al futuro che la provincia di Cremona ha lanciato ieri pomeriggio dal Teatro Ponchielli con la nascita dell’Associazione temporanea di scopo (Ats) promossa da Provincia di Cremona, Comuni, associazioni di categoria ed enti (a cominciare dall’Associazione industriali e dalla Camera di Commercio), per lo sviluppo del Masterplan 3C, lo studio realizzato su input dell’Associazione Industriali da The European House Studio Ambrosetti.

Tutto coronato dalla presentazione della frase simbolo dell’iniziativa: «Io ci CRedo». Con la frase di San Francesco d’Assisi ha concluso il suo intervento Lorenzo Tavazzi, uno degli artefici del Masterplan 3C. Tavazzi ne ha riletto i dati alla luce di quel che è accaduto dopo l’avvio dello studio (pandemia, rincaro delle materie prime, guerra) ed ha spiegato perché è arrivato il momento di spingere al massimo l’acceleratore della ripresa attraverso tutti gli ambiti economici nei quali la provincia di Cremona ha margini di miglioramento. Con un occhio ai tumultuosi scenari internazionali e l’altro alle eccellenze produttive, organizzative, della ricerca e dell’innovazione del ‘sistema Cremona’. Saranno loro la locomotiva, il cuore pulsante di aziende che sanno stare sul mercato, creare valore aggiunto, dare un futuro qui ai giovani. Quello firmato ieri, con una sottoscrizione virtuale sancita dalla foto di tutti i rappresentanti degli enti coinvolti in piedi in platea è la «messa a terra» di un piano ambizioso, articolato su una serie di progetti e cantieri, che punta a rilanciare Cremona attraverso il passaggio dalla sorprendente resilienza mostrata dalle imprese durante la pandemia a una strategia territoriale comune che fa leva sulla crescita, sulla competitività, sul coinvolgimento: tre C.

Stefano Allegri, Lorenzo Tavazzi, Gian Domenico Auricchio


Dopo i saluti iniziali del presidente della Provincia, Paolo Mirko Signoroni, Gian Domenico Auricchio, commissario straordinario della Camera di Commercio, che ha posto l’accento sui punti di forza dell’economia cremonese (agroalimentare, siderurgia, meccanica , cosmetica, bioenergie, musica, servizi alla persona) ma anche sulle difficoltà a cui va incontro l’Italia a causa «dell’asimmetria della crisi». «Ma nelle difficoltà — ha spiegato Auricchio — sappiamo dare il meglio». Poi si è entrati nel vivo con il video che illustra punti salienti e finalità del Masterplan 3C, seguito dall’intervento di Stefano Allegri, presidente degli industriali cremonesi. Allegri ha illustrato come si è arrivati a commissionare lo studio, una mossa (Auricchio l’ha definita «geniale») frutto della lungimiranza dell’allora presidente di Assoindustria Cremona, Francesco Buzzella per il quale la platea ha fatto partire un applauso. Poi gli altri due passi: la costituzione dell’Ats e l’avvio dei cantieri. «Anche dopo quello che è capitato nell’ultimo biennio appare uno strumento giusto -. ha detto Allegri -. Siamo ad un traguardo che è anche il punto di partenza di quello che può definirsi il Pnrr del territorio cremonese. Un cronoprogramma di proposte concrete, un progetto sartoriale che si concretizzerà attraverso i cantieri. L’unità è un valore aggiunto che permette di aumentare la competitività, anche nei confronti di province vicine più grandi della nostra. Strategie comuni, brand identitario, team di progetto che si mettono al lavoro. In vista del prossimo traguardo».

La sovrapposizione con le urgenze dettate da quel che accade a livello internazionale è stata trattata da Tavazzi con una serie di dati in chiaroscuro. Molto bene l’export (con un picco sul finire nel 2021), male l’occupazione, in particolare quella giovanile, che porta a conseguenze pesanti, a cominciare da quel 60% dei giovani cremonesi che non vedono il loro futuro nella provincia in cui sono nati (altro dato rilevante, e negativo, è il basso numero di start up). Secondo Tavazzi anche dopo la bufera dell’ultimo biennio le principali competenze-vocazioni della provincia restano un punto fermo. Altro aspetto rilevante è la coincidenza tra i contenuti del Masterplan, i mega trend in atto e i contenuti del Pnrr. Tavazzi ha indicato le cinque azioni fondamentali (colmare il gap a livello di infrastrutture, formare le professioni del futuro, creare il circuito della musica, creare una contaminazione tra agroalimentare, cosmesi e nuovi prodotti, lanciare una strategia integrata di comunicazione delle eccellenze del territorio tramite un brand identitario provinciale) e messo in rilievo come, sulla rete, la parola Cremona continui ad essere associata alle parole «decessi» e «Covid», eredità di una pandemia nel corso della quale Cremona ha perso più imprese rispetto alla media lombarda. Un elemento centrale evidenziato da Tavazzi è la coerenza tra Masterplan e Pnrr: tutte e sei le voci del piano nazionale (digitalizzazione, transizione verde, infrastrutture e mobilità, istruzione e ricerca, inclusione-coesione e salute) trovano riscontri nel documento «cremonese».


I dettagli sono stati descritti da Paolo Rizzi (Università cattolica del Sacro Cuore di Piacenza-Cremona) che, insieme a Ilaria Massari (Reindustria Innovazione), ha moderato l’incontro. L’Ats che nasce oggi — spiega Rizzi — mette a terra 14 cantieri progettuali (comunicazione integrata, pianificazione dell’offerta formativa, potenziare il polo di via Bramante, rafforzare la filiera lattiero-casearia, rilanciare l’agrifood tramite l’attività dei poli universitari, rilanciare la Fiera, favorire gli insegnamenti legati alle nuove attività produttive, rilanciare l’attività turistica, delineare una strategia comune, potenziale il polo dell’innovazione digitale, varare progetti di sviluppo, potenziare la filiera della musica, del suono e dell’acustica, sostenere l’impegno green, favorire un’occupazione di qualità. La stazione è pronta ed ha tutti i binari liberi per altrettanti treni che difficilmente ripasseranno.

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