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VERSO LE ELEZIONI

Crema, candidati a confronto: primo round alla pari

Incontro al San Domenico a cura di Mondo Business e La Provincia in collaborazione con le associazioni di categoria

La Provincia Redazione

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10 Marzo 2022 - 23:42

Crema, candidati a confronto: primo round alla pari

I protagonisti del confronto sul palco del San Domenico

CREMA - Successo per il primo confronto organizzato dal mensile Mondo Business in collaborazione con La Provincia di Cremona e Crema fra i cinque candidati sindaco, che al San Domenico hanno risposto alle domande del direttore Marco Bencivenga e del vice direttore Paolo Gualandris. I candidati si sono misurati sul terreno dello sviluppo economico della città e del distretto, sollecitati anche dalle riflessioni e dalle domande dei presidenti provinciali di Confindustria, Stefano Allegri, Libera Artigiani, Marco Bressanelli, Libera Agricoltori, Riccardo Crotti e Cna, Marcello Parma.

I CINQUE ASSI

Simone Beretta, il centrista demo-cremasco che applica il paradigma delle larghe intese e strizza l’occhio a Cremona. Fabio Bergamaschi, il diplomatico progressista che si presenta all’esame di maturità lontano dall’ala protettrice bonaldiana. Maurizio Borghetti, il profeta del «Dai burdèl che ghe la fèm» che declina in chiave pragmatista il verbo del centrodestra. Manuel Draghetti, duro e puro del Movimento 5 Stelle che sfodera un coraggio da guerriero e una lingua senza peli. Paolo Losco, giacobino contemporaneo che ha unito le forze di sinistra sotto l’egida di felce (verde come il suo credo ambientalista) e martello. Ecco i cinque assi del mazzo della politica cremasca, pronti a contendersi la fascia di sindaco. 

SIMONE BERETTA

Lei ha le sue buone ragioni per candidarsi, ma di fatto spacca il centrodestra. E se dopo le elezioni, qualora l’area del centrodestra dovesse perdere con un margine ridotto, non teme che glielo rinfaccino e le dicano che la sconfitta è stata anche colpa sua?


Beretta non ha tentennamenti e non sembra assolutamente preoccupato da una simile eventualità: «Le logiche politiche non sono più quelle di ieri. Io voglio fare il sindaco, non corro per partecipare e basta. Mi sono candidato per mettere a frutto la mia esperienza e soprattutto per mettermi al servizio della città».

FABIO BERGAMASCHI

Si potrebbe dire che lei, Bergamaschi, è in continuità con la giunta uscente. Vuole essere il figlio politico del sindaco Stefania Bonaldi, oppure avrà una sua autonomia politica? 

«Ammiro Stefania — risponde il 36enne assessore — elemento di valore per il centrosinistra, che può disporre di tante altre persone valide. C’è l’esperienza e il ricambio. Portiamo avanti un progetto politico nuovo con una forte componente civica. Bonaldi sta dando una mano con Crema Lab, e credo sia la prima a non essere interessata a entrare in lista».

MAURIZIO BORGHETTI

Borghetti, qualcuno dice che lei ha iniziato la sua campagna elettorale con l’inizio del Covid. Ma lei continuerà a lavorare se verrà eletto? Ritiene che si potrà governare Crema part time?


Il 63enne medico radiologo dell’ospedale Maggiore di Crema, candidato del centrodestra, non ha mostrato né dubbi né imbarazzo: «Io ho iniziato la mia campagna elettorale oggi alle 12 quando sono andato in pausa. Sono stato una voce durante il bruttissimo periodo del Covid, questo è vero, ma come medico. Se ritengo possibile governare Crema pur continuando a lavorare in ospedale ? Sì, certo. Penso al mio collega dottor Claudio Ceravolo, che è stato pure rivotato».

MANUEL DRAGHETTI

All’inizio due consiglieri, poi uno solo. Il Movimento Cinque Stelle sta vivendo una crisi: si ha la sensazione che rischi l’estinzione. Quanto si aspetta in termini percentuali da queste votazioni?


Manuel Draghetti incassa con nonchalance e ribatte: «Non mi sembra che le altre forze politiche siano messe bene. Rigetto quindi l’idea di una paventata estinzione. Non siamo degli scappati di casa e non faccio pronostici. Proponiamo ai cremaschi una visione di città, un progetto per Crema serio e concreto».

PAOLO LOSCO

Lei ha avuto la capacità e il pregio di unire tutta la sinistra. Ma se poi dovesse vincere il centrodestra, non si sentirebbe un po’ responsabile della sconfitta dell’area progressista ? E poi, si considera un candidato di bandiera?

Il 37enne libero professionista sta al gioco: «Non sono domande cattive — replica Losco —. Di sicuro se fossi un candidato di bandiera non sarei qui. Noi stiamo dimostrando di avere voglia di fare e di avere idee chiare per amministrare questa città. Quanto a una responsabilità per una eventuale sconfitta del centrosinistra voglio ribadire che noi non siamo una sinistra antagonista, ma di governo, che mette al centro le persone e l’ambiente. Abbiamo solo un’idea alternativa di governo della città».

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