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IL FUTURO DI CREMONA

Carletti: "Abbiamo risvegliato la città, il rischio è tornare indietro"

Il presidente del Consiglio comunale: "Servono attenzione e amministratori preparati"

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

30 Gennaio 2022 - 05:05

Carletti: "Abbiamo risvegliato la città, il rischio è tornare indietro"

Paolo Carletti, presidente del Consiglio comunale

CREMONA - Al dibattito in corso sulle colonne de La Provincia sul futuro di Cremona si aggiunge un’altra voce dal Consiglio comunale dopo quelle, in parte già registrate, dei capigruppo dei principali partiti cittadini: è quella, autorevole, del presidente dell’assemblea cittadina Paolo Carletti. Avvocato, 43 anni, al momento della sua elezione allo scranno più alto del Salone dei Quadri aveva spiegato: «Sono socialista libertario e come tale eserciterò il mio mandato. Non rinuncerò ad essere partigiano, ma con la consapevolezza che anche le opinioni più lontane dalle nostre hanno gli stessi diritti».

Presidente del Consiglio comunale della città di Leonida Bissolati, Paolo Carletti è uno storico militante socialista: quanto deve Cremona nella sua storia a questa tradizione politica?


«Se mi definisce militante storico mi fa sentire vecchio, a parte gli scherzi ritengo che i socialisti a Cremona siano stati protagonisti di cicli amministrativi splendidi, sia nei primi anni del Novecento che poi, nel dopoguerra e negli anni ‘70 e ‘80. Cremona ha sempre potuto contare su uomini e donne tanto preparati quanto brillanti e questo ha fatto crescere la nostra città».

E guardando al futuro, cosa può ancora dare alla città?


«Lo spirito pragmatico, lungimirante e schietto è il profilo tipico degli amministratori socialisti. Credo che siano caratteristiche buone per ogni tempo». 

 Penso che Cremona possa diventare una splendida passeggiata, ma ha bisogno di aree pedonali e pavimentazioni di pregio

Quali scenari e quali rischi nel futuro per Cremona?


«Il rischio è quello di invertire la rotta e vedere una città piegarsi su se stessa. Le amministrazioni Galimberti fino ad ora, pur con qualche criticità mai nascosta, sono riuscite a risvegliare la città e da qui dobbiamo ancora crescere tanto, non possiamo certo permetterci di invertire la marcia proprio adesso. Leggere esponenti del centro destra e di associazioni di categoria parlare di città bomboniera e intanto chiedere il libero passaggio delle auto nel centro storico è curioso. Io penso che Cremona possa diventare una splendida passeggiata, ma per diventarlo ha bisogno di aree pedonali e pavimentazioni di pregio. I negozi che funzionano sono in area pedonale e fortunatamente le giunte Galimberti hanno avuto la mia stessa idea. Aggiungo: è possibile che il centro storico di Cremona in un versante si chiuda con l’abside del Duomo? Con il recupero di Palazzo Grasselli i portici di via Platina e le splendide strade di quel comparto potrebbero essere una scommessa per il futuro sviluppo del nostro cuore cittadino. Si è lavorato benissimo sul comparto Fiume e credo che i progetti lungimiranti portati a termine, ci faranno negli anni prossimi ottimi frutti. L’università la liuteria e l’agroalimentare di eccellenza ci possono far diventare una città europea connessa con i migliori».

Quali scelte sono necessarie con quali priorità?


«La città ha bisogno di attenzione da parte di amministratori preparati e affidabili e contiamo che riconoscano, anche al termine del ciclo Galimberti, gli amministratori di centrosinistra come i più affidabili cui consegnare la guida dell’amministrazione».

Il prossimo anno finisce il secondo mandato del sindaco Galimberti: quale impronta ha dato alla città? E cosa lascia? Un bilancio.


«Galimberti è cresciuto come sindaco e conseguentemente sono cresciute negli anni le soddisfazioni amministrative, quello che lascerà sarà una città pronta ai migliori appuntamenti con il futuro, quanto di meglio si potesse sperare».

La domanda allora dovrebbe essere: Vede esperienze simili? E la risposta sarebbe: No, non ne vedo

Nel 2023 torneranno ad essere protagonisti nel centrosinistra i partiti oppure proseguirà la scelta del civismo?


«Ma vede, io ho una gran stima degli elettori e di quelli cremonesi in particolare modo. Un’esperienza civica non la si inventa altrimenti gli elettori non la votano: le proposte civiche dirette dai partiti sono civismi posticci. Nasce invece dalla società in modo spontaneo e spesso si lega ad una figura che riesce a far sintesi dello spirito del gruppo al punto da diventarne perno imprescindibile. Gianluca nasce così: come guida di Partecipolis, un’esperienza che già camminava con gambe proprie ben prima che Galimberti si interessasse di politica. Questa esperienza ha ottenuto lo splendido risultato di risvegliare Cremona e di darle un futuro, credo che fosse proprio il fine ultimo di chi ha dato vita a quell’esperienza. La domanda allora dovrebbe essere: Vede esperienze simili? E la risposta sarebbe: No, non ne vedo».

Quale il ruolo del Consiglio comunale nell’indirizzare le scelte che riguardano la città?


«In questi anni il Consiglio comunale è stato al centro del dibattito come mai prima: dalla pandemia alla Fiera, dall’ospedale ad ogni altro tema di eccellente rilevanza. Anche fuori dalle proprie strette competenze il Consiglio è stato coinvolto o in adunanza plenaria o in ufficio di presidenza dei capigruppo e non ricordo che il sindaco abbia mai rifiutato un confronto con i capigruppo, anzi, ne ha sempre richiesti».

Cent’anni fa Farinacci occupava militarmente palazzo Comunale, abbiamo pensato di rivivere quegli anni con gli studenti

La sua presidenza del Consiglio comunale ha sempre avuto un’attenzione ai valori dell’antifascismo e alla loro trasmissione ai più giovani


«Cent’anni fa Farinacci occupava militarmente palazzo Comunale, abbiamo pensato di rivivere quegli anni con gli studenti. Inviteremo tutte le scuole secondarie di secondo grado a Palazzo per una lettura ragionata degli atti del Consiglio comunale dell’epoca. Speriamo che l’iniziativa interessi tanti insegnanti, cerchiamo di dare il nostro contributo anche così alla crescita della nostra comunità».

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