Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CORONAVIRUS: LA PREVENZIONE

Covid, i pediatri si mobilitano e «adottano» le scuole

Sinergia tra medici, Ats e istituti per garantire screening e attività informativa

Elisa Calamari

Email:

redazioneweb@laprovinciacr.it

17 Gennaio 2022 - 09:16

Covid, i pediatri si mobilitano e «adottano» le  scuole

CREMONA - Si chiama «Adotta una scuola» ed è una delle nuove strategie messe in campo da Regione Lombardia per gestire l’emergenza Covid fra gli alunni e il personale docente: prevede tamponi di screening, ma anche attività informativa. L’iniziativa nasce da una stretta collaborazione tra Ats, pediatri, scuole primarie e secondarie di primo grado, coordinate dalla direzione generale Welfare che annuncia tutte le azioni puntualizzando che sono «su base volontaria» da parte dei pediatri stessi. Si parte con l’effettuazione dei tamponi antigenici da parte dei pediatri presso il proprio ambulatorio, a favore dei minori in carico per casi sintomatici, chiusure isolamento e chiusure quarantena.

ADOTTA UNA SCUOLA

«Le Ats si impegnano – fa sapere inoltre la Regione – ad una azione di promozione presso le amministrazioni locali per l’utilizzo di spazi pubblici limitrofi agli ambulatori dei pediatri». Con ‘Adotta una scuola’, invece, un pediatra (o più di uno per le scuole e i plessi più grandi) può letteralmente ‘adottare’ una scuola nei mesi di gennaio, febbraio e marzo secondo la seguente proposta: «I pediatri forniscono il loro supporto all’interno della scuola, con presidi settimanali, attraverso l’esecuzione di tamponi per gli alunni e consulenza e informazioni a favore del personale scolastico – continua la direzione Welfare di Regione Lombardia –. I pediatri che intendono aderire comunicano all’Ats la propria disponibilità (minimo 3 ore consecutive a settimana in un’unica giornata presso la sede di un istituto comprensivo individuato). Le Ats supportano e facilitano il coordinamento delle attività tra pediatri e istituto comprensivo e, tramite il ‘Portale scuola’, garantiscono l’emissione di provvedimenti di quarantene e di sorveglianze. Le Asst possono collaborare mettendo a disposizione negli istituti più grandi personale infermieristico di supporto, in particolare infermieri di famiglia. Il pediatra, in raccordo con la direzione scolastica e Ats, definisce tempi e modi per offrire il servizio di testing e di counselling per le seguenti categorie: sorveglianza T0 e T5; rientro quarantene; eventuali casi sintomatici riscontrati». L’attività più burocratica di registrazione dell’esito dei tamponi resta invece a carico di personale amministrativo di Ats e dell’istituto comprensivo, che provvede anche all’eventuale convocazione degli alunni che necessitino di essere testati. Infine, è stata regolamentata la partecipazione dei pediatri alla campagna vaccinale sia all’interno dei loro ambulatori, sia presso gli hub vaccinali regionali.

Giovanni Fasani, decano dei pediatri cremonesi

I DUBBI SULLE ADESIONI

Giovanni Fasani, decano dei pediatri cremonesi, commenta: «Mi sembra un progetto molto articolato e sicuramente con risvolti positivi. Il dubbio che resta è sulle effettive adesioni che potranno esserci. Come incentivo, però, c’è il fatto che la partecipazione all’iniziativa ‘Adotta una scuola’ e all’esecuzione di tamponi in studio varranno come adesione al progetto di ‘Governo clinico’ 2022». I pediatri partecipanti infatti non avranno obbligo di aderire ai piani di ‘Governo clinico’ che verranno inseriti nell’Accordo integrativo regionale per la pediatria di famiglia e dunque aderendo non verranno ulteriormente gravati. «Se la partecipazione a questa proposta sarà alta sia da parte dei pediatri che da parte delle scuole – continua Fasani –, penso dunque che potrà trattarsi di una misura significativa». Il pediatra cremonese, che attualmente è in pensione, aggiunge che è però fondamentale che tutte le parti chiamate in causa si siedano attorno ad un tavolo anche a livello locale: «Un conto è il progetto sulla carta, un conto fare in modo che funzioni nel concreto. Anche perché ci saranno, immagino, anche precise responsabilità. C’è poi l’aspetto informativo, ad esempio sul vaccino, ma credo che la maggior parte dei professionisti già se ne occupi con le famiglie. Io stesso, pur non esercitando più, quando interpellato cerco di farlo affrontando anche i discorsi dell’etica genitoriale ed etica sociale. Infine, per far funzionare il progetto, non si deve dimenticare che servono risorse economiche ma anche e soprattutto umane».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400