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CORONAVIUS. LA SCUOLA

Il Covid chiude le elementari di Sesto: 200 alunni a casa

La direzione dell’istituto comprensivo Cremona 5 corre ai ripari: tanti i bambini contagiati

Luca Ugaglia

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redazione@laprovinciacr.it

17 Gennaio 2022 - 05:20

Il Covid chiude le elementari di Sesto: 200 alunni a casa

La misurazione della temperatura a scuola

SESTO CREMONESE - Oggi vacanza «forzata» per gli alunni delle scuole elementari di Sesto. Circa duecento in tutto, provenienti anche da Spinadesco e Acquanegra. Merito, anzi colpa del Covid, che con la sua famigerata variante Omicron ha contagiato tanti di loro costringendo la direzione dell’istituto comprensivo Cremona 5 a correre ai ripari.

Il dirigente Francesco Camattini sabato ha deciso quindi di chiudere solo un giorno (almeno si spera) la primaria di viale Sacchi avvisando subito le famiglie. Papà e mamme, che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano entrambi, hanno dovuto così pensare al cosiddetto «piano B»: quello di trovare nonne, tate o aiutanti di fortuna per accudire i figli.

In più i genitori degli alunni che hanno in classe compagni positivi, dovranno fare eseguire il cosiddetto tampone zero ai loro figli che, solo se sarà negativo, nel rispetto delle indicazioni regionali, potranno tornare sui banchi di scuola.

La decisione del preside è stata condivisa dal sindaco Carlo Vezzini e dai suoi colleghi dei paesi vicini Roberto Lazzari di Spinadesco e Oreste Bricchi di Acquanegra.

«Sono stato avvisato sabato pomeriggio dal dirigente – conferma il primo cittadino – purtroppo alla nostra Primaria si è registrata una preoccupante impennata di casi positivi e per frenare il possibile dilagare dei contagi è stato preso questo provvedimento, che io e i colleghi abbiamo condiviso perché giustificato da valide ragioni di cautela, precauzione e prevenzione; il problema, purtroppo, è legato ai tempi, nel senso che i ragazzi che devono fare il tampone non si rivolgono all’Ats ma alle farmacie che in questo periodo sono oberate di lavoro proprio per il carico pesante e pressante delle richieste; da qui la scelta di chiudere lunedì per permettere a tutti gli alunni interessati di farlo in tempo perché proprio per il numero cospicuo di richieste non è detto che la prenotazione e l’esame avvengano in tempi rapidissimi e se non si ha per tempo il risultato non si può rientrare».

Prosegue Vezzini: «Il disagio dovrebbe essere limitato ad un giorno solo anche perché c’è una direttiva del ministero che invita a non chiudere se non è strettamente necessario. Siamo consapevoli dei problemi che queste criticità creano alle famiglie e ci dispiace molto, ma ripeto: la decisione del direttore è ampiamente condivisibile per evitare che dei positivi asintomatici vadano a scuola con tutti i rischi annessi e connessi».

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