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CORONAVIRUS. LA SCUOLA

Covid, all'Einaudi 25 prof assenti. Ora le famiglie vogliono la Dad

La preside: «È una situazione al limite. Cerchiamo di sostituire i docenti senza far perdere ore e contenuti»

Nicola Arrigoni

Email:

narrigoni@laprovinciacr.it

17 Gennaio 2022 - 05:30

Covid, all'Einaudi 25 prof assenti. Ora le famiglie vogliono la Dad

CREMONA - «È un continuo fare e disfare, non stanno più neppure nella pagina dell’agenda» dice Federica Gaboardi, collaboratrice della preside dell’Einaudi, mentre trascrive i nomi dei docenti assenti e cerca di ricostruire il puzzle di una situazione difficile da sostenere a lungo.

«Sono 25 i docenti assenti e a questi bisogna aggiungere otto membri del personale Ata, un’altra questione delicata. Senza Ata ne va della sicurezza e delle azioni di sorveglianza sulle diverse sedi della scuola — commenta la preside Nicoletta Ferrari —. Stiamo facendo i saldi mortali per non interrompere il servizio, ma anche per dare un servizio scolastico che sia degno di questo nome e non semplicemente per fare da assistenza e sorveglianza ai ragazzi».

Ed in merito le fa eco Gaboardi spiegando che: «nel limite del possibile cerco di mettere insegnanti della stessa classe a sostituire i colleghi, oppure della stessa disciplina, per far sì che pur cambiando docente, i ragazzi non rimangano indietro con il programma. Bisogna cercare di non limitarci a sorvegliare le classi, ma offrire loro la possibilità di proseguire nelle attività didattiche, anche con docenti che non sono i loro. La disponibilità dei colleghi a scuola c’è, si lavora per il bene dei ragazzi, poi quando tutto sembra quadrare, arriva il caso positivo inatteso o la malattia improvvisa e il piano che hai appena progettato salta e bisogna ricominciare da capo».

«Non tutti i 25 docenti assenti lo sono per problematiche inerenti al Covid, ma ciò non consola — prosegue la preside —. Ciò consola solo parzialmente, perché la necessità di offrire un servizio di istruzione degno di questo nome permane e stiamo facendo tutto il possibile per non disattendere a quella che è la funzione dell’istituzione scolastica: educare e istruire».

Ma non è questa l’unica incertezza nell’ambito della gestione della crisi pandemica, ai problemi organizzativi si affiancano quelli legati alla gestione e alle fragilità di una comunità di ragazzi in formazione. Che le ferite lasciate dalla pandemia siano destinate a persiste a lungo, non è una novità, e lo si dice pensando non solo ai sintomi diretti della malattia in sé, ma alle conseguenze che la situazione che i ragazzi stanno vivendo da due anni.

LE FAMIGLIE E GLI STUDENTI CHIEDONO LA DAD.

«Se l’anno scorso il demone sembrava essere la Didattica a distanza come negazione della scuola e della relazione in ambito scolastico ora mi ritrovo a far fronte a una richiesta esponenziale di attivazione della Dad da parte di studenti e famiglie — afferma preoccupata la preside —. La norma mi permette di attivare la dad per singoli studenti su richieste motivate e certificate come un caso di positività e di quarantena. La ratio dell’amministrazione scolastica è quella di mantenere le attività in presenza il più possibile. L’incognita con cui, oggi, ci traviamo a fare i conti è quella della paura. Sempre più spesso i ragazzi e i loro genitori mi chiedono di attivare la Dad per paura e senza gli estremi che renderebbero la cosa normata dalla legge. C’è il timore di essere contagiati da questa nuova variante e, anche comprensibilmente, i genitori vogliono tutelare i loro figli facendoli rimanere a casa».

Mentre Nicoletta Ferrari descrive la situazione il tono di voce oscilla fra un senso di impotenza e la voglia di incoraggiare i ragazzi a non mollare e a non rinunciare alla possibilità di stare in aula con i loro compagni: «Oggi più che mai a dominare è la paura e l’incertezza, insieme alla stanchezza per una situazione che sta mettendo a dura prova tutto il sistema, non solo scolastico», conclude la preside dell’Einaudi scuola complessa con tanti corsi, quasi un migliaio di ragazzi e un’utenza che arriva un po’ da ogni dove. 

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