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Parte l’Agenzia dell’Abitare. Il primo passo nell’Oglio Po

Una nuova forma di gestione di edifici comunali e dell’Aler. L’incontro tra politiche edilizie e sociali

Davide Bazzani

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06 Gennaio 2022 - 05:15

Parte l’Agenzia dell’Abitare. Il primo passo nell’Oglio Po

Un edificio di proprietà dell’Aler a Casalmaggiore

CASALMAGGIORE - Gettare le basi per la costituzione dell’Agenzia dell’Abitare. Questo uno degli obbiettivi per il 2022 dell’Ambito territoriale Oglio Po, che comprende 27 Comuni: 17 nel sub-ambito di Casalmaggiore e 10 nel sub-ambito di Viadana, un’area in cui risiedono — al primo gennaio dello scorso anno — 81.981 persone. L’idea è, con la stesura del «Piano Triennale dei Servizi pubblici», di definire entro la fine dell’anno una «programmazione a lungo termine di politiche abitative capaci di far dialogare pubblico e privato, creando un sistema dinamico, aperto, che incoraggi collaborazioni e condivisioni di progetti a più livelli, con la progettazione di un sistema di edilizia sociale che promuova rigenerazione urbana e contestualmente la crescita dei beni relazionali, ove le persone stanno insieme, perché, così, è dimostrato è più facile risolvere le problematiche, che sono uguali per tutti».

PUNTO DI RIFERIMENTO

L’Agenzia dell’Abitare rappresenterebbe «un punto di riferimento per la programmazione e la gestione delle politiche abitative e di supporto ai cittadini, alle realtà non profit e profit attive nel settore, agli enti pubblici» come servizi comunali e Aler. L’obiettivo principale del progetto è quello fronteggiare le problematiche di accesso, integrazione e benessere di singoli, nuclei famigliari e comunità rispetto al tema dell’abitare. Argomento che si pone infatti come trasversale alle diverse aree di bisogno e l’esistenza di un numero consistente di attori che se ne occupa rende necessario creare un vero e proprio luogo di raccolta dei diversi punti di vista e istanze, punto di incrocio tra domanda e offerta, da parte del settore pubblico e privato. Il progetto ha l’obiettivo di «avviare un percorso di armonizzazione delle politiche abitative con le politiche sociali», collegandosi alla capacità di generare coesione sociale all’interno delle comunità, «e in particolar modo in quelle dove la casa ha un elevato impatto sociale e pubblico».

Si ritiene essenziale «proseguire l’obiettivo di facilitare la transizione abitativa, attraverso la costruzione di una rete territoriale, in un circuito integrato che permetta di implementare interventi di accompagnamento dei nuclei familiari da una modalità abitativa a un’altra al migliorare delle condizioni economiche degli stessi. Per la costruzione di una politica abitativa che sappia porre le basi per l’uguaglianza sociale è necessario addivenire ad un ‘patto per l’abitare’ che chiami a discutere e a operare con la rete dei soggetti pubblici e privati del territorio che più e meno formalmente si occupano di disagio abitativo, promuovendo spazi di lavoro comune con gli operatori dei servizi sociali, favorendo l’utilizzo di spazi sociali abbandonati e includendo le realtà sociali impegnate nella lotta all’emergenza abitativa e al contrasto alla povertà. L’obiettivo più ampio è quello di omogeneizzare su tutto il territorio Oglio Po regolamenti, misure, interventi e servizi».

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