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CREMONA

Derubati in casa da due finti "angeli del soccorso"

Fuga di gas simulata, poi razzia di gioielli e argenteria. L'anziana coppia vittima del furto: "Vogliamo mettere in guardia la popolazione"

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

07 Dicembre 2021 - 05:00

Derubati in casa da due finti "angeli del soccorso"

CREMONA - La scusa: «Devo leggere il contatore dell’acqua». Poi, all’improvviso, le urla: «C’è una fuga di gas, c’è una fuga di gas, aprite che qui scoppia tutto». E loro, marito e moglie, 83 anni ciascuno, spaventatissimi, hanno aperto la porta a quell’uomo «vestito più o meno come un vigile del fuoco». In cucina, un forte odore di gas, gli occhi che bruciano, la gola irritata. E, per casa, «forti scoppi». Caos, confusione e terrore. Poi è arrivato quell’altro «in divisa: giubbotto blu e la scritta Polizia locale sopra il taschino». Quei due, travestiti da pompiere e vigile, erano vigliacchi ladri professionisti: hanno fatto piazza pulita di argenteria e gioielli di famiglia custoditi in cassaforte. «Entrambi sui 50 anni, robusti, carnagione chiara, accento italiano, parlavano perfettamente l’italiano. Il loro modo è stato vigliacco, miserabile», spiega il manager in pensione che per lavoro ha girato il mondo. Persona accorta: «Non apro mai a nessuno, ma sentire gas, ‘scoppia tutto’, le esplosioni». L’anziano racconta l’incubo vissuto con sua moglie il 25 novembre scorso, giovedì, «perché non succeda ad altre persone, per metterle in guardia». Sul maxi furto messo a segno verso le dieci del mattino in una villa in viale Po, sta indagando la polizia.

IL TRANELLO

«Uno ha suonato il citofono. Siccome non lo conoscevo, io non apro mai a nessuno. Si è messo ad urlare ‘Acqua, acqua’. I contatori sono all’esterno dell’abitazione, dove c’è la centrale termica. Poiché ogni tanto vengono a leggere i contatori, io ho aperto il cancello e l’ho fatto entrare - racconta il padrone di casa -. È andato verso i contatori. Dopodiché si è messo a bussare alla porta d’ingresso, a suonare il campanello, gridando: ‘C’è una fuga di gas, c’è una fuga di gas, aprite che qui scoppia tutto’. Mi ha detto: ‘Il suo vicino ha collegato il tubo del metano con il tubo dell’acqua, c’è tutta l’acqua piena di gas. Ho aperto il rubinetto della cucina e subito ho sentito un odore di gas che mi ha preso la gola e gli occhi. Non so se abbiano spruzzato bombolette, fatto sta che io ho creduto veramente che uscisse del gas da non respirare, da non poter tenere gli occhi aperti. E così mia moglie. Appena entrato, ha staccato tutte le spine degli elettrodomestici, perché ha detto che scoppiavano. Ha staccato anche la spina del telefono. Ha chiuso i due telefonini. Ha cominciato a farci rimbambire. Già, quel gas ci ha come narcotizzati: mia moglie ed io eravamo lì come due zombie a fare le cose che volevano».

IL COMPLICE

Quindi è apparso il sedicente agente della Polizia locale. «È entrato, perché avevamo aperto anche tutte le finestre. Vedendo che era un agente della Polizia locale, eravamo ancora più convinti che stessimo facendo il giusto - prosegue l'anziano -. Ci hanno chiesto se avevamo dell’argento, del nichel. Noi avevamo l’argenteria sparsa per casa. Hanno detto: ‘Bisogna metterla nei sacchi per isolarla, perché sennò esplode’, dopodiché c’è stata una esplosione tremenda in casa. Noi eravamo convinti che quei due stessero agendo per il nostro bene. Hanno preso tutto e infilato nei sacchi. A mia moglie hanno detto: ‘Al suo vicino è scoppiata la cassaforte, perché quello che c’era dentro l’ha fatta scoppiare. Bisogna che apra la cassaforte e metta subito tutto in un sacchetto di plastica da infilare nel frigorifero’. Mia moglie, poverina, ha subìto anche questa umiliazione. Come un agnellino, ha preso tutti i suoi gioielli, alcuni erano i ricordi di sua madre, li ha messi in un sacchetto di plastica dentro il frigorifero».

IL DUBBIO E LA FUGA

«Uno mi ha detto: ‘Adesso tutte le banconote devono essere messe sul tavolo’. Lì ho avuto uno sprazzo. Le banconote cosa c’entrano? La cosa non mi ha convinto. Comunque, come uno zombie sono andato giù, in lavanderia, e ho aperto i rubinetti. Non sapevano che giù c’era un telefono. Ho chiamato mio figlio. Gli ho detto: ‘Qui sta succedendo non so che cosa, la casa piena di gas, l’argento’. Mio figlio ha capito immediatamente, ha lasciato il lavoro. ‘Arrivo subito. Chiamo la Polizia’. Mi avevano mandato giù apposta. Sono tornato su. Mia moglie era disperata, in lacrime: ‘Hanno portato via tutto’». I vigliacchi erano già scappati.

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