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CASALMAGGIORE

Punto Nascita, giudici colpiti dai due parti lungo la strada

Il Consiglio di Stato si è riservato di decidere. Resta aperto uno spiraglio

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

02 Dicembre 2021 - 17:15

Punto Nascita,  giudici colpiti dalle due nascite lungo la strada

CASALMAGGIORE - Nessuna decisione da Roma, ma forse si apre uno spiraglio per il Punto Nascita dell'ospedale Oglio Po perché i giudici del Consiglio di Stato si sono riservati di decidere. C'è ancora un po' di tempo per sperare, insomma.

Oggi, infatti come previsto, si è svolta a Roma presso il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, sezione III, avanti al collegio giudicante presieduto da Franco Frattini, ex Ministro degli Esteri e commissario europeo, l'udienza pubblica di merito sul ricorso presentato da 20 Comuni dell'area Oglio Po, rappresentati dall'avvocato Gabriele Pafundi, contro Regione Lombardia, rappresentata dall'avvocato Maria Emilia Moretti, ma in udienza dalla domiciliataria dello Studio Legale Manzi e associati di Roma, il Ministero della Salute, Comitato Percorso Nascite Nazionale, ATS Valpadana e ASST Cremona.

SENTENZA IMPUGNATA. I Comuni della zona Oglio Po, com'è noto, hanno impugnato la sentenza del TAR di Brescia che ha respinto il loro ricorso contro l'annullamento della delibera di Giunta Regionale XI/267 del 28 giugno 2018 nella parte in cui dispone la cessazione dell'attività del punto nascita dell' Ospedale Oglio Po, nonchè dei pareri del comitato percorso nascite nazionale negativi sulla deroga del punto nascita, nonchè di tutti gli atti inerenti e conseguenti.


"Nell'udienza di discussione - riferisce il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni - si sono posti in evidenza gli ultimi due episodi di nascita lungo la strada, che hanno molto colpito il collegio dei giudici, si è dunque posto l'accento sul principio di precauzione. Ovviamente al termine dell'udienza, il collegio giudicante si è riservato. Non è possibile quantificare la tempistica di scioglimento della riserva, di solito almeno 30/40 giorni, e sapere se si andrà direttamente alla decisione definitiva, anche perché non si può nemmeno escludere la possibilità che i giudici dispongano di una ulteriore istruttoria, dato che l'approccio dogmatico di applicazione del DM 70/2015 viene ripetutamente superato dalla realtà dei fatti". Insomma, non resta che attendere. Ma la porta non è ancora chiusa. 

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