Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CASALMAGGIORE

Partorisce in auto prima di raggiungere l'ospedale

La trentenne di Casalmaggiore non è riuscita ad arrivare a Cremona. Mamma e bimbo stanno bene. Si riapre il dibattito sulla chiusura del Punto Nascita

Davide Bazzani

Email:

redazione@laprovinciacr.it

05 Novembre 2021 - 06:00

Partorisce in auto prima di raggiungere l'ospedale

SOLAROLO RAINERIO - Non fa in tempo ad arrivare all’ospedale Maggiore di Cremona e partorisce sulla sua automobile. Protagonista del particolare evento, per fortuna con il lieto fine, una giovane donna di Casalmaggiore, 30 anni. Il fatto è avvenuto poco prima delle 14.30 di ieri.

A quanto si è appreso, la giovane, accompagnata dal marito che si trovava alla guida della vettura, si stava recando in ospedale a Cremona perché aveva avvertito i segni più importanti che preannunciano l'effettivo inizio del travaglio, con le prime contrazioni. La situazione ha però subito una accelerazione dei tempi. Giunta a Solarolo Rainerio, mentre l’automobile percorreva la provinciale Giuseppina, non lontano dall’incrocio per la provinciale 60 che conduce a Gussola, alla donna si sono rotte le acque e il bimbo, un maschietto, è nato.

NELL'ABITACOLO DELL'AUTO. Si possono solo immaginare i momenti concitati vissuti all’interno di quell’auto. Nel frattempo il marito della donna ha chiamato il 118 che ha inviato sul posto un’autoambulanza, fortunatamente abbastanza vicina vista la presenza di una postazione a San Giovanni in Croce, e l’auto medica. Quando i soccorritori sono arrivati sul posto, la nascita era già avvenuta. Alla signora sono state prestate le prime cure e sia lei che il bimbo sono stati condotti in autoambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Cremona in codice giallo. Alle 15.25 l’ingresso in ospedale. L’autoambulanza è stata scortata a Cremona da una pattuglia della polizia stradale di Casalmaggiore, che era giunta a Solarolo, avvertita dal 118, prestando la massima assistenza. Mamma e bimbo sono in buone condizioni.

nascita

DA TRE ANNI PUNTO NASCITA CHIUSO. Tutto è bene quel che finisce bene, ma è inevitabile anche riflettere sul fatto che si è verificato quanto si è sempre temuto, dopo la chiusura del punto nascita all’ospedale Oglio Po di Casalmaggiore avvenuta il 31 ottobre 2018: una donna di Casalmaggiore non ha potuto partorire nel «suo» ospedale, a due passi da casa, com’era sempre avvenuto per migliaia di donne, sino a tre anni fa. La distanza di Casalmaggiore da Cremona si è rivelata eccessiva per casi di questo tipo. E se le condizioni meteorologiche, ad esempio una forte nebbia, non avessero consentito soccorsi tempestivi? Inevitabile farsi anche questa domanda.

ATTESA LA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO. Ora le attese, rinnovate alla luce di quanto avvenuto ieri, sono riposte nella decisione che è chiamato a prendere a breve il Consiglio di Stato. Giovedì 2 dicembre alle 9 a Roma si terrà infatti l’udienza pubblica di merito per discutere del ricorso del 2020 che venti Comuni del Casalasco-Viadanese avevano presentato contro la sentenza del Tar a loro sfavorevole rispetto, appunto, alla decisione di chiudere il punto nascita dell’Oglio Po. Con il ricorso al Consiglio di Stato gli enti locali hanno chiesto di annullare la sentenza del Tar di Brescia, emessa il 14 maggio 2019, con cui venne respinto il ricorso per l'annullamento della delibera della giunta regionale con cui veniva decisa la chiusura del punto nascita. Tra i motivi portanti del ricorso c’è proprio la considerazione che da Casalmaggiore «servono almeno 45-50 minuti di tempo per giungere all’ospedale di Cremona». Troppi, in casi come quello di ieri.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400