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La lezione del direttore Fao: «Così nutriamo il mondo»

Qu Dongyu agli studenti della Facoltà di Scienze alimentari: «Non bla bla bla, ma concretezza. A Cremona eccellenze gastronomiche»

Massimo Schettino

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mschettino@laprovinciacr.it

05 Novembre 2021 - 09:03

La lezione del direttore Fao: «Così nutriamo il mondo»

CREMONA - «La nostra storia è un piccolo fiume che sfocia in un grande mare. Che attende voi giovani». Così si è rivolto agli studenti della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali il direttore generale della Fao, il cinese Qu Dongyu, collegato da Roma in video con l’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. A seguire la sua lectio magistralis al campus di Santa Monica tanti studenti, provenienti da tutto il mondo, il suo vice Maurizio Martina, l’ambasciatore Giorgio Marrapodi, direttore generale per la Cooperazione allo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, il preside della Facoltà Marco Trevisan, Lorenzo Morelli, direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie alimentari per una filiera agro-alimentare Sostenibile (DiSTAS) e Francesca Pisaneschi, rappresentante degli studenti.

CIBO E ALIMENTAZIONE: LE SFIDE

Il direttore della Fao ha fornito una panoramica delle sfide che riguardano la produzione di cibo e l’alimentazione contemporanee e una visione di come sia possibile superarle. Citando le parole dell’attivista svedese Greta Thunberg che nei giorni scorsi ha liquidato come «bla bla bla» i discorsi dei leader del mondo sul clima, Qu Dongyu ha spiegato gli impegni della Fao per passare «dal bla bla bla all’azione concreta». Al termine dell’esposizione sono state tante le domande degli studenti. Al punto che solo alcune sono state poste in diretta, mentre le altre sono state raccolte in un documento che è stato spedito a Roma. E il direttore della Fao ha apprezzato: «Sono stato professore in Cina e so che dagli studenti c’è molto da imparare». Tutto l’evento si è svolto in inglese, rimarcando ancor più il carattere internazionale della mattinata. Il collegamento con Cremona, «città lombarda che incarna la ricchezza del suolo e l’eccellenza gastronomica della valle del Po, il territorio più prezioso d’Italia» è stato organizzato nell’ambito di #InsiemepergliSDG, la campagna per costruire nelle comunità la consapevolezza dello sviluppo sostenibile.

I 4 OBIETTIVI DI MIGLIORAMENTO FAO

Tanta Italia nella relazione del direttore della Fao, organizzazione delle Nazioni Unite che ha sede a Roma. E Qu Dongyu è

«I sistemi agroalimentari correnti non stanno funzionando. Troppo spesso creano circoli viziosi dannosi»

partito dal 1945 mostrando le foto dell’epoca e sottolineando che le radici della Fao sono italiane. Ha quindi reso omaggio alla visione italiana che risale ad un secolo fa del cibo come come questione centrale della cooperazione internazionale, ma anche all’impegno attuale come una delle economie leader del G20. Durante la lectio magistralis, il focus si è spostato continuamente dal livello globale a quello nazionale e locale illustrando quello che Qu ha descritto come un approccio ai sistemi agroalimentari olistico e spinto dalla partnership. Ha quindi delineato i quattro obiettivi di miglioramento definiti dalla Fao nel suo quadro strategico nell’ambito dell’Agenda 2030: produzione migliore e mirata, migliore alimentazione, migliore ambiente e migliore vita. Obiettivi descritti come macro aree interconnesse che hanno bisogno di politiche internazionali coordinate. «I sistemi agroalimentari correnti — ha detto — non stanno funzionando. Troppo spesso creano circoli viziosi dannosi». E Qu ha quindi esortato i governi ad adottare politiche di stimolo che imbriglino il potere dell’innovazione, della tecnologia e dei big data. In questo quadro il Covid è stato un segnale di allarme sulla fragilità della sicurezza alimentare, ma si è rivelato anche un’opportunità di rivalutare il modo in cui affrontiamo le restanti cause della fame e costruiamo resilienza contro le minacce per meglio ricostruire.

L'INVITO DEL SINDACO GALIMBERTI

Inoltre il direttore generale della Fao ha voluto plaudire la competenza italiana nel promuovere i sui prodotti agroalimentari altamente legati al territorio: «L’Italia ha offerto un esempio alle nazioni in via di sviluppo di come costruire a partire dal livello locale e spostarsi poi in alto lungo la catena del valore». Al termine dal sindaco Galimberti è venuto l’invito a Qu Dongyu perché il prossimo incontro avvenga in presenza a Cremona.

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