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"Cremona capitale del cibo e della sostenibilità"

Consiglio comunale straordinario: approvate le linee guida della Food Policy, ma senza voto unanime

La Provincia Redazione

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04 Novembre 2021 - 06:00

"Cremona capitale del cibo e della sostenibilità"

CREMONA - «Abbiamo un obiettivo comune: rendere il mondo più unito, pulito, coeso. Cremona ha questa responsabilità e vuole raccontare la storia che sta costruendo e che intende costruire, per se stessa e per tutto il pianeta». Ma il Consiglio comunale straordinario dedicato al tema «Gli enti locali e l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite», che si è svolto ieri pomeriggio al Museo del Violino nell’ambito del progetto #InsiemepergliSDG, di cui Cremona è partner, si è concluso evidenziando la divisione piuttosto della coesione. E l’appello ad un mondo più coeso con cui il sindaco Gianluca Galimberti ha terminato la sua esposizione degli obiettivi della «transizione ecologica per una Cremona Green» non ha evidentemente ispirato l’opposizione.

Due gli ambiti di azione scelti da Cremona e illustrati dal sindaco: la transizione ecologica e la produzione agroalimentare. In particolare per questo aspetto Cremona si pone l’obiettivo di «diventare modello mondiale di sviluppo sostenibile e transizione ecologica per nutrire se stessa e il pianeta». E in discussione in Consiglio comunale c’erano le «Note preliminari per una proposta di Food Policy del Comune di Cremona» contenente anche le «Linee di indirizzo della Food Policy di Cremona 2021-2024»: sono state approvate con 18 voti — la maggioranza e Maria Vittoria Ceraso (Viva Cremona) — e otto astensioni (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Cinque Stelle). La discussione vera e propria è stata preceduta dagli interventi di Marco Alparone, sottosegretario di Regione Lombardia, Marina Ponti, direttrice della Un SDG Action Campaign e della Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Marina Sereni.


Presentato dall’assessore Simona Pasquali, il documento evidenzia «l’urgenza di costruire politiche urbane alimentari finalizzate a garantire l’accessibilità al cibo sano, a valorizzare i prodotti locali e creare occupazione nella filiera, ad intervenire con progetti ed azioni concrete per diminuire gli sprechi, a favorire un utilizzo sostenibile del suolo e delle risorse, a riequilibrare i rapporti ambiente-sviluppo, città-campagna, salute-prevenzione, mercato globale e specificità degli stili di vita». Ed elenca quattro azioni concrete «da realizzare in una visione temporale di breve, medio periodo»: «Sostenere la ricerca scientifica in tema di riduzione del packaging utilizzato per la distribuzione dell’acqua e degli alimenti; promuovere politiche mirate alla lotta contro gli sprechi, alla riduzione delle eccedenze ed al contenimento dello spreco alimentare; promuovere stili di vita e comportamenti consapevoli attraverso l’educazione al cibo ed alla salute; facilitare il consolidamento di un rinnovato approccio città-campagna, riscrivendo il rapporto di continuità tra città e agricoltura di prossimità». Nel documento si legge anche che il Comune «si impegna a identificare le risorse umane interne e/o esterne per intraprendere il percorso di implementazione. In questa fase è importante istituire l’Ufficio delle Food Policy. L’ufficio coordina le attività legate alla Food Policy dell’Ente, si interfaccia con gli stakeholeder coinvolti, coordinare e mettere a sistema tutte le attività intrinseche nei sistemi alimentari cittadini».


«La fase successiva prevede l’individuazione degli stakeholder». E il documento ne fa un elenco: «Comuni dell’area del Plis del Po e Morbasco, di Mab Unesco Po Grande, del Contratto di Fiume della media valle del Po; industria agroalimentare, aziende manifatturiere di veicoli e tecnologie agroalimentari, rivenditori e distributori alimentari, mercati locali, Grande distribuzione organizzata, rivenditori, mense e attività di ristorazione; esperti di formazione professionale, università, scuole di ogni ordine e grado, centri di ricerca; associazioni imprenditoriali e osservatori agro-alimentari, consorzi di tutela, istituti bancari, Ong e associazioni agroalimentari». Ma proprio gli stakeholder sono stati uno dei motivi del mancato voto unanime: secondo le opposizioni, infatti, andavano coinvolti prima, nella fase di redazione del documento, e non dopo. «Queste sono solo note preliminari — ha replicato Pasquali — è c’è tutto il margine per accogliere ogni proposta che emergerà dagli incontri. Ma per fare questi incontri abbiamo bisogno di un documento e di un mandato forte del Consiglio che, peraltro, verrà coinvolto».

A questo proposito il presidente dell’assemblea cittadina, Paolo Carletti, ha annunciato l’intenzione di costituire una Commissione consiliare permanente sul tema del cibo. «Più coinvolti di così», ha chiosato Pasquali. Il Consiglio straordinario è iniziato alle 15,15 e il presidente Carletti ha ceduto subito i riflettori alla violinista Lena Yokoyama che con il violino Stradivari Vesuvius 1727 ha eseguito Méditation, dall’opera Thaïs di Jules Massenet, e due movimenti dalla Primavera e dall’Estate di Antonio Vivaldi.

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Commenti all'articolo

  • gigistagno60

    04 Novembre 2021 - 09:26

    I nostri amministratori si sono dimenticati di menzionare una iniziativa, che funziona da tempo, volta a ridurre gli sprechi alimentari, e a cui hanno aderito numerosi esercizi commerciali alimentari di Cremoma e provincia, nonchè in tutta Italia: Too Good To Go Questa iniziativa permette, tramite un'app, di acquistare generi alimentari a prezzi scontati. Il link è https://toogoodtogo.it/it/ E l'a

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