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Martina: «Fame zero è la nostra priorità assoluta»

Il vice direttore generale della Fao interverrà a Cremona giovedì 4 novembre: «Gli obiettivi sono chiari ed è questo il momento delle decisioni»

Andrea Gandolfi

Email:

agandolfi@laprovinciacr.it

01 Novembre 2021 - 05:30

Martina: «Fame zero è la nostra priorità assoluta»

Maurizio Martina

ROMA - «Credo si debba essere grati alle istituzioni locali — al Comune in particolare —, all’Università e al Ministero degli Esteri, che ha scelto Cremona come tappa finale di questo lavoro fatto nei mesi scorsi per portare gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda Onu 2030 fuori dagli spazi istituzionali classici e dentro al territorio. Penso sia un bel segnale, perché quello di Cremona è un territorio che nella sua economia e nella sua vita quotidiana incrocia molte delle questioni e delle sfide che l’Agenda stessa pone. Quindi mi sembra un ottimo approdo, e spero che possa aiutare molto anche a far crescere l’attenzione su questi temi a livello di opinione pubblica».

In una pausa dei lavori del G20 di Roma (conclusi ieri), e in contemporanea con l’avvio della COP 26, Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma fino a venerdì 12 a Glasgow, il vicedirettore generale della Fao Maurizio Martina commenta così la marcia di avvicinamento all’evento di Cremona, al quale parteciperà giovedì in occasione della lectio magistralis via streaming del direttore generale Fao Qu Dongyu agli studenti della Cattolica. Un appuntamento di grande importanza, del quale l’ex segretario del Pd ed ex ministro per le Politiche agricole sottolinea sfide e snodi cruciali.

«Questo è il momento di tradurre gli auspici in fatti concreti. Come chiedono giustamente i giovani che per questo stanno manifestando. Quindi sarà molto importante vedere, in particolare nei giorni dell’iniziativa di Cremona, cosa succederà a Glasgow: perché c’è un intimo collegamento tra quanto cercheremo di condividere a Cremona con ciò che i governi di tutto il pianeta devono fare a Glasgow».

ROMA-CREMONA-GLASGOW. Lungo l’asse Roma-Cremona-Glasgow si gioca quindi una partita decisiva per un futuro globale basato sulla sostenibilità ed un vera uguaglianza: sbocco naturale del lavoro avviato durante l’Expo 2015 di Milano, concluso esattamente sei anni fa, e che l’allora ministro Martina seguì in prima persona.

«Sono soddisfatto del percorso che abbiamo compiuto in questi anni — prosegue —. Ha permesso di far crescere l’attenzione verso alcuni temi: dalla lotta allo spreco alimentare alla centralità della questione agricola anche dentro le politiche pubbliche, a livello nazionale e generale. Ora come Fao abbiamo un lavoro enorme da fare, perché uno degli obiettivi fondamentali dell’Agenda di sviluppo sostenibile è ‘fame zero’, che oggi appare più lontano. È ancora possibile raggiungerlo entro il 2030, ma solo a patto che si raddoppino gli sforzi nei pochi anni che abbiamo davanti a noi. Dobbiamo però essere realisti: senza un deciso cambio di marcia, l’obiettivo verrà mancato. Molto dipende dalle decisioni della comunità internazionale e da come andranno le discussioni di queste ore».

Incognite che non riguardano solo l’obiettivo ‘fame zero’, ma più in generale tutti i 17 traguardi dell’Agenda Onu: dalla lotta al cambiamento climatico alla riduzione delle diseguaglianze, passando per la parità di genere. Tutti traguardi che nei fatti appaiono molto lontani...

«Ma noi dobbiamo avere l’ottimismo della convinzione; dobbiamo assolutamente tenere il punto, essere pragmatici e crederci, con la consapevolezza di chi sa che è possibile. Non nego le difficoltà, ma questo è il momento di dare il massimo. Senza risparmiarci».

PARITA' DI GENERE. In tema di parità di genere, Martina si astiene ma non troppo da un commento sulla bocciatura rimediata in Senato dal disegno di legge Zan. «Non posso esprimermi su questioni di politica nazionale. A titolo personale ricordo però che quando ero parlamentare ho sottoscritto quella legge. E lo farei ancora oggi».
Da metà gennaio alla vice direzione generale della Fao, l’ex ministro per le Politiche agricole traccia un bilancio positivo di questi mesi di attività.

«Sono molto contento di aver contribuito a sviluppare il lavoro della Fao. La mia è stata prima di tutto un’attività di coordinamento con la presidenza italiana del G20. Abbiamo lavorato tantissimo col Governo italiano. Portando i temi della sicurezza alimentare nei più importanti momenti di confronto della presidenza G20 e contribuendo a realizzare per la prima volta una discussione dei ministri degli Esteri proprio sui temi della sicurezza alimentare globale. Impegnandoci sulla strategia one health, l’unica in grado di far fronte anche a esperienze drammatiche come quella della pandemia. Si punta ad una visione complessiva della salute dell’uomo, strettamente connessa a quella degli animali e del pianeta. A Roma abbiamo promosso il prevertice sui sistemi alimentari voluto dall’Onu e, più in generale, sì è molto rafforzato il rapporto tra la Fao e il nostro Paese».

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE. Tanto lavoro pure sul versante della cooperazione internazionale. «Ci siamo impegnati a fondo perché anche l’Italia contribuisse al piano straordinario di sostegno al popolo afghano contro la siccità, e sono davvero grato al governo per la sua risposta positiva e concreta. Il gioco di squadra con i ministeri degli Esteri e dell’Agricoltura è stato molto proficuo».

Nella stesse direzioni si muovono i programmi futuri: «La nostra priorità assoluta coincide con il contrasto alla fame nel mondo e con la necessaria transizione verso la sostenibilità dei modelli e dei sistemi agricoli alimentari. Bisogna farlo cercando di garantire in ogni passaggio più equità anche dentro il sistema alimentare globale, più giustizia sociale, più sostenibilità. Lavorando per rafforzare la posizione dei piccoli e medi agricoltori ovunque nel mondo. E nessuno si illuda che questi temi non lo riguardino da vicino — conclude Martina —. Proprio la pandemia ci ha dimostrato che tutto si tiene, tutto ci tocca e ci riguarda. Le partite della democrazia alimentare, del diritto al cibo, dell’equità, della giustizia alimentare impegnano e riguardano tutti. Nessuno escluso. Sono sfide che ci aspettano e alle quali non possiamo sottrarci».

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