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L'INDAGINE SHOCK

Renato Crotti, nell'ordinanza la sua ossessione per gli "under"

Il gip Grimaldi: "Materiale pedopornografico autoprodotto dalle vittime e atti sessuali a pagamento"

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

24 Ottobre 2021 - 18:42

Renato Crotti,  nell'ordinanza la sua ossessione per gli "under"

CREMA - «Aveva strane fantasie sessuali». «Era una persona sessualmente malata». «Era sicuramente una persona strana». Le dichiarazioni rese dalle sue presunte vittime a chi ha indagato offrono uno spaccato che, almeno agli atti, risulta inquietante sulla personalità di Renato Crotti, 54 anni, personaggio di spicco non solo a Crema per gli incarichi che ha avuto nella sua carriera: da direttore di Radio Antenna 5, emittente della diocesi di Crema, a portavoce e addetto stampa dell’Amministrazione provinciale sotto la guida di Giuseppe Torchio, fino alla Finarvedi, da cui è stato allontanato nell’estate di un anno fa dopo l’indagine choc sulla distrazione di fondi all’associazione Uniti per la provincia di Cremona. Proprio da qui è nato il secondo filone sulla presunta prostituzione minorile e possesso di materiale pedopornografico.


Sono dichiarazioni inquietanti quelle rese dai ragazzi e riversate nelle 21 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip, Matteo Grimaldi, su richiesta del procuratore di Brescia, Francesco Prete. Nelle prossime ore Crotti, in carcere a Cremona, si sottoporrà all’interrogatorio di garanzia. E se non deciderà di avvalersi della facoltà di non rispondere, potrà difendersi, spiegare, chiarire. Ad oggi, dalle carte dell’inchiesta della Guardia di Finanza esce il quadro di un uomo «chiacchierato» nelle compagnie di ragazzini, grazie ad un passaparola che aveva sconfinato Crema. Il suo numero di telefonino se lo sarebbero passati in molti. «Se vuoi guadagnare 7 euro, c’è un tipo strano, gli mandi una tua foto intima, un tuo video intimo…». A tradire Crotti è stato il suo stesso smartphone. Lì dentro, il perito informatico ha trovato un po’ di tutto. Ha trovato chat, foto, video, elementi per risalire ai giovani. I quali, convocati dagli investigatori, hanno vuotato il sacco. E per qualcuno di loro non è stato facile. I ragazzi hanno spiegato come avveniva il contatto. Ovvero, attraverso il falso profilo che Crotti si era creato su Facebook, nascondendosi dietro Federica Banardi. 


Stando alle carte dell’inchiesta shock, Crotti era alla continua ricerca di giovani minorenni, più interessato ai ragazzi di 15-16 anni. Li definiva «under». E a chi glieli procurava, dava un compenso extra. È spiegato in un suo messaggio del 23 gennaio 2020 inviato ad un ragazzo: «Dicono che di solito i più disponibili e che si tirano meno para e che non vogliono cifre folli sono gli under. Anche xe tu hai il 30% di guadagno in più calcolato su cifre pagate a chi porti». Il gip Grimaldi ha annotato: «La personalità dell’indagato denota una particolare proclività a compiere delitti di natura sessuale, in una totale assenza di autocontrollo, evidente nella costante, pressoché quotidiana, ricerca di giovani ragazzi minorenni da sfruttare sessualmente nella doppia forma della realizzazione di materiale pedopornografico autoprodotto dalle stesse vittime e del compimento di atti sessuali dietro corrispettivo di denaro».

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