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CREMA. I FATTI NEL FERRAGOSTO 2020

La morte di Sabrina, Pasini davanti ai giudici

Giudizio abbreviato per l’impiegato accusato d’aver assassinato l’amica distruggendone il cadavere

Francesca Morandi

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fmorandi@laprovinciacr.it

15 Ottobre 2021 - 06:05

La morte di Sabrina, oggi Pasini davanti ai giudici

CREMONA - «Lo voglio guardare in faccia. Sei un morto che cammina». Nel cortile del palazzo di giustizia riecheggiano ancora le accuse di Simona lanciate il primo luglio scorso contro Alessandro Pasini, l’uomo che per la Procura avrebbe ucciso sua sorella Sabrina, 39 anni e mamma di un ragazzino di 16, la notte di Ferragosto del 2020. Pasini caricò il corpo sull’auto di lei, una Fiat Panda. E diede fuoco alla macchina, nella campagna di Vergonzana. È questa, l’unica circostanza ammessa da Pasini, insieme al fatto d’aver tagliato il tubo del gas nell’abitazione in via Porto Franco. Teatro del femminicidio, per il pm.

«È morta per overdose», sostiene dal 18 agosto, giorno del suo fermo, Pasini che oggi sarà processato con il rito abbreviato, a cui il gup Elisa Mombelli lo ha ammesso lo scorso luglio, accogliendo la richiesta dei difensori Stefania Amato e Paolo Sperolini. Sono quattro i capi di imputazione che la Procura gli contesta. Il più grave è l’omicidio volontario.

LA RICOSTRUZIONE DELL'ACCUSA. Secondo la ricostruzione dell’accusa, alle 4 di notte, Pasini portò l’amica Sabrina nell’appartamento in via Porto Franco. E ce la portò «per avere rapporti sessuali». Il rifiuto, la lite, il femminicidio «con modalità non meglio precisate». Perché quei poveri resti recuperati dai carabinieri del Ris di Parma nella Panda bruciata e poi analizzati dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo e dalla sua équipe, non hanno consentito di stabilire «con esattezza, la dinamica e la causa della morte». Anche se nella perizia si parla di «trauma meccanico alla mandibola e alla mascella laterale destra di natura contusiva» E di «due fratture al cranio». Gli esperti ipotizzano che «la combinazione delle due fratture, unita alla presenza di microfocolai emorragici cerebrali, potrebbe addebitarsi ad un trauma al capo subito poco prima della morte». Alle 5 del mattino, una vicina di casa sentì urlare : «Aiuto, aiuto».

LA VERSIONE DI PASINI. «Non l’ho uccisa, Sabrina era una mia amica. Abbiamo consumato cocaina, l’ha uccisa un’overdose. Io stavo dormendo, ho sentito un rumore, era in bagno riversa sulla vasca». Pasini non ha mai cambiato versione.

Gli esami tossicologici effettuati da Domenico Di Candia hanno però escluso l’overdose. Nei capelli di Sabrina sono state rilevate tracce di cocaina. In che quantità, non è stato possibile stabilirlo.

Pasini ha confessato di aver appiccato il fuoco alla Panda con dentro il corpo di Sabrina. Secondo l’accusa, ha distrutto il cadavere per cancellare le tracce. Perché il corpo parla e l’autopsia avrebbe svelato la causa della morte. Dopo aver pranzato in trattoria, l’uomo tornò nell’appartamento dove i carabinieri del Ris hanno poi rilevato, con il luminol, schizzi di sangue dentro e fuori, sul pianerottolo. «Quando l’ho trovata in bagno morta, Sabrina perdeva sangue dal naso», continua a difendersi lui. Per il tossicologo, l’overdose provoca un arresto cardiaco.

Pasini è accusato di occultamento e distruzione di cadavere, di incendio aggravato «da cui derivava un pericolo per la pubblica incolumità». E di crollo di edificio.

Ripulita la casa, tagliò il tubo del gas della caldaia e se ne andò. «Per occultare le tracce dell’omicidio», sostiene il pm. E quell’appartamento saturo di gas era «un pericolo per la pubblica incolumità».

Al rito abbreviato si era opposto Antonino Andronico, l’avvocato di parte civile dei familiari di Sabrina. E si era opposto, «perché riteniamo che sia stato commesso nel contesto di un tentativo di violenza sessuale, un reato aggravato e quindi punito con la pena dell’ergastolo. Il giudice ha ritenuto che allo stato degli atti non sia così. Per quanto riguarda le modalità, nelle nostre consulenze integrate (effettuate dal generale Luciano Garofano Ndr) abbiamo indicato la possibile dinamica del fatto. All’esito della discussione dell’abbreviato, vedremo che cosa disporrà il giudice».

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