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Teatri cremonesi: «Siamo sicuri, la capienza al 100% è una prova»

Strada del San Domenico: «Senza vincoli di posti si dà un messaggio di sicurezza certificata». E fra i direttori artistici emerge un cauto ottimismo

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

09 Ottobre 2021 - 09:52

Teatri cremonesi: «Siamo sicuri, la capienza al 100% è una prova»

CREMA/CASALMAGGIORE - Soddisfazione e sano realismo caratterizzano i commenti dei direttori artistici dei teatri del territorio che hanno accolto con un aplomb anglosassone la notizia che da lunedì potranno occupare tutti i posti della sala che dirigono.

Giuseppe Strada, presidente della Fondazione Teatro San Domenico di Crema, fa un’analisi non meramente economica ed emotiva della notizia: «Si tratta di una decisione importante, non solo per le casse dei teatri, ma per il valore simbolico che assume — afferma —. La decisione di poter tornare a occupare tutti i posti del teatro sancisce in maniera oggettiva che le sale da spettacolo sono spazi sicuri, offre un dato oggettivo che può rassicurare chi tornerà a teatro dopo tanto tempo. Mantenere una limitazione di capienza poteva instillare il dubbio sulla sicurezza dello stare al chiuso. La soddisfazione è soprattutto per l’abbattimento del metro di distanziamento che rendeva la capienza, anche all’80%, scarsamente frequentabile se era necessario mantenere un metro di distanza da uno spettatore all’altro. La possibilità di occupare tutti i posti non significa che ogni volta ci sarà il tutto esaurito. A giorni presenteremo la stagione, un cartellone che abbiamo costruito seguendo un’ottica di leggerezza e divertimento. Diciamo che la proposta di Morte di un commesso viaggiatore la lasciamo per un’altra stagione, ovvero abbiamo bisogno di spettacoli che ci facciano divertire».

Giuseppe Romanetti, direttore del Comunale di Casalmaggiore, ha presentato la stagione una decina di giorni fa: «È un bel segnale che mi auguro possa essere accolto con soddisfazione dagli spettatori — afferma —. Il fatto di non avere restrizioni ci permette di godere di maggiori margini d’azione, ci permette di immaginare di tornare a teatro come si faceva prima che scoppiasse la pandemia. È pur vero che Green pass, misurazione della temperatura e mascherina rimarranno. Ora la scommessa è vedere come si muoverà il pubblico, se non nutrirà timori e se avrà voglia di tornare in sala. La sicurezza degli spazi per lo spettacolo è importante, ma non è sufficiente. Ci troviamo a dover lavorare su strategie che permettano di riacquistare la voglia e l’abitudine al teatro. Chi ama il teatro di suo in questi mesi ha più volte affermato di sentirne la mancanza, ma poi c’è una fetta di spettatori abituali, ma non assidui che deve essere di nuovo intercettata e condotta a teatro».

Bruno Tiberi, direttore artistico della stagione SiFaSera, lanciata l’altro ieri, gestisce le sale di Castelleone, Soresina e Orzinuovi, e ci va cauto: «Speriamo vada tutto bene — dice —. L’importante è che si rimanga in zona bianca, perché, se solo scattasse la zona gialla, torneremmo alla capienza del 50%. Incrociamo le dita, è pur vero che i dati parlano di una costante flessione dei contagi e questo fa ben sperare. Noi apriremo la campagna abbonamenti il 22 ottobre e dovremo pensare a una doppia ipotesi, appunto tenendo conto della possibilità che, in caso di zona gialla, dovremo tornare a una capienza dimezzata. Io devo mettere in atto tutti gli scenari possibili: ovviamente il mio augurio è che non solo si possa mantenere la totalità della capienza, ma anche che il pubblico risponda e legga questa apertura del Ministero della cultura che ha fatto pressione sul Cts come un motivo di sicurezza. Noi siamo pronti e ovviamente confidiamo nella risposta del pubblico».

La notizia della possibilità di aprire al 100% le sale teatrali non ha fatto cambiare idea a Beppe Arena, direttore del teatro Bellini di Casalbuttano: «In linea di principio è una bellissima notizia che mi fa immaginare una stagione all’insegna della normalità. Ci sono i presupposti perché prima o poi si possa tornare a quello che facevamo nel 2019 — commenta —. Comunque sia, la decisione mia e dell’amministrazione è quella di far partire la stagione dal mese di gennaio, magari con qualche piccolo appuntamento già a novembre. Siamo ultimando gli ultimi dettagli e presto renderemo noto il cartellone. La decisione di consentire l’intera occupazione dei posti ci permette di riprendere le attività con maggior respiro, la capienza all’80% con distanziamento non avrebbe cambiato le cose, almeno per quanto riguarda la capienza del Bellini». 

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