Cerca

Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

CREMONA

Vigili «sceriffi», sospesi i quattro agenti

Dopo il rinvio a giudizio, arriva la sanzione disciplinare per Sorvillo, Matteucci, Trimarchi e Villa. Il pm: abuso d’ufficio. Divisa appesa al chiodo fino al giudizio di primo grado. In aula il 18 gennaio

Francesca Morandi

Email:

fmorandi@laprovinciacr.it

30 Settembre 2021 - 06:20

Vigili «sceriffi», sospesi i quattro  agenti

CREMONA - Il 15 settembre scorso, il rinvio a giudizio. Ora, la sanzione disciplinare. Il Comune ha sospeso i quattro vigili accusati di abuso d’ufficio in tre diversi episodi: dal caso delle multe affibbiate a tradimento a quello della donna ammanettata illegalmente. In mezzo, il favore personale che due agenti avrebbero fatto ad un collega. Tutti sospesi fino al primo grado di giudizio: il processo comincerà il 18 gennaio prossimo.

Devono momentaneamente appendere la divisa al chiodo Nicola Sorvillo, 33 anni, napoletano di Massa di Somma, agente che arriva dalla carriera militare, il romagnolo Marco Matteucci, suo coetaneo, il cremonese Paolo Villa, 48 anni, e il lodigiano Giacomo Matteo Trimarchi, 35 anni

«No comment», dice l’assessore alla Polizia Locale, Barbara Manfredini.

Per il pm Milda Milli, Sorvillo, già sospeso 6 mesi dal gip, è il ‘vigile sceriffo’ che un anno fa, non in servizio appioppò multe a tradimento, filmando con lo smartphone o annotando dalla finestra di casa le targhe delle auto parcheggiate in divieto da genitori e nonni all’uscita della scuola materna Castello, in via Garibotti. La stessa dove abita Sorvillo. Che, rientrato in servizio, per il pm compilò falsi verbali, annotando di non aver potuto fare la contestazione sul posto, in quanto «i trasgressori», sette in tutto, non erano lì. C’erano, invece. È cascato male, Sorvillo. Perché tra i nonni multati, c’era Raffaele Marongiu, ex comandante dei carabinieri del Nas. Abuso di ufficio e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, i reati contestati a Sorvillo.

Gli stessi da cui deve difendersi insieme al collega Matteucci nel caso manette illegali.

Il fatto risale alla sera del 27 ottobre di un anno fa. Cinzia era così arrabbiata con il suo compagno che gettò sul marciapiede gli effetti personali. Arrivò la pattuglia. Sorvillo le chiese le generalità. Manette e trasferimento al Comando. Annotazione di servizio: «La donna si è rifiutata di salire sul mezzo di servizio, cercando di allontanarsi e di raggiungere la porta della propria abitazione. Per evitare ciò, si bloccava fisicamente la persona che reagiva cercando di divincolarsi con veemenza, costringendo così gli agenti all’utilizzo delle manette di ordinanza al fine di evitare che la stessa potesse provocare danni a se stessa o altri».

Falso, per l’accusa. Sorvillo e Matteucci sarebbero stati smentiti dal filmato registrato con la bodycam di un collega che stigmatizzò l’uso della forza sulla donna. Cinzia si è costituita parte civile. Chiede 60mila euro di danni al processo dove il suo avvocato Marco Fantini affiancato dal consulente legale Alessandro De Nittis, ha chiamato il Comune come responsabile civile.

Risale al 13 ottobre del 2020 il fatto che vede Sorvillo coimputato con i colleghi Villa e Trimarchi. Secondo chi ha indagato, Villa, in pessimi rapporti con il suo vicino di casa Luigi, avrebbe chiesto un favore personale a Sorvillo che, in servizio, si presentò a casa di Luigi. Per scusa, «un accertamento amministrativo» immotivato. Sorvillo era con Trimarchi. Luigi voleva capire il perché. «Che me stai a interrogà?», replicò Sorvillo, che buttò a terra i documenti di identità chiesti al residente. E Luigi, insospettito, filmò la scena. Prima di andarsene, Sorvillo gli portò via un mattarello da cucina. Sceso in strada, lo infilò nel baule dell’auto di servizio. Avrebbero dovuto annotarlo nella relazione di servizio.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su La Provincia

Caratteri rimanenti: 400