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CORONAVIRUS: LE VACCINAZIONI

Ora a Crema è tonfo delle dosi, oggi sono soltanto 650

Roberto Sfogliarini (Asst): da fine mese risaliremo a circa 1.300/1.400 inoculazioni quotidiane

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stefano.sagrestano@gmail.com

19 Luglio 2021 - 06:00

Ora a Crema è tonfo delle dosi, oggi sono soltanto 650

CREMA - Si torna indietro di quattro mesi, per inciso ai numeri di fine marzo-inizio aprile, quando la campagna vaccinale al centro dell’ex tribunale, cominciò con 500-600 somministrazioni al giorno. Oggi (lunedì 19) l’hub cittadino rallenterà la sua corsa, scendendo a 650 dalla quota 1.400 dosi, mantenuta sostanzialmente costante nell'ultimo mese. Tutto ampiamente previsto, in linea con il taglio delle forniture di vaccini a livello nazionale e, di conseguenza, regionale e per ognuna delle Ats lombarde. "Siamo costretti a fermarci a 600 vaccinazioni al giorno, ma solo per lunedì (oggi, Ndr) - precisa il direttore sanitario dell’Asst Roberto Sfogliarini -: una riduzione obbligata, dovuta alla mancanza di dosi a livello nazionale, che ci era stata prefigurata da tempo. Poi per il resto della settimana risaliremo tra le 1.000 ele 1.300 prenotazioni. All’80% coloro che si presenteranno al centro vaccinale sino a domenica saranno qui per ricevere la seconda dose".

Già da inizio luglio le prime somministrazioni sono scese in maniera esponenziale, stante lo stop delle prenotazioni imposte

Nell'ultima settimana di questo mese dovremmo tornare sui nostri soliti ritmi di somministrazioni

sempre dalla carenza di vaccini a livello nazionale e regionale. Nei giorni scorsi c’è stato un parziale recupero, con una finestra che ha permesso a 800 persone di fissare l’appuntamento per il primo step dell’immunizzazione. "Anche nell'ultima settimana di questo mese dovremmo tornare sui nostri soliti ritmi di somministrazioni – conclude il direttore sanitario – il che significa circa 1.300/1.400 dosi al giorno, sempre con grande predominanza di seconde inoculazioni".

Nel frattempo, i tassi di copertura della popolazione più vulnerabile, ovvero dai 50 anni in su, autorizzano un certo ottimismo, soprattutto in chiave variante Delta, destinata, a quanto pare, a diventare predominante. Un virus più contagioso e anche più pericoloso per chi non è coperto dal vaccino, che invece si dimostra molto efficace nel garantire protezione anche da questa mutazione, evitando l’insorgere di sintomi gravi e dunque i ricoveri in terapia intensiva.

In base ai dati forniti dall’Azienda tutela della salute Val Padana, l’84% dei residenti nel Cremasco che hanno più di 50 anni hanno ricevuto la prima dose. Il 65% ha completato il ciclo. Nel giro di un paio di settimane dovrebbe dunque essere raggiunta la soglia chiave dell’immunità di gregge che equivale a superare il 70% della popolazione. Una copertura che c'è già se si prendono in considerazione solo gli over 60enni. Tra gli anziani le prime dosi sono state inoculate all’87% dei residenti, mentre il 71% dei cremaschi ha ormai ricevuto anche la seconda.

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