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CORONAVIRUS. IL QUADRO

Vaccinazioni ai raggi X nei 113 Comuni della provincia

Venti centri oltre l’80%, intorno al 60% quattro paesi casalaschi. Disguido in fiera: in venti si presentano e trovano il centro chiuso

Elisa Calamari

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redazioneweb@laprovinciacr.it

06 Luglio 2021 - 06:30

Vaccinazioni ai raggi X nei 113 Comuni della provincia

CREMONA - Il 75,06% dei cremonesi ha già ricevuto almeno una dose di vaccino anti-Covid. In Lombardia a fare meglio sono state solo le province di Como (75,60%), Lodi (75,93%) e Lecco (78,04%). Dati confortanti soprattutto se confrontati con quelli delle altre province e regioni italiane, ma a preoccupare è ora il rallentamento delle prenotazioni regionali per effetto della riduzione delle dosi in consegna a luglio.

[TUTTI I DATI COMUNE PER COMUNE]

Intanto, ieri, alcuni cremonesi hanno segnalato di essersi presentati per l’appuntamento all’hub attorno alle 19,20 ma di averlo trovato già chiuso: stando a quanto raccontato proprio dai cittadini, sarebbero una ventina coloro che asseriscono di non avere ricevuto alcuna comunicazione in merito e che attendono dunque chiarimenti nelle prossime ore. Una presunta anomalia che al momento, però, non risulta all’Asst: come da routine per occupare le fasce orarie ‘vuote’ può capitare che vengano riprogrammati gli appuntamenti previo avviso e al Cup risultano tutti regolarmente assegnati e comunicati. Stamattina verranno comunque compiute le opportune verifiche. La media di vaccinazioni giornaliere resta costante: circa 1.800.

A livello lombardo fino al 26 luglio in media le agende prevedono 100 mila vaccinazioni al giorno (oggi la media settimanale è di 102.637) con numeri maggiori nella prima parte del periodo, dove si riesce ad arrivare fino a 105 mila, e minori nella seconda parte. Dal 27 luglio al 12 agosto, però, il numero delle somministrazioni attualmente programmate e prenotate scende a 50 mila in media al giorno. Tenendo questo ritmo, a fine mese si arriverebbe comunque al 77% della popolazione over 12 con almeno una dose e la Lombardia, che oggi sfiora 9,5 milioni di somministrazioni, resterebbe indiscussa al primo posto in Italia.

Fra i vari Comuni della provincia di Cremona, però, emergono dati controcorrente sia a livello positivo sia a livello negativo: al primo posto – e ben al di sopra della media regionale di somministrazioni – c’è Ripalta Guerina dove l’84,4% della popolazione ha già ricevuto almeno una dose di vaccino; all’ultimo compare Cappella de’ Picenardi che si ferma al 61,49%. Tradotte in cifre concrete, queste percentuali significano che a Ripalta i cittadini vaccinati con una dose sono 384 su 455, di cui 168 che hanno completato il ciclo vaccinale; a Cappella ne sono invece stati vaccinati 206 su 335, di cui 105 con entrambe le dosi. Superano l’80% anche Capergnanica, Campagnola Cremasca, Casaletto Ceredano, Cella Dati, Cingia de’ Botti, Credera Rubbiano, Gombito, Isola Dovarese, Izano, Madignano, Montodine, Moscazzano, Offanengo, Pieranica, Quintano, Ripalta Arpina, Ripalta Cremasca, Sospiro e Vaiano. I fanalini di coda che sono fermi di poco oltre il 60% sono Spineda, Martignana di Po e Tornata.

I grandi numeri, ma con rapporto percentuale inferiore, si trovano naturalmente nei centri più popolosi. A partire dalla città capoluogo: a Cremona ieri mattina risultavano vaccinati con almeno una dose 45.354 cittadini (71,67%) e sono invece 26.198 coloro che hanno già ricevuto entrambe le dosi, su una popolazione target di 63.285. A Crema va meglio perché il 79,08% dei residenti over 12 ha già ricevuto almeno una dose (pari a 24.008 cittadini) e sono 12.324 coloro che hanno completato il ciclo vaccinale, su una popolazione target di 30.359.

Infine Casalmaggiore, dove si procede più a rilento con il 65,10% della popolazione vaccinata: 8.447 hanno ricevuto almeno una dose e 4.216 anche la seconda, su una popolazione target di 12.976.

Secondo i dati forniti dalla Regione, l’Ats Val Padana somministra in media il 6,36% delle dosi a disposizione dell’intera Lombardia, dove a farla da padrona è naturalmente l’Ats di Milano che copre il 35,58% delle vaccinazioni regionali. Quanto alle somministrazioni suddivise per tipologia di vaccino, in testa c’è Pfizer-Biontech (70,31%), seguito da AstraZeneca (17,29%), Moderna (9,59%) e infine Janssen (2,81%).

In Lombardia la fascia di età apparentemente ‘più protetta’ risulta essere quella 50-59 anni: 1.822.694 di dosi inoculate. Resta ancora parecchio indietro la fascia di età più giovane, ovvero 12-19 anni, con sole 179.384 somministrazioni. A tale proposito ieri Raffaele Donini, assessore regionale in Emilia-Romagna e guida della Commissione Sanità della Conferenza delle Regioni, ha detto: «In Lombardia dicono che sono a rischio le seconde dosi, in Emilia rischiamo di rimandare alcune migliaia di prenotazioni della prima. Aspettiamo colloqui Regione per Regione e speriamo in una proposta che possa soddisfare al meglio le vaccinazioni nel Paese, che deve proseguire spedito: è fondamentale finire gli over 60 e incentivare la fascia 12-19 prima dell’inizio delle scuole».

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