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IL DELITTO DI PARMA

Daniele ucciso con 33 coltellate tra cuore e polmoni

Il 18enne Tanzi di Casalmaggiore venne ucciso nella notte tra il 4 e 5 maggio a Parma

Davide Bazzani

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redazione@laprovinciacr.it

25 Maggio 2021 - 15:24

Daniele ucciso con trentratre coltellate tra cuore e polmoni

Il luogo dell'omicidio a Parma

CASALMAGGIORE - Trentratre coltellate tra cuore e polmoni. Questa la prima indiscrezione filtrata sull’esito dell’autopsia effettuata sul corpo di Daniele Tanzi, il 18enne di Casalmaggiore ucciso nella notte tra martedì 4 e mercoledì 5 maggio a Parma, nell’ex mulino abbandonato. Se i numeri saranno confermati dalla relazione di Maria Laura Schirripa, la consulente incaricata dalla procura di Parma, emergerebbe un quadro di una aggressione brutale, feroce, portata nei confronti del giovanissimo di origini foggiane.

Si era parlato, inizialmente, di una ventina di coltellate, poi il numero sembrava ridimensionato a otto, dieci. Adesso è emerso un numero choccante, tanto più che non sarebbero emersi nemmeno segni evidenti di difesa da parte di Daniele, colto di sorpresa mentre dormiva da parte di Patrick Mallardo, accusato dell’omicidio. Si parla, in questi casi, di “overkilling”, un termine con cui la criminologia descrive il modus operandi proprio dell’aggressore, che va al di là della necessità immediata di uccidere la vittima. Sarebbero bastate molte meno coltellate per avere ragione di Tanzi, ma così non sarebbe avvenuto. Una modalità riscontrabile nel momento in cui l’autore del fatto è in preda ad una furia incontrollata, spinto dal bisogno incontenibile di eliminare la sua vittima. Una azione rapida, violenta, ripetitiva, incontrollata ed incontrollabile. Un’uccisione impulsiva, furiosa.

Un accanimento che non ha necessariamente a che vedere con la capacità di intendere e di volere dell’assassino. Certamente la possibilità, per i legali di Mallardo, di chiedere una perizia psichiatrica per il loro assistito resta una possibilità. Al momento però gli avvocati Alessio Barboni di Guastalla e Raffaella Santoro e Francesco Savastano di Parma non hanno presentato istanze in tal senso. I legali stanno valutando la situazione. La consulente della procura depositerà la sua relazione, si suppone, tra un paio di mesi, ma potrebbe chiedere un supplemento di tempo.

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