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FIERE ZOOTECNICHE

Trattori d'epoca, emozioni dal passato

In mostra le collezioni dei mezzi «vintage» di Cavec e associazione Agricult di Trigolo. Uno sguardo retrospettivo sull’epoca pionieristica della meccanizzazione agricola

Riccardo Maruti

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rmaruti@laprovinciacr.it

28 Novembre 2021 - 19:28

CREMONA -  Da un lato l’innovazione alla sua massima espressione, dall’altro uno sguardo retrospettivo indirizzato all’era pionieristica della meccanizzazione agricola: alle Fiere Zootecniche Internazionali hanno trovato spazio anche due mostre dedicate ai trattori d’epoca. Non un semplice omaggio nostalgico al passato, ma una chiave per comprendere l’evoluzione tecnologica del settore.

IL CAVEC. Il Cavec del presidente Claudio Pugnoli ha portato nel Padiglione 2 una collezione di mezzi datati fra gli anni Quaranta e Sessanta in una carrellata di marchi nobili, da Same a Nuffield, da Ford a Ferguson. Tra le «stelle», due mitici Landini: un Vélite (prodotto a partire dal 1935) e un L45 con motore a testa calda.

Nel Padiglione 4, invece, l’associazione Agricult di Trigolo ha spinto ancora più indietro le lancette del tempo con una rassegna dal sapore pienamente vintage: basti dire che il trattore più antico tra quelli esposti è un Fordson America del 1920.

«Siamo nati due anni fa, all’alba dello scoppio della pandemia — spiegano il presidente Stefano Samarani e il vice Damiano Parmigiani —. L’associazione è strutturata in quattro sezioni e accoglie anche giovani trattoristi e modellisti. Siamo orgogliosi di aver esposto a CremonaFiere modelli più unici che rari».

Tra i quali un trattore del gruppo Coast to Coast — esibito da Artemio Vercesi di Pieve Porto Morone — che ogni anno parte da Broni per girare l’Italia a bordo di mezzi agricoli d’antan.

«Ci siamo gemellati con il gruppo piacentino Gtam, specializzato nell’aratura— prosegua Samarani —. Collaboriamo con altre realtà come gli Amici modellisti agricoli di Grumello e il Gatae di Legnano. Ampliare il nostro campo d’azione è per noi l’obiettivo più importante. I nostri soci, attualmente un’ottantina, appartengono a tutte le province della Pianura Padana».

Agricult ha piani ambiziosi: «Vogliamo portare la nostra narrazione storica nelle scuole — dichiara Samarani —, ma il sogno è aprire un museo tutto nostro a Trigolo».

FOTOGALLERY: FOTOLIVE/PAOLO CISI

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