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ARTE. IL VIDEO

In quelle Macerie va costruita speranza

Inaugurata in Cattolica la mostra ‘Potremo’ di Ferrarini: un dialogo fra immagini e poesie

Nicola Arrigoni

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narrigoni@laprovinciacr.it

18 Marzo 2026 - 21:31

CREMONA - ‘Macerie. Ciò che resta. Ciò che nasce’ è il bel titolo che fa da tema agli Itinerari Arte e Spiritualità che, come ogni anno, danno vita a una mostra di arte contemporanea all’interno degli spazi accademici dell’Università Cattolica, nelle sue diverse sedi.

Oggi si è inaugurata, nell’ex magazzino carri, la mostra ‘Potremo’ di Marta Ferrarini, curata da Daria Ferrari, un’esposizione che mette in dialogo parola e immagini, fotografie e versi poetici di un amico dell’artista, colpito da una profonda depressione.

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L’arte che cura, l’arte che rivela l’inattesa bellezza, la desiderata speranza, l’arte come riflessione spirituale e specchio del nostro inquieto e drammatico presente.

A spiegare il senso dell’iniziativa, promossa dal Centro Pastorale d’Ateneo e dal Dipartimento di Storia dell’Arte dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, è stato Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale, che ha messo in relazione il tema, il tempo quaresimale e la forza della creatività che dà speranza e corpo all’umano.

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A portare i saluti oltre al direttore della sede Angelo Manfredini, anche i presidi di economia aziendale, Marco Allena, di scienze agrarie, Pier Sandro Cocconcelli e in rappresentanza del preside della facoltà di Psicologia, la professoressa Guendalina Graffigna.

Alla professoressa Michela Vallotti è toccato il compito di spiegare il valore didattico e culturale delle diverse curatele che hanno messo in dialogo studenti con artisti emergenti, un modo per fare esperienza e insieme riflettere su temi che l’arte nelle sue molteplici forme può non solo raccontare, ma riflettere con straordinaria intensità.

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Piace immaginare la possibilità di visitare tutte le mostre nelle diverse sedi della Cattolica che con stili ed estetiche differenti affrontano il tema delle “macerie”, le macerie che sono quelle delle guerre che ci circondano, così come le macerie del nostro intimo e che il bel volto di Ferrarini e la sua sensibilità leggono con un futuro carico di fiducia: ‘Potremo’ e viene voglia di suggerire: potremo rialzarci.

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